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MotoGP, Galbusera: il segreto? mi fido di Rossi

"Burgess mi ha detto di non preoccuparmi e do il massimo per dare ragione alla scelta di Valentino"

Il suo arrivo nel paddock è stato accolto con scetticismo, un outsider al fianco – pensa un po’ – di sua maestà Valentino Rossi. Un curriculum lunghissimo, ma ‘macchiato’ dalla Superbike. Per Silvano Galbusera accettare di stare al fianco al Dottore – e prendere il posto della leggenda Burgess - non deve essere stata una passeggiata, ma sono bastati pochi mesi per fare ricredere i detrattori. Del resto il primo stupito dalla chiamata era stato lui, “avevo sentito Meregalli e mi aveva detto di aspettare prima di prendere una decisione sul mio futuro. Sinceramente non capivo il perché”, ricorda.

E poi è arrivata la telefonata fatidica.

Dopo il GP del Giappone, potere lavorare con Valentino era il mio ultimo pensiero”.

Qual è stata la tua prima risposta?

Ho detto a Meregalli di dire a Valentino di pensarci bene (ride). Scherzi a parte, potere entrare in una squadra a un livello così alto è stata una grande occasione per me”.

Con Rossi avevate lavorato insieme nel 2010.

Sì, ma poco più di un paio d’ore a Misano e un pomeriggio a Brno. Non so cosa abbia visto lì, effettivamente avevamo fatto delle mosse sulla moto, seguendo le sue indicazioni, che avevano funzionato”.

Ci sono state critiche sulla scelta di Valentino, ti hanno influenzato?

Leggermente preoccupato lo ero, ma sapevo di entrare in un gruppo di professionisti e che in una squadra non si lavora mai da soli. Mi sono trovato bene”.

C’era comunque la responsabilità di sostituire un ‘monumento’ come Burgess.

Non conoscevo Jeremy ma a Valencia l’ho visto all’hotel, si è avvicinato e mi ha detto di non preoccuparmi. Mi ha fatto molto piacere, non volevo passare per quello che ha fatto divorziare una coppia insieme da tanti anni. Penso che sia anche un fatto culturale, probabilmente noi latini ce la saremmo presa di più”.

Questa MotoGP come l’hai trovata?

Il livello è alto, come la professionalità. Ho lavorato comunque per dodici anni in Yamaha, proprio a fianco della MotoGP e tante cose le sapevo della moto, grazie alla fiducia che mi davano gli ingegneri. Ho pensato di rimanere concentrato e a lavorare bene con la squadra, lo scambio di idee serve. Inoltre gli anni di esperienza mi aiutano a capire cosa vogliono i piloti”.

Rossi ti ha definito una ‘scommessa’, è così?

Valentino è un pilota intelligente, non fa nulla per caso. Ho sentito la responsabilità di dimostrare che questo azzardo era vincente”.

Valentino RossiCom’è lavorare con lui?

Capisce molto bene cosa succede alla moto, le sue sensazioni sono sempre confermate dai dati e non è una dote che tutti i piloti hanno. Pur spingendo al massimo, riesce a tenere una parte di concentrazione per analizzare il comportamento della moto”.

L’anno scorso non era riuscito a trovare la quadratura del cerchio, adesso ci sta riuscendo. Qual è il segreto?

Fidarsi di quello che dice il pilota, credergli. Io do la massima importanza ai commenti di Valentino, non sempre l’acquisizione dati dice tutto quello che succede. So che un pilota può essere più sensibile dei sensori elettronici.

Cosa gli hai detto dopo la gara del Qatar?

Cosa si può dire a uno come lui? Ha fatto qualcosa di fenomenale e qui ad Austin sta facendo lo stesso. Ci ha messo molto del suo”.

Quindi non è così vecchio come si dice?

La sua ‘sfortuna’ è stata di iniziare presto e stare sempre ad altissimi livelli. Sulla storia del ‘vecchio’ ci scherziamo spesso insieme”.

Quali sono gli obiettivi per questa stagione?

Dargli una moto con la quale possa lottare con i migliori, poi vedremo quali saranno i risultati. Sono sicuro che lui saprà sfruttarli”.

Quali sono i livelli in campo fra Honda e Yamaha?

Per me è ancora presto per dirlo, mi sembra che la Honda sia un po’ più facile, che permetta qualche errore. La Yamaha è più difficile da portare al limite, inoltre abbiamo avuto qualche problema iniziale con le gomme 2014. Inoltre la Bridgestone complica un po’ le cose portando ogni tanto quelle vecchie”.

C’è ancora molto margine?

Margine c’è, molto lo spero. Comunque confido che anche dal Giappone arriveranno degli aiuti”.

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