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SBK, Aragon, Melandri e Sykes: siamo tornati

Doppietta del campione, nuovo leader in classifica. Il ravennate si ritrova con Aprilia

In Gara 2 ad Aragon, Marco Melandri ha dato tutto. Dopo aver sofferto con gomma posteriore morbida nella prima manche, il ravennate (che scattava dalla settima posizione in griglia) ha progressivamente recuperato terreno, andando da solo a caccia delle Kawasaki ufficiali nell'ultimo terzo di gara.

Nonostante i tre decimi al giro recuperati nelle tornate finali, il pilota di Aprilia ha però faticato a sorpassare le ZX-10R di Baz e Sykes. Non che non ci abbia provato. Con il francese (nella ultima "esse" in salita che porta al traguardo) ha funzionato. Con il campione in carica (al tornantino in fondo al rettilineo), no. Ma Melandri, che nel mentre ha perso anche il secondo posto a favore di Baz, non ha rimpianti.

"Ho solo perso un po’ di tempo nelle prime fasi di gara – ha analizzato – Avevo qualche difficoltà in frenata e in ingresso curva, ma giro dopo giro ho guadagnato fiducia fino a raggiungere i primi. Ho superato Baz e a quel punto, con la vittoria a portata di mano, ho voluto provarci anche se ero forse troppo distante da Sykes. Purtroppo sono andato lungo, finendo terzo, ma volevo dimostrare di poter vincere e porterò questa convinzione con me ad Assen per cercare il primo sigillo stagionale".

Peccato solo che Gara 1 (undicesimo al traguardo) sia stata praticamente "buttata via, fin dai primi giri ho faticato a guidare e non sono riuscito a tenere il mio ritmo. Nella seconda abbiamo cambiato qualcosa con il team. La moto, con la stessa gomma, lavorava decisamente meglio. Giravo due secondi più veloce".

Bottino pieno invece per Tom Sykes, che nel giorno della prima doppietta di Kawasaki del 2014 centra anche un doppio successo, ben più importante ai fini di riprendersi lo status di leader, sia dentro ai box che nel paddock in generale. Il campione, lo ha ribadito in pista, è ancora lui. Tra gli avversari temibili, però, si è inserito il compagno di squadra Loris Baz.

"Loris e Melandri mi hanno tenuto sulle spine negli ultimi giri di gara 2 – ha ammesso Sykes – Non mi stupiscono i progressi di Baz, corriamo in un mondiale per ovvie ragioni, tutti i piloti sono competitivi. Senza dubbio sta guidando molto bene, ma il campionato è ancora lungo. Comunque non faccio distinzioni, chiunque mi batte, mi batte".

Oggi però non lo ha fatto nessuno. Ed il calendario, dopo Assen, prevede Imola e Donington. Due piste dove lo scorso anno Sykes ha centrato altre doppiette.

"Sicuramente sono due piste favorevoli per noi, ma non faccio calcoli e sono sereno. Nelle scorse sei settimane, mi sono incolpato parecchio per i risultati di Phillip Island. Ora, per la prima volta, lascio Aragon in testa alla classifica iridata, ma per me cambia poco".

La difesa della leadership passa anche dai dettagli, ed il pilota di Huddersfield ha speso parole anche per il nuovo format domenicale, che anticipa la prima gara alle 10.30. "Ci ha creato un po' di grattacapi. Penso che anche in futuro vedremo i piloti correre con mescole diverse tra una gara e l'altra, e la sorte può girare in fretta".

Quanto alla difesa della prima posizione dagli attacchi degli avversari negli ultimi due giri, Sykes ha detto di avere "avuto un piano, ma non voglio entrare nei dettagli. Quello che conta è che ha funzionato".

Il cavaliere della Ninja non svela mai i suoi segreti…

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