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Moto3, L'Italia punta su Fenati e Baldassarri

Test Jerez. Miller e Nakagami i più veloci. Riscossa HRC in Moto3, con l'ingegnere MotoGP nel box

Arriva il pericolo giallo, si potrebbe gridare volendo usare l’umorismo. Quello che però non è uno scherzo è la riscossa dei giapponesi in Moto2 e Moto3, anche se per motivi diversi. Nella 250, HRC ha scomodato addirittura il responsabile del progetto MotoGP, l’ingegner Kobuko, accompagnato da altri due ‘colleghi’. Il risultato è tato il salto in avanti della piccola di Tokyo, che ora se la gioca ad armi pari con KTM, che ha avuto in Miller la sua testa di ponte. Gli italiani sono usciti un po’ ridimensionati, con Fenati unico nei primi 10, anche se Antonelli e Bagnaia non sono distanti.

In Moto2 gli allori sono invece per il team ‘all Japan’ di Taddy Okada con Takaaki Nakagami, capace di prendersi il primo tempo. Ha sorpreso anche Cortese, scomparso lo scorso anno nel suo debutto nella classe intermedia. L’Italia può comunque puntare su un consistente Baldassarri, al suo esordio in 600, e sui ‘senatori’ De Angelis e Corsi. Bene anche Morbidelli.

Moto3 – C’è ancora una KTM davanti a tutti, ma questa volta sono in scia. L’arrivo dei pezzi da novanta della HRC ha avuto il suo effetto e se Jack Miller ha chiuso con il miglior tempo (di giornata e assoluto) di 1’46”326, Alex Marquez con la moto di Tokyo si è fermato ad appena 33 millesimi. La classifica restituisce lo stesso equilibrio con 5 KTM (compresa la gemella Husqvarna), 4 Honda e una Mahindra nelle prime dieci posizioni. Un bilanciamento che anche il cronometro conferma: i primi tredici piloti sono in meno di mezzo secondo, i primi diciannove in meno di uno.

Dietro Miller e Marquez c’è una coppia di piloti cechi, con il debuttante Karel Hanika davanti a Jakub Kornfeil. Quinto posto per Vazquez, sesto per McPhee e 7° per Kent. Primo degli italiani, e unico nei primi dieci, è Romano Fenati. L’ascolano ha ottenuto l’ottavo posto, con un distacco molto contenuto, appena 0”266.  Si è invece un po’ perso, dopo l’avvio bruciante nei test invernali, Niccolò Antonelli, 14° a poco più di mezzoo secondo. Alle sue spalle (16° di giornata e 17° assoluto) c’è Francesco Bagnaia a 0”715.

Ventunesimo tempo, invece, per Alessandro Tonucci, sulla Mahindra come i due piloti del Team Italia Andrea Locatelli e Matteo Ferrari (che oggi hanno potuto provare il nuovo motore) rispettivamente 26° e 27°. Davanti a loro Enea Bastianini (25°) ancora dolorante alla mano infortunata nei test precedenti.

Lorenzo BaldassarriMoto2 – Il circuito di Jerez è illuminato dal Sol Levante e da Takaaki Nakagami, passato dal team Italtrans a quello di Okada (una costola della Honda) rimanendo comunque fedele a Kalex. Il giapponese – che l’anno scorso aveva collezionato 5 podi pur mancando la vittoria – ha chiuso l’inverno con il miglior tempo nei tre giorni. Il suo riferimento è stato 1’42”206, poco di due decimi meglio di Sandro Cortese, campione dela Moto3 nel 2012 che non era riuscito nel suo anno di debutto in Moto2 a raccogliere grandi risultati. Il tedesco ha invece fatto sua la piazza d’onore, grazie a un tempo di 79 millesimi più veloci di Thomas Luthi, uno dei favoriti per il titolo.

I tre comandano una classifica a dir poco corta, basti pensare che i primi otto sono in meno di mezzo secondo e salendo a poco più di un secondo si comprendono ben venti piloti. Il quarto posto in classifica è di Xavier Simeon, sulla Suter del team Gresini, davanti alla sorella Caterham di Johann Zarco. Il francese si è messo alle spalle il debuttante Luis Salom, che ha fatto meglio del compagno di squadra Maverick Viñales (11°).

Anche l’Italia si affida a un esordiente in Moto2: Lorenzo Baldassarri. Il pilota di Gresini ha dimostrato di migliorare giorno dopo giorno in tutto l’inverno e oggi ha piazzato il tempo di 1’42”639 che gli ha consegnato la 7° posizione. Subito alle sue spalle (per 60 millesimi) Alex De Angelis, davanti ad Aegerter e a Simone Corsi, anche lui nei primi dieci. Poco distante, al 13° posto, Franco Morbidelli, altro debuttante, a 0”730 dal primo. Un po’ più in difficoltà Mattia Pasini, 18°, ma con un distacco sotto il secondo.

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