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News Prodotto, Mercato: a Marzo è boom di vendite

Segnale forte da parte del mondo delle due ruote che cresce del 28,3%. Un anno fa era a - 47%Cappelli di ANCMA: due ruote miglior soluzione per la mobilità sostenibile, ora si rinnovino le infrastrutture

Mercato: a Marzo è boom di vendite

Nel clima di crisi e di sfiducia generale che ogni giorno i mercati e le Borse ci infliggono, rivelando una situazione italiana ancora in fase critica e precaria, il mondo globalizzato delle due ruote sta offrendo un chiaro esempio di come, con una chiara strategia, la luce in fondo la tunnel non sia una chimera, investendo in ciò che una domanda in via di cambiamento, stava richiedendo.

Il popolo delle due ruote negli ultimi dieci anni ha radicalmente cambiato pelle: da amante totale e focoso della passione per moto e scooter, questi ha cercato sempre più mezzi poliedrici, capaci di abbinare l'utile al dilettevole. Finiti i tempi delle superspostive come best-seller, le case si son mosse inizialmente verso la 'via degli scooter', offrendo mezzi potenti e, al contempo, godibili per lavoro e tempo libero, in una strada tracciata dal T-Max. In seguito, si è puntato ad una decisa riduzione dei costi o ad una maggior specializzazione.

LE CASE INVESTONO - Ben Bagdikian nei suoi trattati comunicativi parlava di 'espertismo', e per certi versi questo è quanto avvenuto: ogni Casa si è via via specializzata, o ha colmato le proprie lacune, investendo in ciò in cui era carente, sottolineando al contempo la propria anima: BMW, forte della sua regina R1200GS, ha continuato nel suo settore, sondando al contempo nuovi mercati con la S1000R, ma sempre di fascia medio-alta, così come Ducati rinnovando il proprio Monster. Honda si è specializzata nel settore delle moto low-cost facili e con consumi irrisori. Yamaha ha sfruttato il suo lato più adrenalinico per proporre prodotti comunque a basso costo, KTM ha puntato su moto di piccola cilindrata (strada aperta da Kawasaki con la cilindrata 300cc) e sull'adrenalina della Superduke. Suzuki ha riproposto il suo V-Strom cercando una tipologia diversa per chi ama le Maxi-Enduro stradali, per non parlare di MV Agusta, che ha presentato almeno 3 modelli completamente nuovi sulla base del nuovo motore 800cc, e così via.

LA SUPERSPORTIVA? POCO UTILE - Ciò che lega tutte le case è un minimo comune denominatore: un investimento ottimizzato alla domanda. Se si analizzano bene le nuove uscite su due ruote, tanto per intenderci, non si trova una supersportiva nuova al 100% che una, ed il motivo è semplice: non si tratta di un mezzo su cui, al momento, sarebbe utile investire, rispetto ad altre categorie.

L'ultima casa che ha proposto un prodotto concettualmente nuovo è la Ducati con la Panigale (escludiamo gli 'aggiornamenti' o le 'evoluzioni' come ad esempio la F3 800, l'RSV-4 APRC, o l'S1000RR HP4), la cui presentazione ufficiale risale a Febbraio 2012.

Inutile e dannoso sarebbe tornare, per il momento, ai periodi storici in cui, ogni due anni, le case giapponesi sfornavano un nuovo modello di 600 Supersport: non c'è liquidità sufficente per affrontare continuamente un ricambio da parte dell'utente, per un mezzo esclusivamente divertente ma, ammettiamolo, decisamente poco utile.

D'altronde - piccola provocazione - negli ultimi 4 anni, in Supersport ha vinto il titolo per due volte un modello, la Yamaha R6, concettualmente nato in questa specifica nel 2006, ed in Superbike le vincitrici del round di apertura sono moto nate nel 2009. Ben vengano, a questo punto, le 'evoluzioni travasate dalle competizioni' che permettano comunque una vendita 'più salutare' per chi vuole l'ultimo modello di supersportiva, ma che lascino 'tirare il fiato' a chi magari ha acquistato una versione leggermente precedente e non si ritrova con una moto vecchia in garage dopo solo 2 anni.

I dati ufficiali riportati da Ancma danno ragione a questo nuovo modo di investire, tanto che nel mese di marzo, le immatricolazioni di due ruote sono arrivate a quota 17.916, con una crescita del 28,3% rispetto al mese di marzo 2013, quando si era registrato un picco negativo del 47%, rispetto al 2012. Un andamento non estemporaneo: nel primo trimestre del 2014, l’immatricolato delle due ruote italiane è giunto a 36.250 veicoli, con un incremento del +12,9% rispetto ai primi tre mesi del 2013, ed è composto da 21.005 scooter (in crescita del +13,2%) e 15.245 moto (+12,4%). Una crescita a 360 gradi, visto che nel mese di Marzo, il segno positivo riguarda moto, scooter e scooter 50cc.

CRESCONO LE NUOVE CILINDRATE - Le moto con 7.283 immatricolazioni raggiungono un +14,7% e consolidano l’andamento positivo degli ultimi quattro mesi, gli scooter con 10.633 unità immatricolate registrano un aumento più marcato pari al +39,6%. Anche i cinquantini 50cc hanno fatto registrare 2.447 unità vendute per una crescita del +11%. Marzo pesa in media l’11% del totale venduto nell’anno. A conferma di quanto detto finora, è da sottolineare la crescita dei volumi delle cilindrate oltre  i 1000cc (+28.3%), quella dei modelli tra 800 e 1000cc (+9.6%), mentre crollano le cilindrate da 600cc, regine fino a pochi anni fa (-55,8%). Di contro, il piccolo-nuovo che avanza, con cilindrate tra 300 e 500cc, offrono un andamento positivo del 24,1%.

A riprova di quanto visto finora, ecco l'andamento per tipologia, dove resta leader il settore delle Maxi-Enduro stradali con 5.757 pezzi e un +25,1%, valore al di sopra della media del mercato. A seguire le naked con 4.507 unità e un +20,1%, le custom con 1.597 vendite e un +7%, le moto da turismo con 1.393 moto e un -3,5%, mentre le sportive subiscono un ulteriore calo con 868 pezzi e un –30,5%.

Su questo andamento generale del settore delle due ruote, è intervenuto anche Corrado Cappelli, presidente di Confindustria ANCMA, che sottolinea comunque il lungo strascico della crisi negli ultimi 7 anni: "Il nostro è un timido sospiro di sollievo per questa inversione di tendenza che auspichiamo continui nei prossimi mesi. Le due ruote continuano a essere una delle migliori soluzioni per la mobilità sostenibile, ma il parco circolante in Italia è obsoleto e si sente la necessità di rinnovarlo. Oltre il 50% dei veicoli esistenti supera i 10 anni di età, e si tratta di 4.400.000 scooter e moto.

A causa della crisi economica il tasso di sostituzione dal 2007 al 2013 è passato dal 7% a poco più del 2% e oggi chi utilizza un due ruote per la mobilità urbana è spesso sottoposto a restrizioni al traffico, se non dispone di un mezzo aggiornato. Le azioni promozionali che vanno incontro agli utenti favoriscono l’acquisto. A questo punto, è più che mai necessario insistere affinché le istituzioni affrontino i nodi che frenano il mercato, in particolare chiediamo un efficace intervento sulle tariffe assicurative italiane, fuori controllo e non adeguate alla media europea. Nello stesso tempo, non si possono più rimandare gli investimenti per rendere le infrastrutture sicure e adeguate alle due ruote. Su questi temi l’8 aprile prossimo presenteremo due libri, per ribadire l’impegno di Confindustria ANCMA e offrire strumenti concreti al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

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