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MV Agusta: in SBK per sviluppare e vincere

Castiglioni: "La vittoria in WSS mi ha riportato ai tempi di Cagiva. Venderemo moto ai team"

Le corse sono come le ciliege, una tira l’altra. Solo l’anno scorso MV Agusta aveva rimesso timidamente – ma non troppo – piede nuovamente nelle competizioni. Il gioco però è stato divertente, con i primi podi che sono una droga per chi si nutre di asfalto e benzina. Così, archiviata la stagione, si è deciso di fare un altro passo, entrare ufficialmente in campo. Una volta fatto trenta, il trentuno è venuto da sé e alla squadra Supersport si è affiancata quella Superbike, gestire entrambe dalla russa Yakhnich Motorsport. “Mi sono fatto prendere la mano”, scherza Giovanni Castiglioni, presidente della Casa di Varese.

Allora lo scorso anno aveva mentito quando ci aveva detto che la SBK non era in programma.

“In realtà no, perché non era veramente prevista. Poi una serie di fattori ha fatto sì che le cose cambiassero. Abbiamo deciso di entrare in forma ufficiale, ci siamo presi un bell’impegno”.

Però i frutti sono già arrivati, con la vittoria in Supersport a Phillip Island.

“Quella gara mi ha riportato indietro, agli anni ’80 e ’90, ai tempi Cagiva e di mio padre. Del resto non ci è mai interessato partecipare, vogliamo vincere”.

Una vittoria cambia le cose?

“Quando si incomincia a vincere poi non si vuole più smettere, l’asticella si alza e l’impegno aumenta”.

Quindi quali sono gli obiettivi per questa stagione?

“In Supersport stare nei primi tre. Per la prima vittoria siamo stati bravi e anche un po’ fortunati, ma ogni tanto un po’ di culo ci vuole (ride) Abbiamo diversi step di evoluzione in programma per la F3 nel corso dell’anno. Per la SBK invece sarà una stagione di sviluppo, anche se qualche speranza ce l’ho”.

Perché non vi siete schierati nella EVO, considerato che sarà il futuro?

“Perché a noi volevamo sviluppare la nostra moto in gara e questo la EVO non ce lo avrebbe permesso. Tutte quelle informazioni ci permetteranno di migliorare sia la moto da gara che gettare le basi per l’erede della F4, che penso vedrete in un paio d’anni”.

Si parla anche di vendere le vostre moto ai privati.

“Non lo nego, per la Supersport in molti ci hanno già dimostrato interesse, per la SBK è ancora un po’ presto. È una strada che vogliamo percorrere. Ma le corse non servono solo a questo, ci permetteranno di sviluppare anche dei kit per gli amatori. Inoltre sono di ispirazione per i nuovi modelli”.

Riportare un marchio come MV nelle corse è una bella responsabilità, ci ha pensato?

“Ho avvertito questa responsabilità, ma non ci ho pensato troppo. Spesso vado a girare in pista con un amico, spesso mi dice che entro in curva a ‘o la va o la spacca’. Mi butto, non faccio troppi ragionamenti. A volte è così anche nella vita. Volevo provarci, meglio tentare col rischio di fallire che avere il rimorso di averlo fatto”.

Allora il prossimo passo è la MotoGP.

“No, quella no. Siamo concentrati sulla produzione e trovo la SBK un ottimo campionato, anche perché si corre con moto vicine alle serie”.

Aveva detto di no anche per la SBK lo scorso anno…

Ci ha risposto con una risata.


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