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SBK, Aragon: la Superbike cerca protagonisti

Manca ancora un "personaggio" assoluto. Ducati incalza Kawasaki e Aprilia, Suzuki mina vagante

Il doppio appuntamento del fine settimana prevede, oltre alla gara della MotoGP ad Austin, il secondo round stagionale della SBK ad Aragon. A differenza del motomondiale, il circus delle derivate di serie è ufficialmente fermo da un pezzo, ma la maggioranza dei team ufficiali ha scaldato motori e muscoli a Jerez la scorsa settimana. Dagli indizi raccolti fin qui, l'esito della battaglia sulle alture della Spagna centrale si preannuncia quantomai incerto. L'equilibrio regna sovrano, ed il campionato non ha ancora trovato (che piaccia o meno) un nuovo "serial-winner" carismatico dopo il ritiro di Biaggi...

DUCATI IN CRESCITA – Davide Giugliano e la Panigale si sono imposti come il binomio più in forma nei tre giorni di prove in Andalusia. Il romano, che in Australia ha raccolto due solidi quarti posti, ha siglato il giro più veloce sia in configurazione da qualifica che da gara, confermando che "il feeling con moto e squadra non potrebbe essere migliore".

Il vero banco di prova rimane sempre e comunque la gara, ed Aragon (con un rettilineo da circa un chilometro e mezzo) non aiuta di certo la bi-cilindrica, la crescita della quale è comunque innegabile: a partire dai test di Jerez post-campionato nel 2013, passando per quelli di Portimão, l'esordio a Phillip Island, e le ultime prove della scorsa settimana, la 1199 ha riscosso pareri progressivamente più entusiasti da parte sia di Giugliano che di Davies. Il primo per lo stato di forma, il secondo per l'intesa con il tracciato (doppietta autorevole lo scorso anno su BMW) rientrano di diritto nel novero dei favoriti.

MELANDRI E SYKES AL VARCO – Sia il ravennate che il campione in carica avevano lasciato l'Australia con l'amaro in bocca. Oltre al danno delle vittorie mancate, entrambi furono parzialmente offuscati dai rispettivi compagni di squadra, un trend che si è ripetuto nei test di Jerez. Il campionato è lungo, si sa, ma le gerarchie fragili. Due piloti blasonati come Melandri e Sykes dovranno difenderle in fretta. A questo proposito, "Macio" ha lo storico dei risultati dalla sua parte: due vittorie, due secondi ed un terzo posto negli ultimi tre anni. Dopo le ultime prove, dove si è concertato sulla ciclistica della RSV4, si è detto "pronto al salto di qualità", e Guintoli (leader in campionato) lo attende al varco.

INCOGNITA SUZUKI E HONDA – A Jerez, la GSX-R (vittoriosa con Laverty all'esordio) ha sofferto più del previsto con il nuovo forcellone realizzato da FTR, che secondo il team manager Paul Denning ha "aumentato grip e stabilità in uscita di curva, e di conseguenza creato un po' di chatter". Le difficoltà iniziali non hanno però scoraggiato Laverty e Lowes (ancora acciaccato al piede), che vorrebbero usarlo in Spagna. Molto dipenderà dalla rapidità della squadra nel riequilibrare gli assetti, oltre che di FTR nel realizzare il prototipo finale.

Honda, dal canto suo, non ha ancora terminato il lungo processo di ri-scrittura del software della CBR1000RR. Rea ed Haslam hanno evidenziato un miglioramento dal punto di vista del controllo trazione, lamentando però ancora qualche imperfezione dal punto di vista del freno motore. Quest'ultimo era però stato indicato come punto di forza nei test pre-stagione, quindi parrebbe che la squadra sia alle prese con la proverbiale "coperta corta". Aragon è una pista varia e tecnica, che tende ad acuire le imperfezioni di una moto. Un perfetto, quanto intimidatorio, banco di prova.

IL CASO BIMOTA – In Spagna ci sarà anche Bimota, assente a Phillip Island per ritardi nella realizzazione di tutti i componenti necessari e mancanza di omologazione da parte della FIM. Curiosamente, quest'ultima mancherà anche ad Aragon, ma è irrilevante ai fini del debutto in pista (pur senza la possibilità di raccogliere punti) dal momento che la scorsa settimana il regolamento è stato aggiornato sotto questo aspetto. In 27 anni di SBK, non era mai accaduto che una moto omologata potesse prendere parte ad un GP. Per carità, c'è sempre una prima volta e l'ingresso di nuovi costruttori fa bene al campionato, ma non manca di certo chi (tra le altre squadre) storce il naso, né una serie di interrogativi riguardanti sicurezza, spettacolo, e immagine. Cosa ne penseranno le altre new-entry, MV Agusta e Buell, dopo aver impostato una stagione seguendo altre scadenze e requisiti regolamentari?

Se non altro, un accordo pressoché definitivo sul regolamento 2015 dovrebbe essere ratificato proprio nel fine settimana...

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