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Moto3, Ferrari: due gare e saremo competitivi

Il manager del Team Italia: "Miller è l'erede di Marquez. Le Open? fumo di un arrosto bruciato"

Il debutto di Losail per Matteo Ferrari e Andrea Locatelli non è stato sicuramente di quelli da incorniciare per il Team Italia. Nonostante alcuni inconvenienti tecnici che hanno caratterizzato la prova dei piloti italiani, Virginio Ferrari cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno, mostrando fiducia per il futuro.

Era importante rompere il ghiaccio in Qatar.

"Diciamo così. Questa prima gara era importante per i ragazzi, perché fare chilometri in corsa è tutta un’altra cosa rispetto a qualsiasi prova. Purtroppo abbiamo avuto alcuni problemi tecnici che sono poi ricaduti in qualifica e in gara. Speriamo comunque che queste piccole problematiche siano risolte al più presto, dato che questi ragazzi sono abbastanza veloci, forse non come i primi, ma tra il decimo e quindicesimo posto ci possono stare."

Rispetto agli ultimi test in Spagna, quali miglioramenti ci sono stati?

"Abbiamo concosciuto meglio la moto, tanto da essere riusciti a capire una configurazione di base. Ancora non siamo pronti per un set-up ideale su tutti i circuiti. Sono comunque convinto che serviranno alcune corse per essere competitivi."

Quante gare pensi possano servire?

"Ancora due o tre corse credo. Serve però il supporto della Mahindra, perché il motore attuale può essere collocato solo dalla quindicesima alla ventesima posizione."

C’è tanto da lavorare per voi, così come per il Team Sky VR46. Abbiamo visto un Fenati velocissimo nelle libere, poi in gara è stato lontano dai primi.

"Credo che Romano sia uno dei pretendenti al titolo. Non lo conoscevo prima, però mi ha veramente impressionato. Ha un grandissimo livello e penso abbia davanti un futuro roseo."

Dopo i test invernali, in Qatar abbiamo avuto la riconferma di Jack Miller. Te lo aspettavi?

"Si, perché l’avevo visto guidare in Spagna e aveva delle doti eccezionali. Ha uno straordinario potenziale, soprattutto nella percorrenza delle curve. Puoi vedere quanto va veloce, anche senza il cronometro."

In molti hanno già individuato in Miller l’erede di Marc Marquez. Pensi sia davvero così?

"Assolutamente si, non c’è alcun dubbio."

A Losail l’unico pilota che ha tenuto alta la bandiera italiana è stato Rossi. Quanto sarà difficile ripetersi a Austin?

"Sarà molto interessante la gara in Texas. Il circuito di Losail è un tracciato molto “monotono” come entrata in curva e percorrenza piuttosto lunga. Austin invece è caratterizzato da molte curve e contro curve che lo rendono particolarmente impegnativo."

E di questa categoria Open che idea ti sei fatto?

"Diciamo che queste Open hanno mischiato le carte. Penso però che questo regolamento, così concepito, è solo un aggiungere del fumo a un arrosto che sta bruciacchiando."




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