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MotoGP, Bridgestone nel mirino e le urla di Jorge

Nervosismo nel paddock, fra le Case e nei box Yamaha dopo il GP delle Americhe

C'è stata maretta ad Austin nella seconda gara del mondiale MotoGP. La Bridgestone, già nel mirino di piloti e Dorna per i fatti di Phillip Island 2013, ha dovuto fronteggiare le lamentele dei piloti che si sono trovati con l'anteriore distrutta dopo metà corsa. E non solo, Crutchlow è rientrato ai box insospettito da forti vibrazioni cambiando addirittura moto, per poi sdraiarsi subito dopo.

Vista alla luce di questi fatti crea sospetti anche la decisione della casa giapponese di pneumatici di portare in Texas le gomme 2013. Cosa peraltro che aveva causato polemiche fra i piloti già dal loro sbarco negli States.

Se a ciò si aggiunge una movimentata riunione della MSMA, da cui è scaturita la decisione di congelare l'elettronica a partire da Assen 2015 ed uno 'scambio' di opinioni a voce alta nel box di Jorge Lorenzo, ce ne è abbastanza per profetizzare un seguito del mondiale piuttosto sul nervoso.

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