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MotoGP, Qatar: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Marquez e Rossi da Oscar sotto i riflettori del Qatar, occasioni sprecate per Lorenzo e Iannone

La pista di Losail è un crocevia in un deserto di sassi e polvere. C’è chi ne fa un’oasi e chi deve arrendersi, rotolando nella sabbia mentre gli altri scappano. La luna nella notte che mette fine all’inverno sorride alta nel cielo e riserva sorprese e delusioni che dureranno fino al Texas. Dopo mesi spesi ad andare dietro alle regole, i piloti hanno iniziato a fare quello che riesce loro meglio, correre. E basta. Vederli è stato un privilegio che ha cancellato la noia dell’attesa. Marquez è il solito, piccolo bastardo nato per guidare una moto. Rossi il senatore capace di scoccare la freccia giusta quando alcuni dicevano che non sarebbe neanche più riuscito a vedere i bersaglio. Gli altri? Secondi attori nel grande film del Qatar ma, per un motivo o per l’altro, da Oscar anche loro.

IL BELLO – Tuffatevi nelle cineteche o nei libri per scoprire quando la MotoGP ha offerto uno spettacolo altrettanto emozionate. Servirà a poco, perché le immagini di questa gara le conserveremo a lungo. Una partenza da coltello fra i denti, outsider capaci di insidiare i baroni della classe regina, poi solo Marc e Valentino. Sono bastati loro due, così uguali e diversi, per trasformare la gara in magia. Altro che regole, lo spettacolo lo fanno i piloti.

Jorge LorenzoIL BRUTTO – Questa volta il trucco non è riuscito. La Yamaha numero 99 era davanti a tutti, come spesso succede, subito dopo la luce verde. Questione di poche curve, poi Jorge Lorenzo si è rialzato fra una nuvola di polvere. Un vero peccato perché con lui in campo, la partita sarebbe stata ancora più emozionante. Ha altre 17 occasioni per rifarsi e smaltire rabbia e nervosismo.

IL CATTIVO – E’ vero che agli appassionati interessa – soprattutto, non solo – lo spettacolo, ma non per questo si può continuare a confonderli con norme che sembrano partorite da un azzeccagarbugli di manzoniana memoria. Alla fine ha vinto l’uomo e, a dare spettacolo, sono state le Factory, quelle che non sono cambiate. Per fortuna nelle moto il polso destro conta più dei manager.

LA DELUSIONE – Dopo i test e le prove ci si aspettavano fuochi artificiali ma la polvere da sparo in gara era bagnata. Fenati, Bagnaia e Antonelli sono stati splendidi in inverno e Romano anche in prova. Quando il gioco si è fatto duro, però, sono stati gli altri a giocare. Una falsa partenza capita anche ai migliori, per questa volta sono solo rimandati al Texas.

LA SORPRESA – Siamo sinceri, dopo libere e qualifiche non ci aspettavamo un Valentino Rossi capace di lottare ad armi pare con Marquez. Per fortuna ci eravamo sbagliati e abbiamo potuto assistere a una delle più belle gare di sempre. Se il Dottore sia tornato ce lo diranno le prossime gare, certamente siamo disponibili ad avere altre sorprese come questa.

Andrea DoviziosoLA CONFERMA – Le tante cadute hanno aiutato ma non è il 5° posto a fare sorridere Dovizioso. Ora può vedere gli avversari più vicini, senza bisogno di un binocolo. È solo un primo passo che non può e non deve bastare, ma ora la Desmosedici potrà venire paragonata a un gambero solo per il colore.

Capitolo Aleix Espargaró. Veloce come in inverno nelle libere, spreca tutto in qualifica e non convince completamente in gara, viste le promesse. Da bocciare? Assolutamente no, ma per lottare con quelli là non bastano la gomma morbida e il polso pesante. Ci vuole anche una spruzzata di ghiaccio nelle vene.

Stefan BradlL’ERRORE – Cadere fa male, soprattutto quando l’altezza è grande. Bradl l’ha fatto con la consolazione di non avere nessuno davanti a sé. Smith quando il più sembrava fatto. Bautista in un ultimo duello con Pedrosa. Iannone troppo presto. Forse è lui quello che ha perduto di più, considerata la successiva rimonta.

IL SORPASSO – Sceglietene uno a caso degli otto fra Valentino e Marquez. Se invece volete un po’ di freschezza e incoscienza, c’è l’ultimo giro della Moto3. Come contorno le chilometriche impennate di Miller, mica servono 250 CV per dare spettacolo.

LA CURIOSITA’ – Largo alle donne. Dopo Herrera e Carrasco, il gentil sesso è presente anche nella Asia Talent Cup. Prima tappa a Losail con la tailandese Maklada Sarapuech che partiva in prima fila. Per la cronaca, è caduta all’ultimo giro quando era in seconda posizione. I maschietti sono avvertiti.

IO L’AVEVO DETTO – Marc Marquez: “Non penso di potere puntare alla vittoria in gara, sento troppo la fatica al braccio destro”. A fine GP sembrava avere ancora le energie per una 8 Ore di Suzuka.

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