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SBK, Camier: BMW? Finalmente una buona notizia

"Con Suzuki e Denning accordo verbale non rispettato, con Ioda manca lo sponsor. Vivo nel presente"

Leon Camier sembra aver trascorso l'inverno sotto la classica nuvoletta fantozziana. Lasciato a piedi da Suzuki quando i giochi del mercato SBK erano ormai chiusi, il britannico sembrava pronto al salto in MotoGP sulla ART del team Ioda, operazione andata in stallo dopo il passaggio dello sponsor Came ad un'altra squadra. Contattato dal team BMW Motorrad Italia per sostituire l'infortunato Sylvain Barrier, Camier oggi ha avuto modo di provare la S1000 RR EVO al Mugello in vista del round di Aragon (13 aprile).

"Mi sono trovato bene fin da subito – ha detto Camier, che non ha montato trasponder dal momento che doveva comunque dividere la pista con una sessantina di amatori – Sia con la moto che con la squadra. È raro avere certe sensazioni, mi hanno immediatamente fatto sentire parte del gruppo. Fin qui la moto ha risposto molto bene, sento un po' di differenza in termini di potenza rispetto alla EVO, ma la ciclistica sembra molto intuitiva. Limare l'ultimo secondo è sempre più difficile, ma è stato un ottimo inizio fin qui".

Su cosa vi siete concentrati fin qui?

"Sul trovare un assetto di base. Regolazioni della posizione in sella,  pedane, altezza dei semi-manubri, e qualche piccolo intervento sulle sospensioni. Il Mugello è la mia pista preferita, per me è già bello essere qui. Non guidavo una moto in pista da mesi".

Come hai passato l'inverno?

"Mi sono allenato con gli sci (vive ad Andorra, nda), moto da trial, e correndo. Il piede infortunato al Nürburgring ha ancora viti e fil di ferro, quindi ogni tanto mi dà fastidio, ma non in moto. Di recente sono stato in Australia a trovare Casey Stoner (si conoscono da quando erano ragazzi e partecipavano alla coppa Aprilia nel Regno Unito, nda), ed abbiamo anche fatto qualche giornata in kartodromo".

Cosa ti aspetti dalla gara di Aragon?

"Sinceramente non lo so. Credo di avere molto da dare come pilota, e la pista mi è sempre piaciuta. Non resta che andare là e scoprirlo…"

Se le cose dovessero andare bene, c'è la possibilità che BMW schieri una seconda moto per te quando Barrier potrà nuovamente correre?

"Al momento non lo so. Sono decisioni di budget che non spettano a me".

E con Ioda, qual è la situazione?

"Le cose non sono andate bene. Mano a mano che si avvicinavano i test di Sepang, ho capito che qualcosa non stava andando per il verso giusto. Alla fine, una settimana prima, sono stato avvertito che era saltato il title sponsor, e che quindi ero a piedi. So che stanno lavorando sodo per trovare una nuova copertura ed onorare il contratto, e vorrebbero schierare una seconda moto al momento del rientro del campionato in Europa, ma non so se sarà possibile".

L'ipotetica sfida in MotoGP ti affascina?

"Sì ma la priorità a questo punto per me è quella di avere una moto competitiva. La squadra ha ricevuto le moto da poco, e mi sembra che in Qatar abbiano avuto qualche problema. Comunque d'inverno ero stato in Aprilia a Noale, e l'atteggiamento di Albesiano mi era sembrato molto serio e determinato. Magari con i nuovi regolamenti e la possibilità di usare l'elettronica proprietaria il gap sarebbe minore…"

Invece per ora ritorni in SBK…Hai seguito la gara di Phillip Island?

"Sì, ed è stata dura. Per diversi motivi. Uno su tutti, la vittoria di Suzuki con Eugene (i due sono buoni amici, nda). Dopo tutto il pesante lavoro di sviluppo che avevo fatto io, la moto è migliorata solo quest'anno dal punto di vista dell'elettronica, ora 'modulare' con corpi farfallati splittati (con la possibilità di far lavorare solo due o tre cilindri anziché sempre quattro, nda). La squadra, grazie al mio capotecnico Frankie, ha portato a bordo un elettronico bravo come Davide Gentile per poi lasciarmi a piedi. Avevo provato la moto con le nuove configurazioni a Jerez nei test ad una settimana dall'ultima gara, e la differenza era sostanziale, sia in ingresso che uscita di curva".

Inizialmente, infatti, sembrava che dovessi continuare con loro…

"Con Denning avevo un accordo di massima e ci eravamo stretti la mano. Ho rifiutato altre offerte su questa base, e invece poi hanno chiamato Laverty. Capisco che Eugene attiri più sponsor, ma non è certo stato un modo professionale di gestire la cosa. Paul è un ottimo team manager e molto determinato, ma con me non si è comportato bene".

Preferisti correre in SBK o MotoGP?

"In SBK le corse sono più belle, e forse lo spettacolo migliorerà ancora il prossimo anno con una griglia unificata. Il problema sono gli sponsor. Il motomondiale ha più visibilità. Tra le derivate, sento di poter vincere il titolo. Ho vinto molti dei campionati ai quali ho preso parte (BSS e BSB, nda), mentre Sykes per esempio ha vinto il suo primo titolo importante lo scorso anno. Le condizioni devono essere giuste, ma credo di potermela giocare".

In effetti non si può dire che Camier, tra infortuni e peripezie contrattuali, abbia avuto molta fortuna fin qui. Come numero ha scelto il 19 (il 2 è stato scelto da Iddon, che deve ancora debuttare su Bimota), ma "forse anche il 13 sarebbe andato bene", ha scherzato...

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