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SBK, Ducati 2.0, ad Aragon sfida le 4 cilindri

Il divario nel T4 e T5 passato ad un decimo (dai sei del 2013). Davies e Giugliano in scia alle 4 cilindri

Il circuito di Aragon, con un rettilineo da oltre un chilometro, ha messo storicamente a dura prova la potenza delle Ducati (fino a quest'anno, ad Alcañiz, le uniche bi-cilindriche in griglia) rispetto alle controparti a quattro cilindri. Nel 2014, tuttavia, la Panigale sembra aver voltato pagina. Il gap in velocità di punta rimane, ma è praticamente dimezzato rispetto alla scorsa stagione. Vediamo come:

Nel 2013, la Panigale di Carlos Checa toccò una velocità di punta di 308,4 km/h contro i 325,0 di Chaz Davies, allora su BMW, ovvero quasi 17 km/h in meno. Negli ultimi due intertempi, il T4 e T5, quelli che includono il rettilineo e le ultime tre curve prima del traguardo, la sommatoria dei migliori due riferimenti (rispettivamente di Melandri e Checa) era di 25.938 secondi, contro i 26.534 di Checa.

Quest'anno, il divario nelle top speed è fin qui fermo a 328,3 (Guintoli) contro 318,6 km/h di Giugliano, ovvero 9.7 km/h in meno. Il miglioramenti nella sommatoria del T4 e T5 sono invece i seguenti: 25.808 (Melandri e Sykes, secondo più veloce nell'ultimo intertempo alle spalle appunto della Ducati di Davies) contro 25.910. In altre parole, la Panigale ora prende un decimo, contro i sei dello scorso anno. Le ragioni? Più di una.

"Siamo riusciti a trovare qualche cavallo in più, ma abbiamo anche ottimizzato il cambio – ha spiegato Ernesto Marinelli, responsabile del progetto SBK – Lo scorso anno uscivamo dal rampino a giri un po' più bassi. Il gap, di fatto, è stato dimezzato".

Vi è poi un terzo fattore nel recupero della Panigale, che va solo apparentemente contro alla logica. Piloti più alti (e di conseguenza quasi sempre più pesanti) come Davies e Giugliano vanno più veloce sul dritto perché "la schiena più lunga riduce l'effetto scia, accompagna meglio il flusso dell'aria. Ora siamo circa 10 km/h più lenti, dovrebbe bastare per riuscire a tenere la scia degli avversari in gara", ha chiosato, quasi timidamente, Marinelli.

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