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SBK, Aragon: Melandri dà tutto, ma Sykes resta Re

Gara 2: assalto all'arma bianca del ravennate, terzo alle spalle delle Kawasaki. Giugliano 7º

Tom Sykes è, indiscutibilmente, il nuovo re di Aragon. Ad una vittoria in fuga in Gara 1, il britannico campione del mondo in carica ha fatto seguire un successo "di forza" nella seconda manche della SBK. Partito dalla pole position e sempre in testa, Sykes è stato attaccato sia da Baz che da Melandri (in quest'ultimo caso, durante l'ultimo giro) nella durissima (da 325 a circa 30 km/h) staccata al tornantino in fondo al rettilineo, respingendo entrambi i pretendenti al trono con astuzia e grinta negli incroci di traiettorie.

"Forse scegliere la gomma dura è stato un rischio, ma era una decisione difficile – ha detto Sykes a caldo – Le temperature si sono alzate durante la gara, ed i piloti con le gomme morbide si sono mano a mano avvicinati. Ma sono riuscito a difendermi. È stata una bella doppietta, sia per me che Kawasaki".

"È stata una gara difficile, sono stato sempre al limite ma mi manca ancora qualcosa in ingresso di curva, che di solito è il mio forte – ha aggiunto Melandri – Appena le gomme sono calate, mi sono riportato sotto, ma a centro curva la moto si scomponeva. Mi sono giocato tutto all'ultima staccata, sapendo che probabilmente non ce l'avrei fatta, ma non avevo considerato che poteva fregarmi anche Baz. Ho perso qualche punto in più, ma non mi andava di pensarci adesso. Dovevo provarci".

LA CRONACA – Sykes difende nuovamente la prima posizione allo spegnimento dei semafori davanti a Baz e Rea. Quarto Giugliano, davanti a Melandri, che ha subito attaccato Guintoli. Segue Davies, che attacca il ravennate all'esterno all'ultimo tornantino, con successo. Il gallese spinge forte nei primi giri, facendo il giro veloce in 1'57.982. Il gruppo comunque rimane compatto. Cade Lowes (high-side) alla curva 13.

Davies, quando era in procinto di attaccare Giugliano, cade alla curva 5 perdendo l'anteriore. Sykes, unico con mescola media nel gruppo di testa, non riesce ad andare in fuga. Tra lui e Guintoli, sesto nel trenino, ci sono due secondi e mezzo. Melandri attacca Giugliano alla prima staccata, mettendosi a caccia del terzo gradino del podio, momentaneamente occupato da Rea. Baz intanto recupera su Sykes, portandosi a tre decimi. La coppia di Kawasaki ufficiali ha un secondo e mezzo di vantaggio sulla Honda.

Dopo il giro di boa, Sykes, Baz e Melandri sono gli unici a girare in 1'58 medio. Il ravennate recupera qualche decimo, e si porta a circa un secondo di distacco. Rea e Guintoli fanno gara in tandem, a tre secondi dal vertice. Giugliano è sesto in solitario, ma mezzo secondo al giro più lento di Laverty, ora a cinque secondi dal romano.

Il trio di testa è racchiuso in pochi decimi, ma Sykes continua a comandare. Il britannico campione in carica viene attaccato sia da Baz che da Melandri in fondo al rettilineo prima del traguardo, ma entrambi finiscono fuori traiettoria. Soprattutto il pilota Aprilia, che è costretto a rifare tutto daccapo. Ci riesce e, di nuovo in fondo al rettilineo, sfrutta l'incrocio di traiettorie tra Sykes e Baz per attaccare il francese e portarsi al secondo posto.

L'ultimo giro è da cardiopalma. Melandri ricuce quasi completamente lo strappo ma finisce leggermente largo nella "esse" che immette nel lungo rettilineo. Nonostante la scia non giochi particolarmente a suo favore, il ravennate si gioca il tutto per tutto nella durissima staccata in fondo, intraversando la sua RSV4 e superando per qualche metro Sykes, che però restituisce subito il favore all'uscita del tornantino, complice la traiettoria non ideale del pilota Aprilia.

Come in Gara 1, le Kawasaki ufficiali fanno doppietta sul traguardo. Terzo, appunto, Melandri. Seguono Guintoli, Rea, Laverty, Giugliano, Haslam ed Elias. Salom, decimo, è primo della EVO davanti a Canepa e Camier. Tredicesimo al traguardo, ma non in classifica, Badovini su Bimota.

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