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MotoGP, Dovizioso: circuito nuovo? un vantaggio

"Partiamo con l'entusiasmo per il risultato di Austin. Nessuno ha dati qui, tutto è possibile anche il podio"

Dopo tanto tempo, Andrea Dovizioso arriva a un Gran Premio con in bocca ancora il sapore dolce del podio. Il risultato di Austin è stato un traguardo inseguito a lungo e arrivato quando forse nessuno se lo aspettava. Un premio a un lavoro dietro le quinte che sta incominciando a produrre i suoi frutti. “Sicuramente un podio fa sempre bene, è molto importante per me e ancora di più per la squadra e tutto il gruppo, le persone che lavorano a casa, gli sponsor – riflette – E’ stata sicuramente una gara anomala, ma mi piace come abbiamo fatto quel risultato fatto, credendoci e stringendo i denti”.

Non è ancora però arrivato il momento di montarsi la testa o pensare che gli sforzi sono giunti alla fine. “Rimango con i piedi per terra – sottolinea il Dovi - I venti secondi presi da Marquez sono la realtà. Ci vuole ancora un po’ di pazienza, per i grossi cambiamenti serve tempo. Però sono contento, perché più competitivi e vedo la luce in fondo al tunnel”.

Si dice che l’appetito vien mangiando e la fame arretrata degli uomini in rosso è tanta. Correre su una pista nuova può servire a introdurre delle variabili da sfruttare. “Non siamo più veloci dopo il podio, non siamo ancora al livello degli altri – continua il forlivese - ma il fatto che partiremo tutti da zero può giocare a nostro favore. Quando vai in tracciati conosciuti più o meno sai sempre come può andare, qui invece può succedere di tutto, nel bene come nel male. L’entusiasmo è importante e può fare la differenza. Un altro podio non è impossibile”.

Per quanto riguarda il giudizio sul tracciato, Dovizioso non vuole sbilanciarsi. “Finché non sali in moto non puoi neanche immaginare come può essere – dice – Fare un giro con lo scooter, a 40 Km/h, è un po’ diverso che con una MotoGP, tutto ti sembra più grande e veloce di come è in realtà. Sembra una pista molto veloce ma senza picchi esagerati. Direi che è un po’ strana, i punti più difficili da interpretare saranno i due curvoni a sinistra”.

Ducati potrà contare anche su Iannone, altro protagonista in Texas nella prima metà di gara. Il Dovi ha studiato il compagno di marca, capace di essere più veloce sul giro secco. “E’ andato molto forte e mi interessava capire dove era meglio di me, è importante. Semplicemente si è trattato dell’interpretazione delle ultime tre curve a destra che si fanno raccordandole, me ne ero già accorto guardando la gara. Assolutamente è un avversario in più, ma la sua velocità non mi sorprende, si era visto il valore già nelle altre categorie. Per me, più piloti vanno forte con la stessa moto, meglio è”.

Iannone alla vigilia delle prove libere ha cercato di farsi un’idea della pista. “Mi sembra bella e l’asfalto non troppo sporco – riflette – Qui non avremo novità sulla Desmosedici, per quelle bisognerà aspettare ancora. Probabilmente già a Jerez ci sarà qualcosa”.

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