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MotoGP, Qatar, QP: Marquez ristabilisce le gerarchie

Il campione in pole davanti a Bautista e Smith. Dovi 4º poi Lorenzo e Pedrosa, Rossi solo decimo

Regole nuove, storia vecchia. Nelle qualifiche della MotoGP in Qatar, Marc Marquez ha vanificato qualsiasi vantaggio avessero i team satellite o Open, aggiudicandosi la prima pole-position stagionale davanti Alvaro Bautista e Bradley Smith, che per pochi millesimi hanno mancato il "colpaccio". Un campione si vede anche da questo. Lo spagnolo ha fermato il cronometro sul tempo di 1'54.507, quasi un secondo più veloce che in prova, centrando la decima partenza dalla prima casella in classe regina su diciannove tentativi.

"Sono molto contento per questa pole, dopo aver perso una parte di pre-stagione era importante dare un segnale forte– ha detto Marquez a caldo – Abbiamo faticato nei turni precedenti, ma alla fine abbiamo ritrovato competitività. Faccio un po' fatica ma proverò a riposare la gamba e fare una bella gara".

Turno positivo anche Andrea Dovizioso (quarto, +0.137), che apre la seconda davanti a Jorge Lorenzo (+0.154) e Dani Pedrosa (+0.196). A confermare i progressi di Ducati, l'ottavo tempo di Cal Crutchlow (+0.381). Il britannico ha preceduto Aleix Espargaró, caduto due volte dopo aver dominato le libere. Qualifica da dimenticare per Valentino Rossi, mai incisivo e autore del decimo tempo (+0.589) finale. Grande equilibrio comunque, con i primi 12 piloti racchiusi in soli sei decimi.

Q2 – Lorenzo guida il gruppo seguito a distanza da Bautista e Bradl. Il maiorchino sigla un 1'55.0, ma il connazionale del team Gresini lo passa immediatamente con un 1'54.616. È quindi la volta di Marquez, che salta in testa con un 1'54.599, segno che, forse, il campione in carica si era nascosto un po'. Espargaró prova a rispondere, agguantando la quarta posizione provvisoria, ma scivola alla curva 2 nel giro successivo. Marquez continua ad accendere caschi rossi, senza però riuscire a migliorarsi. Smith, già sugli scudi nella FP4, gli morde la coda ma manca il miglior tempo per soli 2 millesimi prima della consueta pausa collettiva per il cambio gomme.

L'assalto all'arma bianca degli ultimi minuti è comandato da Dovizioso, che con la morbida accende caschi rossi nella prima metà del circuito ma si deve accontentare del quarto tempo, anche se a soli 45 millesimi dal primo. Aleix Espargaró sembra avviato verso la prima fila ma cade nuovamente con la seconda moto, vanificando il potenziale mostrato nelle prove cronometrate. È Bautista a portarsi al comando (1'54.564), solo Marquez sembra in grado di insidiarlo. Il campione in carica, nonostante la gamba infortunata, rischia tutto e vince (per soli 7 millesimi) il jackpot. Completano la prima fila Bautista e Smith, mentre Dovizioso (+0.137) apre la seconda davanti a Lorenzo (+0.154) e Pedrosa (+0.196). Turno anonimo, per usare un eufemismo, per Rossi: il "Dottore" è accusa "solo" 0.589 di ritardo, ma partirà dalla decima casella davanti a Iannone.

Q1 – Pol Espargaró apre le ostilità con 1'55.406, un secondo abbondante più veloce di Hayden ed Hernandez. Quest'ultimo perde l'anteriore alla curva 2, distruggendo la D16 nella via di fuga. Nel frattempo, Cal Crutchlow si porta al secondo posto, a 97 millesimi di ritardo dallo spagnolo.

Le due "factory" fanno la differenza, tanto che restano ai box per tenersi gomme morbide fresche per la Q2. Edwards si porta al terzo posto, primo degli esclusi dalla Q2, staccato di 0.636. Seguono Hayden, Hernandez, Abraham, Redding, Barbera e Aoyama. Penultimo Petrucci su ART, che paga a caro prezzo i pochi giorni di prove a disposizione, staccato di quasi tre secondi.  Ad un minuto dal termine, Hayden accende caschi rossi sui monitor ma perde quattro decimi al T4 e non riesce ad andare oltre il terzo tempo (+0.488), tredicesimo in griglia. Passano Espargaró e Crutchlow.

FP4 – I primi responsi cronometrici sono simili ai risultati delle prove cronometrate, con Aleix Espargaró ancora a fare da apripista con un 1'55.460 con gomma media. Lo spagnolo sulla M1 Open del team Forward ha anche il passo più competitivo in configurazione gara, inanellando diversi giri consecutivi in 1'55 medio. Lo segue Iannone, staccato di 0.126, davanti a Smith e Bautista. Il primo pilota ufficiale è ancora una volta Marquez, quinto (+0.428) con Lorenzo, Rossi, Dovizioso e Crutchlow in rapida successione, un paio di decimi più lenti.

Le Yamaha ufficiali, per cercare di colmare il divario, sfoderano anche le carene "anti-vento" (cupolino più snello) già provate da Lorenzo a Phillip Island, senza però trovare particolari vantaggi. Nel frattempo, Pedrosa sembra aver trovato finalmente una configurazione che lo soddisfa e infila una serie di giri a ritmo sostenuto, portandosi al secondo posto. Poco dopo, il compagno di squadra Marquez stampa un 1'55.432 che gli regala, anche se per soli 27 millesimi, il primato provvisorio. Anche per lui, mescola media al posteriore.

I primi dieci al termine della sessione: Smith, Marquez, Aleix Espargaró, Pedrosa, Iannone, Bautista, Lorenzo, Dovizioso, Bradl e Rossi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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