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SBK, Kawasaki e Aprilia: duelli nel deserto

Sykes: "potevo fare anche meglio". Melandri 7º ma "negli ultimi 5 giri la vera selezione"

Se c'è un filo conduttore tra prove e qualifiche della Superbike ad Aragon, è che non ci sono favoriti. Ad eccezione dell'exploit, ormai consueto, di Tom Sykes durante la Superpole, la classe regina delle derivate di serie, al secondo appuntamento stagionale, è ancora alla ricerca di gerarchie definite.

Kawasaki ed Aprilia però rimangono, per ora, le moto da battere. Ad Aragon, Ducati è la prima candidata ad interrompere il duopolio, seguita a ruota da Suzuki (con l'incognita dell'affidabilità) e, seppure più distante, Honda. Domani, oltre alla vittoria, sono in gioco le gerarchie. Sia generali, che all'interno delle singole squadre di vertice.

"Poteva andare anche meglio", si è affrettato a dire il campione in carica dopo la Superpole, dove ha preceduto di misura (+0.196) l'arrembante compagno di squadra Baz. "Nelle prime quattro curve con gomma da qualifica, ho ricevuto diversi 'avvertimenti' dall'anteriore, che evidentemente usavo in maniera eccessiva. La moto si comporta bene con le gomme sulla distanza di gara, ma la grande incognita sono le temperature. Preferirei che facesse più caldo".

"Dopo Phillip Island, ho capito che alcuni sono pronti a dare meno spazio che in passato", ha risposto Sykes alla domanda se lo preoccupasse avere Baz – che lo ha preceduto in Gara 2 in Australia anche grazie ad una manovra aggressiva – Non farò la gara orientandomi sul mio compagno di squadra, saremo almeno in cinque a giocarci la vittoria".

Il pilota di Huddersfield non ha comunque perso la solita ironia. Incalzato su cosa facesse con tutti gli orologi (20, uno per ogni pole position) collezionati in Superpole, ha risposto con una risata: "Ma ne ho tenuti solo un paio! Il resto gli ho regalati a membri della mia squadra e amici".

La rivalità interna, da sempre tra le più affascinanti nella storia dei motori, comunque resta. "Ho fatto un grande lavoro fin qui per adattare il mio stile alla moto e vice-versa", ha detto Baz, secondo in griglia. "Non è stato facile anche perché Tom ha uno stile molto diverso dal mio. Lui stacca tardissimo, rallenta a centro curva, per poi aprire il gas molto presto. Io preferisco concentrarmi sulla velocità di percorrenza. Per domani credo di poter puntare almeno al podio, in gara di solito sono più competitivo che in qualifica".

Clima più disteso in Aprilia, dove Marco Melandri è apparso sereno nonostante abbia pagato dazio nella classifica estremamente corta della Superpole (il ravennate è settimo a +0.584). Il confronto con il compagno di squadra Guintoli (leader in campionato e terzo in griglia) non lo ha vinto, ma la vera posta in gioco è quella di domani e quello che più conta è la sua intesa progressiva con la RSV4.  "Mi dispiace perché la moto andava veramente bene e mi sentivo a mio agio, e con un rettilineo di  partenza così corto era importante partire il più avanti possibile", ha detto "Macio". "Abbiamo fatto una piccola modifica all'anteriore prima della Superpole che inizialmente mi ha fatto perdere un po' di fiducia con la gomma da qualifica nelle prime tre curve. Comunque è siamo messi molto meglio che a Phillip Island".

Il ravennate, che ha lavorato molto sull'usura delle gomme in questi due giorni, sa infatti di avere il passo per stare con i primi in gara. "Ma sarebbe stupido rischiare in partenza", avverte. "Fai appena in tempo a mettere la seconda e poi devi affrontare la prima curva. Mi aspetto un gruppo compatto nei primi dieci giri, ma poi credo che si sfoltirà da solo. A cinque giri dalla fine, con le gomme davvero usurate, ci sarà la selezione vera".

"Nelle libere non mi sono concentrato sul giro secco, quanto sul passo di gara", gli ha fatto eco Guintoli. "Nella Superpole mi sono divertito di più, e la prima fila mi va bene come risultato. Le Kawasaki mi hanno battuto, ma oggi non si prendono punti ed ho comunque girato quasi un secondo più veloce che nelle qualifiche dello scorso anno. Non avevo mai girato in 1'56 qui, segno che l'esperienza con Aprilia conta".

Quanto alle gare di domani, il mirino di Guintoli non può che essere puntato sulla coppia di Kawasaki davanti a lui.

"Noi abbiamo un piccolo vantaggio di motore. Vedremo come si tradurrà in gara. Le gomme? È ancora presto per decidere, dobbiamo aspettare di verificare le temperature domani. Ad Aragon saranno gare fisiche e dure. Più che una maratona, un iron-man".

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