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SBK, WSS, Nocco: la fine di un'Odissea

Ad Imola i primi giri con la Kawasaki di Puccetti. "Sono felice, la WSS è un passo avanti"

L'avventura di Alessandro Nocco (16enne pugliese di Gagliano del Capo) era cominciata a gonfie vele: secondo all'esordio nell'europeo Stock600, con tre vittorie (Imola, Silverstone, Magny Cours) all'attivo ed altrettante pole-position. Diversi addetti ai lavori avevano così puntato lo sguardo su di lui, ritenuto una delle "giovani leve" più promettenti del vivaio italiano. Da qui la virata in Moto2 su SpeedUp con Boscoscuro, vanificata dall'abbandono di uno dei main sponsor a poco più di un mese dall'inizio del campionato. Il rischio era quello di restare in bonaccia e perdere "il giro buono", ma Nocco è riuscito comunque ad approdare nel team Puccetti, con il quale correrà il mondiale Supersport a fianco di Roberto Tamburini.

"Sì, l'odissea è finita", ha esclamato sorridente nei test del CIV dello scorso fine settimana ad Imola, dove è sceso in pista per prendere confidenza con la sua nuova moto. "Sono molto contento di come si sono sistemate le cose, e ringrazio la squadra, San Carlo, e la FMI per l'aiuto. Sono pronto a ricominciare a pieno ritmo, e senza rancore: sono cose che purtroppo succedono sempre più spesso, e poteva capitare a chiunque".

Il team di Boscoscuro darà poi una mano fornendo il supporto di alcuni meccanici che avrebbero dovuto seguire lo stesso Nocco nel motomondiale. In realtà, il salentino avrebbe anche potuto debuttare fin da Phillip Island, ma dopo quanto successo, si è preferito assicurarsi che ogni tassello del complicato puzzle del budget fosse a posto.

"Quando abbiamo cominciato a parlare in concreto della possibilità di correre in WSS, nonostante il materiale fosse già stato spedito in Australia, avrei comunque potuto avere una moto a disposizione. Potevo correre la gara con quella di ricambio, ma Puccetti ha giustamente preferito assicurarsi prima che ci fosse il modo di farmi correre fino a fine stagione. Sarò ancora più carico in Spagna".

Tra Moto2 e WSS, sempre di mondiale si tratta. La cilindrata è la stessa, ed anche le specifiche tecniche non sono drasticamente differenti. Il prestigio del motomondiale è indubbiamente superiore, ma non si può nemmeno definire la WSS un ripiego.

"Per me è comunque un passo avanti, ed una grande opportunità di confrontarmi con piloti con le palle. Sofuoglu, Vd Mark e Cluzel hanno talento ed esperienza. Spero di imparare in fretta".

Visti i precedenti, c'è da scommettere (e sperare) che sarà così.

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