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FMI: il vivaio CIV in diretta su SKY

Parla Folgori, responsabile CIV: "tutti i round su AutoMotoTv, e la Moto3 su Sky Sport MotoGP HD"

Questo fine settimana, il CIV darà ufficialmente il via alla stagione 2014 al Mugello. In occasione dei test ad Imola, Simone Folgori (Responsabile FMI del Campionato Italiano Velocità e della Coppia Italia) ha fatto il punto sulle novità per la stagione alle porte, e non solo...

"La grande novità rispetto all'anno scorso è l'inserimento della pre-Moto3 (ex preGP, ndr) nella formula del campionato. Abbiamo anche puntato molto sulla visibilità televisiva, trasmetteremo in diretta di tutti i round su AutoMotoTv, e la Moto3 su Sky Sport MotoGP HD".

Che responsi ha avuto fin qui questo investimento sulla visibilità da parte di pubblico e partecipanti?

"Quanto agli iscritti, abbiamo registrato numeri interessanti: al momento abbiamo 30 piloti nella Superbike, 39 nella Supersport, e più di 30 anche nelle altre due classi".

C'è poi l'ingresso da team manager di Valentino Rossi. Quanto può aiutarvi il suo coinvolgimento?

"La visibilità di Rossi è altissima, ma il suo nasce in primo luogo come progetto di comunicazione. Con Valentino abbiamo un'ottima collaborazione, ma facciamo scelte indipendenti. Noi dobbiamo continuare programma federale. Entrambi i suoi piloti nascono comunque dal Team Italia".

A livello di vivaio, qual è la situazione?

"Proseguiamo l'impegno federale con i nostri tecnici Roberto Sassone, Matteo Baiocco, e Cristiano Migliorati. Con loro, cerchiamo di seguire i giovani dalle mini-moto al mondiale. Continua anche il progetto Talenti Azzurri, nel quale rientra una settantina di piloti, dalle mini-moto fino al campionato italiano Moto3. All'interno di ogni categoria sosteniamo alcuni piloti sia tecnicamente che economicamente, sulla base di indicazioni da parte del nostro settore tecnico".

Che frutti ha dato questo progetto fin qui?

"Siamo partiti quattro anni fa, e da allora abbiamo vinto tutti i titoli europei di mini-moto e MiniGP. Al motomondiale, in Moto3, quest'anno abbiamo sette piloti italiani, contro i sei spagnoli. Sei di questi, provengono dal Team Italia…"

Gli spagnoli però, almeno per ora, vanno più forte…

"Non credo sia una questione di qualità dei piloti, quanto forse dei team. Il sistema spagnolo c'è, quello italiano ancora no. In Spagna, autodromi, industrie, aziende e team lavorano insieme verso un unico obiettivo. In Italia ognuno guarda al proprio, ma nel lungo termine la cosa non aiuta…"

Quanto influisce l'attuale crisi economica?

"Si sente, indubbiamente. La FMI non è supportata da industrie della velocità. Per esempio, sono spariti molti dei trofei monomarca, perché il mercato non gli consente di investire dato il crollo di vendite delle moto sportive. Servirebbe un title sponsor, e ci stiamo lavorando".

Qual è la ricetta per la rinascita?

"Partire dalla base: bisogna riportare l'appassionato ad andare in pista. La competizione amatoriale dovrebbe rappresentare le fondamenta. Un pilota non può partire subito ad alto livello, dovrebbe trovare un campionato a costi accessibili come la sport production di una volta, con mezzi anche più gestibili. Il problema è che in Italia, per legge, i minorenni non possono girare negli autodromi da privati per allenarsi. In Spagna non è così, anche se poi sono meno tutelati a livello assicurativo".

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