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MotoGP, Rossi: voglio la rivincita con Marquez

"L'età nelle moto non conta, oggi potevo vincere ma devo migliorare in qualifica"

Questa mattina mi sono svegliato in un modo completamente diverso da ieri. Ero assolutamente concentrato sulla gara, avevo solo quello in testa. Non chiedetemi il perché, non lo so. Se scoprissi il segreto sarebbe facile”. La notte ha portato consiglio e in un’altra notte, quella della gara, Rossi si è ritrovato competitivo. Capace di lottare ad armi pari con Marquez, il suo erede, il campione del mondo.

Potevi vincerlo questo GP?

Una possibilità ce l’avevo, forse ho fatto solo un piccolo errore a farmi ripassare da Marc al penultimo giro. In due e tre curve mi distanziava in accelerazione e non sono più riuscito ad attaccarlo. Fino a un certo punto della gara non volevo commettere errori ma alla fine ho giocato tutte le mie carte”.

Ti ha condizionato una partenza nelle retrovie.

Bisogna partire più avanti, anche se i primi giri sono stati molto divertenti. Ho rischiato molto ma senza commettere errori”.

Era da un po’ di tempo che non si vedeva una gara così combattuta.

Sono tornato indietro di dieci anni, quando si facevano gare di gruppo. Sinceramente non ne conosco il motivo, forse è merito delle gomme che scivolano un po’ di più nei primi giri. Davanti c’erano piloti più lenti sul passo, che hanno creato un po’ di scompiglio”.

Alla fine siete rimasti solo tu e Marquez.

Me lo aspettavo, sapevo che sarebbe successo. E’ stato bellissimo lottare con lui, non mi ricordo quanti sorpassi ci siamo fatti, ma ricordo bene quando mi ha passato l’ultima volta (ride) Se fossi stato a casa, mi sarebbe piaciuto vedere una gara così. Speriamo ce ne siano altre”.

Tutto sommato, non sei così vecchio?

Il motociclismo non è uno sport fisico come l’atletica, ci sono calciatori fortissimi più vecchi di me. Quello che mi fa andare avanti è la passione, a me piace correre. Forse in qualifica i ragazzini riescono a darmi qualche decimo, ma in gara conta anche l’esperienza”.

E’ un secondo posto diverso da quello dello scorso anno?

Più bello, questa stagione è partita diversamente dalla scorsa. Sono stato più forte nei test, le prossime gare, in Texas e Argentina, saranno fondamentali per capire se sarò veramente più competitivo. Io sento di guidare meglio. Forse un anno fa ero già contento di essere tornato sulla Yamaha, ora invece ho affilato le armi”.

Anche l’arrivo di Galbusera ha influito?

Penso che in questa prima gara il cuore gli sia andato a mille (ride). Con Silvano mi trovo bene, riusiamo a migliorare la moto costantemente, sono contento”.

Nonostante i cambi regolamentari davanti ci sono sempre i soliti.

“Effettivamente sul podio ci siamo io, Marc e Dani e se Lorenzo non fosse caduto se la sarebbe giocata. Prima di partire non sapevo assolutamente come sarebbe andata, comunque le nuove regole sembrano funzionare, almeno da questo primo test”.

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