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Test, BMW R NineT: The ecstasy of Gold

LA PROVA - Per motociclisti nudi e crudi: pochi fronzoli, niente elettronica: è appagante tra le curve. Prezzo? 15.530 Euro

BMW R NineT: The ecstasy of Gold

Dura e pura. Con quell'animo scorbutico che fa vibrare le mani, accapponare quel tanto che basta la pelle ed offrirti quella piccola scarica di adrenalina che, in termini pratici rappresenta quel filo dell'equilibrista da circo che divide il successo da una caduta. In fondo la moto è questo. Quella scarica di passione che proietta lo sguardo verso la prossima curva, con il polso destro che vibra, freme, e la potenza che si avverte sotto la sella, tra le gambe.

Quell'istinto primordiale che, in nome della fondamentale sicurezza e dello sviluppo tencologico, ha forse dimenticato per strada il suo spirito pionieristico. Leggenda narra che questa roadster, la R NineT, sia nata in un garage, senza imposizioni e linee tracciate dal marketing. Piace pensare che, magari, l'idea sia nata davanti ad un paio di bionde tedesche dal sapore amaro, che hanno sciolto la fantasia e fatto accarezzare l'idea di una moto dall'animo artigianale per tutti.

Già, perchè la R NineT è questo: è la riproduzione dell'istinto puro, la commericializzazione - limitata - di un'idea romantica che non deve passare per la perfezione tecnica. Deve incarnare, quell'estasi dell'età dell'oro forse più pericolosa, ma dannatamente romantica. Questa l'idea nata nel Garage di Edgar Heinrich, responsabile del Design di BMW Motorrad.

UNA SPECIAL DI SERIE - Forse è per questo che interessa relativamente poco carpirne immediatamente la dotazione tecnica. Perchè - intendiamoci - quando la si osserva, all'interno di un garage, tra chiavi inglesi, latte d'olio, una morsa che ricordo nel garage di mio nonno, l'occhio brama le forme, lo stile retrò, con il faro tondo e prorompente, il suo serbatoio da 17 litri in alluminio con saldature a mano una diversa dall'altra, la sella stretta e bassa, il manubrio con le piastre dedicate, ma sopratutto quel telaio in tubi. Anzi, i telai, visto che al posteriore vi è una vera e propria composizione, una rivolzione che crea una sinergia tra lo spirito amatoriale e la qualità costruttiva su larga scala. Già, perchè la parola chiave di questa moto è una: personalizzazione.

La R NineT cambia la sua anima grazie al concetto di modularità, con la coda che, con due giri di vite può cambiare anima: codino bombato se si vuol girare da soli, sellino con passeggero o addirittura una coda tronca senza sostegni. Il motore stesso rientra in quell'ottica di stile che svela l'anima di una moto dal fascino retrò, con le sue grandi teste poste ai lati. Il fascino di un'esperienza indivduale e personale riscontrabile anche nei due connettori Can-Bus, in grado di regalare ore di divertimento anche in garage per personalizzare ancor di più il proprio esemplare.

TECNOLOGIA D'OGGI, MA NON TROPPO - Solo in un secondo momento ci si sofferma sull'aspetto più squisitamente tecnico. E mettere lo stato dell'arte più evoluto con il massimo concentrato di tecnologia sarebbe stato anacronistico. In questa sorta di ritorno al futuro, spicca il Boxer bicilindrico a raffreddamento aria/olio da 1170 cc, in grado di erogare 110 Cv a 7750 giri/min ed una coppia di 119 Nm a 6000 giri/min. Si tratta della penultima versione montata sull'R 1200 GS. Niente controllo di trazione, questa è una moto da puristi. Il telaio, come detto, è un progetto modulare su 4 elementi, che si appoggia a sua volta proprio al motore, parte stressata. La 'rivoluzione' non si conclude qui però.

All'anteriore, la R NineT non monta un impianto Telelever, ma mostra una forcella tradizionale ripresa dalla S1000 RR, ma ovviamente rivista nell'idraulica. Al posteriore spicca invece il monobraccio Paralever con monoammortizzatore regolabile nel precarico. L'impianto frenante è degno di nota, con doppio disco anteriore da 320 con pinze radiali, e disco singolo al posteriore da 265. Un impianto di grande potenza, dotato di ABS classico: niente frenata combinata!

Cerchi da 17 pollici con gomme 120/70 e 180/55 con il canale da 5,5 pollici. Attenzione però, perchè è possibile utilizzare anche un cerchio con canale da 6 per montare il posteriore da 200. Certo, il prezzo non è proprio dei più parchi, con i suoi 15.300 euro, compreso il primo tagliando e scarico Akrapovic di serie.

 

IN SELLA: CAVALLO DI RAZZA - The Ecstasy of Gold, la celebre sinfonia di Ennio Morricone ne 'Il Buono, il Brutto, il Cattivo' ha un motivo sempre più crecente, in grado di rappresentare alla perfezione le atmosfere selvagge del vecchio West. Per gli amanti della musica rock, i Metallica ne hanno celebrato tale melodia associando il carattere rude e roco di batteria e chitarre elettriche, alla dolce maestosità dei violini e dei fiati.

Una sinergia alla Sergio Leone che, acceso il motore Boxer, puoi ritrovare sulla tua pelle. Il Boxer è vibrante, roco, duro, avvolto in un cavallo di razza, un purosangue non ammaestrato come la NineT. Basta una sgasata da fermo per sentire l'albero vibrare e generare quella 'coppia di rovesciamento' che smuove verso destra il nostro esemplare. Una moto che brama, mansueta, ma pronta per essere scatenata. Sono sensazioni di 'purezza' e senza compromesso che si avvertono in sella, anche senza partire. Il manubrio è largo, la posizione assunta è eretta, ma si può caricare il busto in avanti. Inoltre le gambe sono abbastanza dritte con le pedane basse, e ci si sente a proprio agio con una sella dura e bassa.

Tiriamo la frizione, inseriamo la prima e ci dirigiamo verso strade assolate ed emozionanti come quelle del Rally di Montecarlo. Tornanti stretti e misto medio-veloce per mettere alla prova questa R NineT. Una moto che conferma le nostre attese. Non accetta troppi compromessi, ma può essere guidata sia in scioltezza che forzando la mano. Il motore tira bene fin dai 3000 giri/min, per indurirsi intorno ai 7500 giri/min. E' duro, crudo quanto al contempo lineare, in grado di tirarti fuori dalle curve con foga e rabbia. La trasmissione a cardano è diretta e immediata. E' una sigaretta senza filtro, con il suo carattere scorbutico. Volete cambiare senza tirare la frizione? Bene, fatelo pure, ma preparatevi ad un rigoroso calcio da sotto la sella.

Il baricentro e l'equilibrio ciclistico di questa NineT ne tracciano il carattere. Si guida sia con il busto e le spalle, che rimanendo ben ancorati alla sella, solo con le gambe. Talmente equilibrata da scendere in maniera repentina in piega nei cambi di direzione. Basta un cenno: lei vi capirà e vi asseconderà. Anzi, si esalterà ancora di più, permettendo di guidare in maniera sempre più sciolta, fluida e coinvolgente, con il gas in mano, senza pensare a cambiar troppo rapporto, vista la mole di coppia.

Come un vero purosangue che soffia dalle narici sempre di più ad ogni galoppata, risulta sempre più esaltante, grazie anche al suono del doppio scarico Akrapovic. Ma quando si aumenta il ritmo, la razza dura si avverte: il telaio risulta decisamente rigido e, in abbinamento alla sella dura, quando ci si ritrova ad affrontare un tratto sconnesso, le sollecitazioni saranno ben evidenti, tanto da guidare anche spingendo sulle pedane e sollevandosi dalla sella.

La forcella anteriore è decisamente più morbida, con il secondo momento di compressione che affonda parecchio, cosi come in rilascio. E' la sua natura selvaggia, che predilige una guida tonda, con un momento elevato in piega, da affrontare con quel minimo di gas in mano, per farla scorrere, altrimenti si rischia di entrare scomposti. Il mono posteriore risulta invece leggermente più rigido.

Una soluzione che, abbinata al telaio e al braccio posteriore, scarica molto lavoro sulla gomma. Nell'estasi della guida quindi, quando sembra che il nostro purosangue ci assecondi alla perfezione, dobbiamo fare attenzione a non esagerare per non farlo imbizzarrire: il grip meccanico, la trazione, è elevata, ma basta esagerare un poco con il gas quando si è ancora in piega, che in un attimo può partire la derapata e per riprendere la situazione in mano, non c'è controllo di trazione, vi è solo il vostro polso destro! Fortunatamente, come detto, l'erogazione risulta fluida e molto diretta. L'impianto frenante è da riferimento, ed è quasi piacevole ritrovarsi con un ABS che interviene singolarmente, e non in maniera combianta.

CONCLUSIONI - La BMW R NineT è una moto dagli antichi sapori. Come una sinfonia di Ennio Morricone rivisitata dal Rock dei Metallica, in grado di abbinare l'eleganza e la maestria estetica, con il carattere duro e puro delle sue prestazioni.

Un cavallo selvaggio e per questo deve essere preso, senza compromessi, a prescindere da quelli che possono essere dei difetti, come la protezione aerodinamica nulla, la rigidezza del telaio, la sella dura, le vibrazioni del motore che arrivano fin sotto il palmo delle mani o la mancanza del controllo di trazione.

In questo caso non è importante. Una moto del genere necessita di un altrettanto spirito libero e ribelle. Come un purosangue, potrete andare e farvi accompagnare in maniera mansueta ogni volta che vorrete, ma quando vi esalterete, è una moto che non scende troppo a compromessi: va vissuta fino in fondo!

 

 

GALLERY BMW R NineT - Immagini Dinamiche

GALLERY BMW R NineT - Immagini Statiche

Per effettuare questa prova, abbiamo utilizzato i seguenti capi Dainese

RP60 AGV E2205 MULTI

’RP60 rappresenta la proposta AGV dedicata allo stile retrò, riprendendo dalla propria tradizione quello stile inconfondibile che i suoi piloti (primo fra tutti Renzo Pasolini) hanno portato in pista nel passato.
La calotta in fibra di vetro ACF (Advanced Composite Fiber) garantisce sicurezza e leggerezza. Il peso del casco è di appena 960 g (+/- 50 g nella taglia M - versione ECE 2205) e consente di limitare l’affaticamento e le sollecitazioni di collo e spalle, tipiche dell’utilizzo della moto.
Gli interni, removibili e lavabili, sono in Dry-Comfort con trattamento igienizzante che evita la formazione di batteri e previene le allergie.
La dotazione di serie dell’RP60 include gli occhialoni da moto in puro stile retrò (solo nella versione ECE 2205) ed il tettuccio fumé trasparente.
Il sistema di ritenzione ha la chiusura DD con doppio anello.

 

ARCHIVIO PELLE

Il borbottio dei cilindri al minimo, le luci che si riflettono sul serbatoio lucido e sulla cromatura degli scarichi, l’odore dell’olio bruciato. Il fascino del mondo degli anni ’60 e’70 è celebrato in questo giubbotto dalla grande personalità e dai dettagli curati, che prende il nome dall’archivio Dainese, dal quale trae ispirazione.
Archivio Pelle è confezionato in pelle bovina tinta in capo per donargli un look vissuto e vintage, che maschera soluzioni tecniche moderne come le protezioni morbide Pro-Shape e la predisposizione per il paraschiena. I richiami alle leggende del motociclismo che lo caratterizzano, rendono questo giubbotto un must buy per tutti gli amanti della storia del motociclismo.


P. D1 DENIM

Pantaloni in tessuto denim, rinforzi interni con maglina in fibra di marca. Kevlar® ; Pro-Shape: protettori morbidi certificati secondo la norma EN 1621.1/97


 

LONG RANGE C2 D-WP

Viaggiare, attraversando valli e monti, città e campagne, fino al mare ed oltre. La moto come mezzo per scoprire il mondo e lasciarsi la quotidianità alle spalle. Long Range è studiato per i moto-turisti attenti a sostanza e qualità.
Dotato di inserti in nylon sui malleoli e inserto in TPU sulla tibia, questo stivale impermeabile in pelle bovina presenta una chiusura laterale con zip e velcro dalla facile apertura. L’ergonomia della tomaia e l’utilizzo di inserti in tessuto elastico facilitano il movimento del piede durante la guida e una volta scesi di sella, per consentire un comfort adeguato anche dopo molte ore di utilizzo.

 


BLACKJACK

Guanto dal design elegante e classico, con un look rètro, fresco e alla moda. Blackjack è disponibile anche in versione Lady, ed è adatto in particolar

e per calde e piacevoli giornate in moto nei mesi primaverili ed estivi. Inserti elastici e possibilità di regolazione del polso garantiscono infine un fit ottimale e comodo

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