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SBK, Aragon, FP2: Rea resiste, Sykes a ruota

Honda al top ma Sykes 2º è il migliore sul passo. Ducati sale, Aprilia scende

Se due indizi fanno una prova, Jonathan Rea è pronto a lottare al vertice. Dopo essersi aggiudicato abbastanza agilmente (tre decimi di vantaggio su Melandri e Sykes) la FP1, il nordirlandese su Honda ha replicato nel secondo turno di prove libere della SBK ad Aragon, fermando il cronometro sul tempo di 1'58.180, tre decimi più veloce che al mattino.

La CBR1000RR del pilota di Larne sembra adattarsi particolarmente alle variegate curve del tracciato di Alcañiz, tanto che il miglior tempo è suo nonostante accusi tre decimi in totale rispetto ai migliori riferimenti in T2, T3 e T4.

Non molla la marcatura "a uomo" Tom Sykes, secondo a 0.237 e più incisivo sul passo con undici giri in 1'58 contro uno solo del rivale, mentre risale Chaz Davies, re indiscusso di Aragon lo scorso anno, ora terzo a 0.395. Le Ducati, teoricamente in difficoltà per il lungo rettilineo (circa 1.5 chilometri) che conduce alle ultime due curve, sono apparse più competitive anche sotto l'aspetto della velocità di punta: 327,3 km/h è il record, appartenente a Guintoli, contro i 315,8 km/h di Davies. Lo scorso anno, il divario era di 328,9 (Laverty) contro 308,4 (Checa). Non è lontano nemmeno Davide Giugliano, quinto (+0.537) alle spalle di Loris Baz, che avrebbe potuto giocarsi il podio virtuale con il compagno di squadra, non fosse stato per un errore al tornantino in fondo al rettilineo che gli ha fatto perdere sei decimi nel solo ultimo intertempo durante il giro lanciato sul finale.

Non migliorano, invece, le Aprilia ufficiali. Sia Sylvain Guintoli (sesto, +0.720) che Marco Melandri (settimo, per un solo millesimo, a +0.721) hanno girato circa due decimi più lenti che in FP1, montando però gomme usate per studiare l'usura del posteriore. Non sorridono invece le Suzuki: Eugene Laverty, nonostante abbia limato oltre un secondo e dimezzato il distacco rispetto al turno del mattino, rimane in ottava posizione (+0.791) davanti a Leon Haslam, alle prese con problemi in fase di frenata. Alex Lowes, ancora lontano dal 100% della forma fisica dopo la frattura del piede sinistro in Australia, naviga invece in undicesima posizione (+2.129), alle spalle di Niccolò Canepa (+1.681), riferimento indiscusso fin qui della categoria EVO sulla Panigale del team Althea.

Rientrano nella zona punti provvisoria Claudio Corti e Leon Camier, rispettivamente tredicesimo (+2.569) e quattordicesimo (+2.786), mentre è costretto a stringere i denti David Salom, vincitore della EVO in Australia ma quindicesimo (+2.852) anche a causa di un infortunio alla mano destra rimediato nei recenti test di Jerez.

Gli altri italiani: 17º Ayrton Badovini, 22º Michel Fabrizio, 23º Luca Scassa, 24º Alessandro Andreozzi.

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