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MotoGP, FP1 a Espargaró, le Open fanno sul serio

Qatar: 4º tempo di Iannone. Pedrosa (+1.131) sesto e primo degli ufficiali davanti a Rossi

Non fosse che i team satellite si presentavano alla FP1 della MotoGP in Qatar con un vantaggio di tre giorni di prove, si potrebbe parlare di lesa maestà. Il rimescolamento di carte, a livello di regolamento, effettuato da Dorna (l'ultimo solo pochi giorni fa), sembra aver modificato (almeno a livello di tempi sul giro), i valori in campo: nessun pilota ufficiale nella Top 5, con Dani Pedrosa sesto davanti a Valentino Rossi a difendere parzialmente il blasone, ma staccati di oltre un secondo. Ad Aleix Espargaró, la soddisfazione di aver siglato il miglior tempo (1'55.201 con la mescola extra-morbida) sulla Yamaha Open del team Forward. Lo spagnolo ha fatto la differenza in tutti i settori tranne l'ultimo (appannaggio di Andrea Iannone), staccando sul finale di quasi mezzo secondo gli inseguitori, guidati da Bautista davanti a Smith, lo stesso Iannone, ed il fratello Pol.

"Sono contento, ma è normale essere così veloci al primo turno perché avevamo il setup già pronto dopo i test – ha ammesso Espargaró, che con la mescola più dura ha girato circa un secondo più lento – Comunque è solo giovedì. Abbiamo fatto il tempo con la gomma extra-morbida, ma anche con la dura, con la quale faremo la gara, avevo un buon passo".

"È stato un turno decisamente positivo per noi – gli ha fatto eco Iannone, primo su Ducati in quarta posizione, oltre un secondo più rapido dei compagni del team interno – La moto funzionava molto bene, averla provata nei test mi ha aiutato anche se la pista oggi era più scivolosa. Aver messo dietro le ufficiali è positivo, ma anche io ho lo stesso materiale dei miei compagni di marca. In Ducati stanno facendo un grande lavoro, ed i risultati si vedono".

"Non è bello essere indietro, ma siamo un po' indietro con il lavoro rispetto a chi ha provato qui due settimane fa – ha analizzato RossiLe condizioni erano piuttosto difficili. La pista era molto scivolosa. Anche Pedrosa, l'unico ufficiale davanti a me, è stato solo mezzo decimo più veloce. Come passo siamo tutti lì. Speriamo di migliorare in fretta".

LA CRONACA – Approfittando anche delle prove qui condotte, Pol Espargaró stampa subito un 1'56.993 (la pole di Jorge Lorenzo lo scorso anno fu di 1'54.714). Alle sue spalle ci sono Andrea Iannone e il fratello Aleix, che si porta poi al comando con un 1'55.855. Il primo pilota Honda in classifica è Alvaro Bautista, quarto a + 1.088. Più attardato Dani Pedrosa, settimo davanti Jorge Lorenzo. Decimo Andrea Dovizioso, tredicesimo Valentino Rossi alle spalle di Marc Marquez.

Yonny Hernandez scivola all'ultima curva (sarà trasportato al centro medico per accertamenti alla spalla sinistra, che ha riportato profonde escoriazioni), spargendo detriti in pista e costringendo i commissari ad esporre le bandiere rosse. Alla riapertura della pit-lane, i piloti satellite continuano a farla da padrone. Risale Valentino Rossi, primo degli ufficiali provvisoriamente in settima posizione (+1.244). Il "Dottore" si sblocca al dodicesimo giro, arrivando fino a +0.687, distacco che gli garantisce il quinto posto.

Dai box, tutti i piloti ufficiali (che non avevano ancora girato a Losail nel 2014) lamentano una certa mancanza di grip, dovuta alla presenza di sporco in traiettoria. Particolarmente infastidito Lorenzo, protagonista di un acceso scambio di battute con il tecnico della Bridgestone e ancora fuori dalla Top 10 (11º) quando mancano circa dieci minuti al termine della sessione, così come Dovizioso (13º) e Crutchlow (14º).

Negli ultimi dieci minuti, Bradley Smith si porta provvisoriamente in testa con un 1'55.816. Il primato del britannico dura però poco, con Bautista a scalzarlo con un 1'55.667. I caschi rossi fioccano sui monitor, con Andrea Iannone ed Aleix Espargaró sugli scudi grazie anche alla mescola più extra-morbida a disposizione. Lo spagnolo sulla Yamaha Open di Forward ritocca il primato con un 1'55.201 sotto la bandiera a scacchi. Nonostante gli ultimi aggiustamenti agli assetti, i "big" non scalano la classifica. Pedrosa è sesto (+1.131) davanti a Rossi (+1.341). Almeno sul passo, i due sono praticamente al livello dei primi (1'56 medio). Lorenzo (+1.467) è nono, Marquez (+1.481) undicesimo, Crutchlow (+1.845)  tredicesimo e Dovizioso (+1.899) quattordicesimo. Nessun tempo a referto per Michael Laverty.

 

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