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SBK, Giugliano guida gli inseguitori su Ducati

Il romano quarto davanti a Rea e Davies. Laverty rallentato da problemi tecnici ma ottimista

Nella rincorsa ad Aprilia e Kawasaki, Ducati si è imposta come prima delle inseguitrici ad Aragon. Il quarto posto di Davide Giugliano (+0.346) ed il sesto di Chaz Davies (+0.498) rispettivamente durante la Superpole – e soprattutto i netti miglioramenti in rettilineo rispetto allo scorso anno – lasciano ben sperare la truppa di Borgo Panigale. Che forse, tutto sommato, avrebbe anche potuto raccogliere di più.

"Ieri ho avuto qualche problema con i freni, risolti con i dischi da 336 – ha detto il romano – Oggi la ruota anteriore 'pompava' un po' troppo. Mi sono innervosito, alla fine ho guidato calmo solo nel primo turno, ma per fortuna non ho fatto danni (ride). Mi sono seduto a parlare con tutta la squadra ed abbiamo trovato una soluzione. Il quarto posto? Soddisfatto è una parola grossa, sono…contento".

Visto il passo mostrato in prova, Giugliano e Ducati possono teoricamente puntare al podio. Il romano, tuttavia, non si sbilancia. "Le gare di domani saranno un'incognita per tutti. Nessuno ha fatto più di cinque giri consecutivi. Nella mia ultima uscita con gomma da gara, sono comunque riuscito a fare un buon tempo, e di solito riesco a replicarlo in gara. Non so però che gomma sceglieremo. La morbida, quando l'asfalto è sotto ai 25 gradi, potrebbe non durare abbastanza".

Nervoso (anche se in maniera molto più compassata, tipicamente britannica) anche Chaz Davies. "Sono arrabbiato per la mia stupidità", ha dichiarato, prima di recuperare il solito sorriso. "La caduta in Superpole mi ha sorpreso. Sto sempre attento a non esagerare nel primo giro con la gomma da qualifica, ma avevo troppo grip sul posteriore e, nonostante non stessi ancora spingendo, sono finito un metro fuori dalla traiettoria e la moto mi si è chiusa davanti. Ma, considerando che le pedane ed il manubrio erano danneggiati ed avevo la ghiaia della via di fuga che mi colpiva la visiera, il sesto tempo al secondo tentativo non è male".

Come il compagno di squadra, il gallese preferirebbe "temperature più calde per la gara. Con la gomma di gara avevo il miglior tempo. Peccato solo aver faticato con il grip extra".

Tutto sommato, soddisfatto anche Jonathan Rea. Il nordirlandese aveva siglato tre delle quattro sessioni di prove, salvo poi scivolare in quinta posizione in qualifica. "Sono abbastanza contento perché non ho mai girato su questi tempi ad Aragon, ed abbiamo fatto un enorme passo avanti rispetto allo scorso anno, ma la posizione finale non mi soddisfa – ha detto – Ho fatto un giro perfetto, ma non eravamo abbastanza veloci con la gomma extra-soft. Ho provato tutte le mescole, sono contento dell'assetto, ma domani la scelta della gomma sarà la decisione più importante. Non ci resta che migliorare il freno motore, poi proverò a stare con quelli davanti".

Viste le premesse (fumo che usciva dalla moto, ed un motore già rotto a Phillip Island), può tirare un sospiro di sollievo anche Eugene Laverty, ottavo in qualifica. "È stata la giornata più drammatica dell'anno – ha dichiarato l'irlandese – Era difficile avere più drammi che a Phillip Island, ma ci siamo riusciti. Con la moto in fumo, siamo andati dentro e fuori dai box. Il motore sembrava a posto, e anche a livello di telaio avevo molta più confidenza rispetto a ieri, ma ho perso un sacco di tempo. Preferirei essere nelle prime due file, ma proverò comunque a restare attaccato a quelli davanti".

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