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MotoGP, Qatar: Espargaró resiste, ma Dovi è secondo

FP2: Pedrosa e Marquez nella Top 5, più indietro le M1 ufficiali: 9º Rossi

Nella seconda sessione di prove libere della MotoGP in Qatar, il vantaggio dei team satellite (con tre giorni in più di prove a referto) sembra essersi assottigliato. Con un'eccezione notevole rappresentata da Aleix Espargaró, capace di confermare il primo posto ottenuto ieri con un 1'54.989. Il catalano ha staccato di tre decimi Andrea Dovizioso su Ducati (con gli stessi parametri regolamentari della Open, ma classificata Factory per l'utillizzo del software proprietario), sugli scudi con la gomma morbida nei minuti conclusivi.

Anche Dani Pedrosa e Marc Marquez sono riusciti a risalire nella Top 5, rispettivamente in quarta (+0.573) e quinta (+0.618) posizione. Pur essendo entrambe circa mezzo secondo più veloci rispetto a ieri, continuano invece a soffrire le M1 ufficiali, con Rossi capace di agguantare la Top 10 (nono tempo, +0.995) solo sul finale e Jorge Lorenzo undicesimo alle spalle di Andrea Iannone (insieme ad Nicky Hayden, l'unico a non migliorarsi rispetto a ieri).

LA CRONACA – Aleix Espargaró riprende da dove aveva lasciato, siglando un 1'56.498 che lo porta in prima posizione provvisoria davanti al fratello Pol, che alla curva 10 viene disarcionato dalla M1 del team Tech3, rotolando a lungo nella via di fuga. La clavicola sinistra (infortunata nei test), sembra fortunatamente ok, tanto che dopo pochi minuti il pilota rientra in pista. La sua posizione viene dunque presa da Bradl, che precede in rapida successione Bautista, Rossi, Iannone e Lorenzo. A circa mezzo secondo di distanza, in settima posizione, Marquez è davanti alla coppia ufficiale Ducati composta da Dovizioso e Crutchlow.

La coppia Lorenzo-Rossi gira in tandem, cercando di forzare il ritmo con la gomma media, senza però riuscire a scalare la classifica. Il protagonista rimane Espargaró sulla Open, che scende a 1'55.449, a meno di due decimi dal miglior tempo di ieri. Al giro successivo, lo spagnolo un altro decimo, portandosi a mezzo secondo di vantaggio dagli inseguitori, guidati da Bradl. Migliora leggermente Pedrosa, fin qui fuori dalla Top 10, portandosi in settima posizione ad un secondo di ritardo. Anche Crutchlow si impegna in uno stint più lungo, ma resta in dodicesima posizione (+1.484).

Pedrosa è il primo pilota ufficiale a girare in 1'55, portandosi in seconda posizione a 0.279 da Espargaró. Poco dopo, Marquez lo imita per risalire fino al terzo posto (+0.324). Nonostante la gamba infortunata, il campione in carica non si risparmia, rischiando anche una caduta ma salvandosi con i suoi caratteristici riflessi.

Lorenzo, invece, lamenta ancora problemi posteriore e latita in ottava posizione davanti a Rossi. Entrambi escono con la seconda moto, ma nel frattempo vengono scavalcati da Dovizioso, ora settimo (+0.806), e rientrano ai box senza essere riusciti ad abbassare i propri riferimenti.

A cinque minuti dal termine, Dovizioso sfrutta il potenziale della mescola morbida per risalire fino alla seconda posizione, a soli 37 millesimi da Espargaró. Non riesce invece a migliorarsi (con la soft) Iannone, undicesimo. Evidentemente, l'abbassamento della moto richiesto ai suoi meccanici non ha sortito i frutti sperati.

Sul finale, Espargaró consolida il primato con un 1'54.989, ad un secondo dal best lap di 1'53.927 (ottenuto da Lorenzo nel 2008, quando ancora non c'era il regime mono-gomma). Le prime cinque posizioni rimangono invariate, con Dovizioso al secondo posto davanti a Bautista, Pedrosa e Marquez. Rossi agguanta la Top 10 in regime di bandiera a scacchi siglando il nono tempo (+0.995) davanti a Iannone e Lorenzo.


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