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SBK, Melandri: la miglior giornata con Aprilia

Il 6º posto non preoccupa "Macio". Rea: "Freno motore non a posto". Davies: "Anteriore da migliorare"

La prima giornata di prove libere della SBK ad Aragon si è conclusa all'insegna dell'equilibrio. Aprilia, Kawasaki, e Ducati avevano già dimostrato la propria competitività, mentre Honda ha completato il poker da protagonista con Rea (grazie soprattutto alle continue migliorie di elettronica), scalzando almeno per ora Suzuki dalla lotta al vertice.

"Sono abbastanza soddisfatto per quanto visto oggi – ha detto Rea, autore del miglior tempo in entrambe le sessioni, con un best lap di 1'58.180Partire così è indubbiamente positivo, abbiamo già una buona base, ma devo ancora lavorare parecchio sull'ottimizzazione del freno motore. L'ultima volta che abbiamo girato qui andava bene, ma forse le condizioni diverse hanno inserito altre variabili nel mix".

Il nordirlandese pensa che si possa "lavorare ancora un po' sugli assetti, ma come ritmo sono abbastanza soddisfatto. Domani faremo un long-run perché, visti i cambi nel format degli orari, vogliamo simulare le condizioni di una gara 1 più fredda. Abbiamo due opzioni di mescola al posteriore che vogliamo valutare. Dopodiché, mi preparerò alla Superpole".

Oltre al secondo posto di Tom Sykes (+0.237), il migliore sul passo con undici giri in 1'58 nella FP2 nonostante abbia risparmiato le gomme a disposizione, il terzo posto di Chaz Davies (+0.395) conferma che la rinascita della Ducati Panigale (già evidenziata nei test e a Phillip Island) non è un fuoco di paglia.

"I tempi sono scesi un pochino nel pomeriggio ma dobbiamo ancora migliorare l’anteriore, vorrei cercare più stabilità – ha detto il gallese, capace di una doppietta qui lo scorso anno ed autore di un 1’58.575 – Detto questo, non è andata male oggi. La mia posizione è buona anche se la moto non mi dà ancora il feeling che vorrei avere. Comunque, abbiamo ancora tempo domani e continueremo a lavorare per fare sempre meglio in vista delle gare di domenica".

Ancora alla ricerca delle migliori sensazioni (è quinto in classifica), ed autore di tempi pressoché fotocopia a quelli del compagno di squadra, Davide Giugliano non si è lasciato distrarre da un primo turno dove ha potuto compiere solo una manciata di giri lanciati a causa di problemi tecnici.

"Nella parte guidata siamo veloci, mentre in staccata ho avuto problemi durante i giri lanciati sul finale – ha analizzato il romano – Purtroppo abbiamo avuto qualche inconveniente che non ci ha dato il tempo di provare i dischi dei freni maggiorati (336, nda) che ci potrebbero dare qualche vantaggio, dal momento che qui si scaldano molto. L'importante era mettere a posto la moto. In rettilineo stiamo migliorando, credo di poter tenere il passo di Suzuki e Honda, di Aprilia e Kawasaki ancora non so. Comunque i protagonisti qui possono essere tanti".

Visibilmente soddisfatto Marco Melandri, settimo nella FP2 (sesto nella combinata) ma concentrato su prove di usura dello pneumatico posteriore, portato a distanza  di gara con risultati incoraggianti.

"È stata una buona giornata, forse la migliore da quando sono in Aprilia – ha detto il ravennate – Ci siamo fatti un'idea del nostro potenziale sulla distanza di gara. Le sensazioni con la RSV4 sono migliorate, ed anche l'intesa con la squadra. Nonostante parliamo tutti italiano, ogni tanto usavamo parole diverse per parlare del comportamento della moto (ride), anche perché spesso non ci sono termini specifici".

"Macio" non ha però intenzione di fermarsi qui. "Ci manca ancora qualcosa nelle prime tre curve – ha aggiunto – La moto è più prevedibile e competitiva, ma non ancora al 100%. Però ci siamo quasi. Ho scelto un setup ha metà tra quello dei test fatti qui a novembre ed una terza configurazione che avremmo voluto provare a Jerez. Siamo veloci, ma anche Sykes e le Ducati ci daranno filo da torcere. Da Rea mi aspetto una gran qualifica, ma forse avrà qualche difficoltà in più sulla distanza di gara".

Nella EVO, Niccolò Canepa (10º) ha vestito i panni da protagonista in sella alla Ducati Panigale del team Althea, con la quale ha anche provato la gomma posteriore ad hoc (più morbida) portata da Pirelli (evidenziando un buon ritmo e costanza dopo un calo iniziale) che potrebbe usare in gara. Per il genovese anche una scivolata senza conseguenze sul finale.

"Sono caduto perché la gomma davanti era molto usurata ma non volevo rientrare perché stavamo valutando il decadimento della posteriore. Se non altro non ho fatto praticamente nessun danno (ride). Oggi è andata bene, sono contento. La pista in teoria ci penalizza, ma sul dritto siamo andati come le altri EVO. Per ora ho un buon vantaggio, ma penso che Salom e Camier saranno della partita domenica. In gara monteremo un motore nuovo, speriamo che dia un'arma in più".

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