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Test, KTM 1190 Adventure MSC - Potenza sicura

LA PROVA - Camaleontica e sicura, sprigiona il suo carattere divertente e diretto

KTM 1190 Adventure MSC - Potenza sicura

Uno sguardo volge verso il cielo. Plumbeo, buio, minaccioso. Il contachilometri segna i 130 km/h, mentre comodamente le sospensioni ammortizzano tutti gli avvallamenti di un'autostrada che assomiglia più ad un tratto di sterrato. Sono comodo, non sento alcun avvallamento con il settaggio delle sospensioni su Comfort, e la mappatura Street, ma quelle prime goccioline sulla visiera non lasciano presagire nulla di nuovo.

Bene, abbiamo a disposizione la 'moto più sicura al mondo' a detta degli uomini austriaci, ed in effetti, il comparto tecnico della nuova KTM 1190 Adventure MSC è di quelli che si devono sottolineare: controllo di trazione impostato su 4 mappature differenti (Off-Road, Rain, Street, Sport), così come il setting delle sospensioni impostabile su 3 selezioni (Comfort, Street e Sport). Intendiamoci, tutto molto bello e importante, anche se - fortunatamente - 'scontato'.

L'invasione dell'elettronica l'ha oramai fatta da padrona, garantendo un'esperienza 'personale' ogni volta che si salta - è il caso di dirlo, visti gli 860 mm di altezza, tanti ma non troppo eccessivi grazie alla regolazione di 15 mm - in sella.

L'ABS ANCHE IN PIEGA - Eppure mi sento più sicuro. Già, perchè la nuova Adventure ha dalla sua il Motorcycle Stability Control, quel sistema ABS che permette l'intervento anche in piega. La rivoluzione è grande, perchè permette di prevenire la perdita di aderenza in frenata in curva, evitando la classica 'chiusura' dell'avantreno, o quella tendenza ad alzarsi verso la tangente in caso di pinzata. Devo concentrarmi: come un mantra non devo scordarmi le leggi della fisica. Ecco, va bene l'elettronica, ma in sella ci sono io, e Riding Mode, Forcelle e ABS devono aiutarmi, non sostituirmi.

COMODA, ANCHE TROPPO! - In autostrada è un pò plafonata, devo lavorare di spalle e con gli addominali per fare un cambio di direzione. Certo, comoda, ideale per un lungo viaggio, anche perchè il motore tira come un ossesso, con un'erogazione che definire lineare è poco. Ha una ripresa eccellente, ed anche in quarta marcia, sotto i 3000 giri/min, riprende brio e grinta che nemmeno faccio in tempo a realizzare.

Non oso immaginare però le curve: ho avuto un assaggio della potenza, ma quanto potrà cambiare un setting di una forcella o una mappatura? Diavolo se cambia! Sono fortunato: le curve del passo della Tolfa sono di casa, anche se quelle poche goccioline son diventate esponenzialmente di più e più frequenti.

UNA MOTO CAMALEONTE - Pazienza: cambio le sospensioni - comodo il sistema a frecce posto sul blocchetto sinistro - e passo alla selezione Street. L'Adventure si trasforma: da comoda, morbida in compressione e rilascio, plafonata e quasi pesante, diventa una belva reattiva e velocissima. Si indirizza in curva velocemente ma al contempo è graduale e morbida. E' anche e sopratutto sicura, perchè l'ABS non risulta mai invasivo, ma c'è.

Come un angelo custode, mi prende per mano quando decido di esagerare anche in frenata, entrando pinzato come se stessi entrando alla Casanova-Savelli. Poco importa se la strada presenta ghiaia e pioggia.

CONTRO-NATURA - Ecco, il punto è proprio questo: devo esagerare di proposito, forzando la mia coscienza ad arrivare a un livello tale che, in altre condizioni, avrebbe significato 'caduta', per far entrare in azione il sistema che chiude leggermente lo sterzo, e mantiene la traiettoria, quando in altre occasioni sarebbe stata chiusura garantita e caduta, o raddirzzamento e invasione di un'altra corsia.

Guido sciolto, grazie anche ad una posizione in sella veramente azzeccata nella triangolazione pedane, manubrio, sella. Posso caricarmi leggermente in avanti o guidare a busto eretto a seconda delle mie volontà.

CAVALLERIA FLUIDA - Il motore tira forte, è lineare, e se prima avevo avuto un assaggio di quei 150 cavalli e di quei 124 Nm, ora quasi mi sorprende per quanti giri ha a disposizione. Il suo comportamento è invero da bicilindrico, ma non ha la classica 'botta' di potenza iniziale in basso.

Seconda, terza, quarta, non uso altro tra i tornanti. Il motore è' più armonioso dai 3000 giri, e per dare il meglio, lo tengo tra i 6000 ed 10.000. Mi brama, sento quel sound roco che mi implora di assecondarlo. Ma che posso farci? Mi sento letteralmente il 'gas in mano', percepisco il controllo tra la manopola del gas e l'apertura della farfalla, la moto mi parla in maniera chiara e schietta, con una frizione tanto morbida e malleabile quanto precisa nello stacco.

Una risposta del genere l'ho ritrovata veramente poche volte, ed è questo uno dei punti chiave di una prova: sentire la moto fino in fondo, in così poco tempo.

Apro in uscita, spalanco tutto, la mia Adventure mi asseconda, con l'anteriore che galleggia, ed il posteriore reattivo che per tirarlo su mi basta un colpetto di reni!

Tra una curva ed un'altra oramai non freno più: preferisco giocare con la manopola del gas, e regolare io stesso l'erogazione. Anche forzando l'andatura, l'Adventure ci asseconda e scende in piega diretta e filante, con una velocità che la fa sembrare molto più snella dei suoi 230 kg.

La ciclistica è equilibrata c'è poco da dire, tanto da poterla giudare con le gambe, senza sforzi, spostandola con lo sguardo, grazie anche al cerchio anteriore da 19'', con il posteriore da 17''.

PARLAMI, TI CAPISCO - Non devo esagerare però, e le leggi della fisica me lo ricordano con due sonori avvisi. No, niente problemi in frenata, ma in accelerazione, quando, in piena fase 'mistica' affronto dei tornanti con entrambi i settaggi su Sport: l'erogazione è diretta, brillante e gustosa, sento la potenza tra le gambe, e la gestisco con il sorriso. Le sospensioni forse sono leggermente troppo rigide in compressione per un asfalto ancora umido. Risultato, derapata secca in uscita di curva, con il Traction che interviene. Ciò che soprende però è, come detto, la sensibilità del comando del gas, talmente diretta e senza filtri che mi permette di capire esattamente, in seguito, quanto poter aprire per non arrivare alla perdita secca di aderenza. Questo è comunicare!

CONCLUSIONI - Difetti? In effetti vibra un pochino troppo, e talvolta l'innesco della folle risultava difficoltoso, ma per il resto ho trovato una moto che fa della sicurezza e del trasformismo le sue armi migliori.

Ha il suo carattere, questo è indubbio. E' una moto schietta, diretta, potente, e non fa nulla per nasconderlo. Abbina la rabbia di una meccanica comunque fluida con la precisione ciclistica dell'abbinamento tra telaio e sospensioni elettroniche, con in più la sicurezza mentale di un sistema - l'MSC - che, come un angelo custode, ci può aiutare anche in fase di piega. Aiutare, non sostituire...

GALLERY KTM 1190 ADVENTURE

Per effettuare questo test abbiamo utilizzato i seguenti capi d'abbigliamento tecnico Dainese

 

SUPER SPEED PELLE

Abbinare un’ergonomia eccellente ad una tecnicità senza paragoni è da sempre un must per Dainese. Super Speed Pelle diventa il nuovo riferimento per i giubbotti sportivi da moto, grazie agli inserti brevettati Microelastic ed all’esclusiva ed estremamente resistente pelle bovina D-Skin, abbinata al resistentissimo tessuto S1, dalle proprietà elastiche bi- direzionali, nei punti che necessitano maggior mobilità. Spalle co-iniettate con inserti in alluminio, predisposizione per paraschiena e protettore toracico, foratura piazzata, prese d’aria su petto e fianchi, gobba aerodinamica e fodera trattata con ioni d’argento e con inserti in tessuto 3D Bubble sapranno soddisfare anche i motociclisti più esigenti.

 

FULL METAL PRO

Tutta la tecnologia e l’esperienza maturata da Dainese nelle corse e nella collaborazione con i grandi campioni del motociclismo ha portato allo sviluppo di questo guanto racing dal livello di sicurezza elevatissimo, e che mantiene allo stesso tempo un grande comfort di guida. Costruito utilizzando i materiali più resistenti e all’avanguardia, come titanio, fibra di carbonio, filo di Kevlar®, per consentire un’elevatissima resistenza all’abrasione e all’assorbimento degli impatti, presenta soluzioni tecniche frutto dello studio ergonomico e dei punti più sollecitati in caso di caduta.

 

AGV CORSA

Anziché progettare a partire dalla calotta esterna, AGV STANDARDS, modello del quale il CORSA fa parte, inizia dalla testa del pilota le cui misure sono tradotte in un formato digitale, tramite una scansione laser. La scansione tridimensionale è una tecnologia estrememante precisa (al decimo di millimetro) che permette la trasformazione in dati digitali delle forme antropomorfe e successivamente condurre studi puntuali sulla fisionomia umana che sono il punto di partenza per la progettazione delle parti del casco a contatto con il viso. Il casco, riprodotto in tutte le sue parti mediante un modello matematico, consente l’effettuazione di analisi FEM  (Analisi agli Elementi finiti) che simula al computer una serie di crash test che riproducono non solo i test di omologazione ma anche prove secondo i più severi standard di AGV.

PEAK D-DRY

Protettori compositi removibili certificati secondo la norma EN 1621.1/97

Pro-Shape: protettori morbidi certificati secondo la norma EN 1621.1/97 sui fianchi

Tessuto poliammide alta tenacità

Regolazione ampiezza fianchi

Cerniera su fondo gamba

Cerniera aggancio giubbino-pantalone

Protettori ginocchia regolabili in altezza

Temperature adjustment

Membrana di marca D-Dry® impermeabile e traspirante

Tessuto esterno con trattamento idrorepellente

Membrana laminata con tessuto esterno

Fodera termica removibile

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