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MotoGP, Dovizioso: un podio a denti stretti

"So che sarà difficile ripetersi ma ho provato un'emozione nuova. Un risultato per tutta la squadra"

Era dal GP di Misano del 2012 che una Ducati non saliva sul podio. A guidarla c’era ancora Rossi. Ieri ad Austin di nuovo un pilota italiano dietro al cupolino della Desmosedici, Andrea Dovizioso. Un risultato inaspettato, che però ripaga gli uomini in rosso di un lavoro reimpostato da Luigi Dall’Igna e non ancora terminato. Di contorno, la buona prestazione di Iannone, terzo per gran parte della gara prima di doversi arrendere a una gomma anteriore distrutta. E rovinato solo in parte dai problemi di Crutchlow, che prima ha cambiato la gomma posteriore pensando che fosse distrutta a causa di un anomalo chattering, e poi è caduto rimediando una lussazione al mignolo.

Dovi, cosa significa salire sul podio con la Ducati?

E’ un valore aggiunto, anche per la situazione in cui siamo in questo momento. Poi è stato un fine settimana difficile, influenzato e su una pista che molto faticosa. Non pensavo fosse possibile cambiare così tante traiettorie in solo 21 giri (ride)”.

Raccontaci la tua gara.

Ho sofferto tanto, soprattutto all’inizio. Ero lento e ho pensato solo a rimanere calmo. Sono stato bravo a non perdere troppo dai piloti che mi precedevano, ho stretto i denti e non ho stressato le gomme”.

Poi è iniziato il recupero.

A cinque giri dalla fine ero terzo e non avevo più forza. Non sapevo cosa fare. Fortunatamente ho visto che anche gli altri erano nella mia stessa situazione. Ho pensato a non esagerare, però Bradl mi era dietro ed era arrivato anche Smith. Non volevo arrivare all’ultimo giro con loro, non avevo le forze per un corpo a corpo”.

Qual è stata la strategia?

Quella giusta. Ho spinto per un giro, abbassando il mio tempo di sei decimi, intanto Stefan e Bradley si sono ostacolati a vicenda. Negli ultimi due giri ci ha pensato l’adrenalina a darmi energia”.

Cosa hai provato passando sul traguardo?

E’ stata un’emozione diversa dal solito, non è stato un arrivo in volata, ma è un risultato che significa molto correndo a questi livelli”.

Siete pronti per il podio?

No, ne sono consapevole anche se la moto è migliorata. La moto adesso sotto alcuni aspetti funziona, come l’accelerazione e la frenata. Non si lascia ancora guidare come si dovrebbe, ma permette di fare dei buoni giri”.

A Le Mans dovrebbero arrivare degli aggiornamenti.

Dall’Igna, da buon ingegnere, non mi dice niente. So però che stanno lavorando duramente in azienda e che non avremo una moto completamente diversa, che è quello che ci servirebbe, in questa stagione”.

Anche perché il ritardo è ancora importante.

Ne sono consapevole, so interpretare correttamente questo podio. È una soddisfazione perché l’ho ottenuto lottando con molti piloti, ma so che il nostro pacchetto non è ancora così competitivo come il loro. Deve succedere qualcosa, e nelle corse in moto niente è mai scontato, per questo bisogna provarci”.

Però un podio da sempre una spinta in più.

Sì e spero la dia soprattutto alla squadra e agli ingegneri che lavorano a casa. Negli ultimi tre anni sono successe molte cose e un risultato come questo servono. Sono contento anche per i meccanici, che fanno un lavoro incredibile”.

Come ti spieghi i problemi di gomme che hanno limitato molti piloti?

E’ strano, soprattutto con Bridgestone. Ne ho parlato in Safety Commission venerdì, al momento ci sono quattro opzioni, la soffice, la media, la dura e l’extra dura. Quest’ultima ha problemi, ti fa cadere come fossi sull’acqua, ha una costruzione differente rispetto alle altre tre, quindi non è mai una buona soluzione. Ci vorrebbe un’altra extra dura, ma non sembra vogliano farla”.

Cosa pensi dell’errore di Lorenzo?

E’ capitata anche a me una falsa partenza, nel 2011 in Giappone. Prima mai, neppure nelle minimoto. Finché non ti succede pensi che sia impossibile. Jorge in questo momento sta spingendo molto, per lui stare davanti alle Honda sembra una questione di vita o di morte. La foga lo ha tradito”.

Il campionato è chiuso?

No, basta pensare a cosa è successo a Pedrosa e Lorenzo lo scorso anno. In questo momento, però, non c’è un pilota alla pari con lui. Merito anche del mondiale vinto, quello di dà dei decimi in più”.

"Sono molto felice per il podio di Andrea dopo tutto il lavoro svolto questo inverno dai ragazzi di Ducati Corse - è stato il commento di fine giornata dello sfortunato Cal Crutchlow - Ero molto fiducioso alla partenza, ma purtroppo ho avuto un problema alla gomma posteriore quasi subito: sentivo delle vibrazioni e stavano peggiorando giro dopo giro e quindi ho deciso di rientrare ai box per cambiare la gomma. Dato che non eravamo neanche a metà gara, la squadra ha deciso di montare una gomma morbida e appena rientrato in pista ho iniziato a girare forte, anche se probabilmente non sarei riuscito a prendere punti. Poi purtroppo credo di aver preso una buca che ha scomposto la moto. Sembrava una scivolata come le altre, ma la moto mi ha travolto, scaraventandomi in terra dopo un high-side. Ho battuto pesantemente la mano, che si è gonfiata moltissimo e mi sono anche lussato un dito".

Per i due ducatisti, destini diversi.

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