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MotoGP, Dall'Igna: Factory2? non sono felice

"So che un compromesso è necessario. Fra tre mesi la progettazione della nuova Ducati"

La Ducati si è presentata nell’Audi Forum, a due passi dall’entrata dell’aeroporto di Monaco. Una scelta precisa, che sottolinea il legame tra la Casa madre e quella di Borgo Panigale. “Non ci interessa lo spirito olimpico, noi vogliamo il podio”, hanno subito sottolineato i vertici dei quattro cerchi. Gigi Dall’Igna ha una bella responsabilità, che però accoglie con leggerezza e un sorriso. Non sottovaluta l’impresa ma sa che con il giusto metodo nessun traguardo è irraggiungibile.

Fra pochi giorni si comincerà a fare sul serio.

E’ la sfida più importante della mia vita, sono orgoglioso di lavorare per Ducati. La cosa più importante per me era invertire la tendenza negativa degli ultimi anni. Mi sono concentrato su due punti, la riorganizzazione interna migliorando la comunicazione tra azienda e pista e lo sviluppo della moto”.

Sei in Ducati da pochi mesi, ma hai già fatto una scelta importante come quella di aderire alla Open.

Avevamo questa opportunità e la Open è molto importante nell’ottica di sviluppo della moto, perché abbiamo ancora molte cose da cambiare. Potremo intervenire sul motore e provare coi piloti su più piste”.

È una decisione fatta anche guardando al futuro?

La Open è nata per ridurre i costi della MotoGP, nel 2015 vogliamo mettere in vendita una moto veloce e che sia in linea col prezzo dei rivali. È importante per tutto il campionato che Ducati abbia fatto questa scelta”.

I primi risultati ci sono stati già nei test invernali. Come hai lavorato?

Siamo andati bene, tempi e passo sono stati buoni e i piloti sono stati positivi. C’è ancora lavoro da fare ma siamo sulla strada giusta. Ho cambiato la filosofia nello sviluppo, prima ci si concentrava solo su un singolo problema, io invece preferisco concentrarmi su tutte le aree, cercando di raccogliere decimi preziosi in ogni parte”.

Quali sono gli obiettivi per la stagione, ora?

Difficile parlarne dopo soli tre test, aspettiamo le prima quattro gare, poi potrò essere più chiaro sullo scenario per il 2014”.

Eppure avete già spaventato gli avversari, la Factory 2 ne è la conseguenza.

La decisione che abbiamo preso ha reso qualcuno infelice, anche se non era nostra intenzione. Abbiamo scelto la Open solo perché ci permetteva lo sviluppo della moto. Ora però qualcosa e cambiato, ci saranno nuove regole ma per ora non so cosa succederà”.

Sembra una regola anti-Ducati.

La richiesta dell’organizzatore sembra effettivamente essere indirizzata a nostro sfavore. D’altra parte non vivo nel mondo di sogni, ma in quello reale. Posso non capire il motivo di questo cambiamento ma so che a volte bisogna accettare compromessi. Non che questo ci renda felici”.

La Factory 2 prevede meno motori e meno benzina, come potrebbero influire questi due aspetti?

“Nove propulsori sono comunque un buon numero per lo sviluppo, anche perché la limitazione arriverebbe quando si è già raggiunto un buon livello di competitività. Mi preoccupano di più i minori litri di benzina perché il software Open non permette molte strategie per la gestione dei consumi”.

La nuova versione del software è proprio il motivo del contendere con le altre case.

Il regolamento prevede che chiunque possa fare richiesta di cambiamenti, a patto che vengano messi a disposizione di tutti. Se sono di interesse generale il costo dello sviluppo è a carico di Dorna, altrimenti di chi li ha richiesti. Si fa così in tutte le classi Moto3 compresa”.

Allora perché queste lamentele?

“Logicamente chi richiede le modifiche è più avvantaggiato quando vengono introdotte, perché le conosce. Per gli altri ci va più tempo per implementarle, fa parte del gioco. Inoltre a tutte le Case è stato chiesto il proprio contributo e noi abbiamo accettato di darlo”.

Dietro alla Factory 2 sembra esserci la Honda piuttosto che i piccoli team.

Sono supposizioni che messe in bocca a me non stanno bene”.

Cosa avete chiesto in concreto?

Per esempio una ridondanza nei sensori della piattaforma inerziale, anche per motivi di sicurezza. Perché non succeda quello che è accaduto a Pedrosa ad Aragon. E' interesse di Dorna che il software Open sia molto vicino a quello Factory, considerato che sarà il futuro della MotoGP”.

Torniamo alla moto, quali difficoltà ci sono a lavorare su un progetto di altri?

Niente di nuovo, in tutta la mia carriera sono partito da un foglio bianco solo una volta. Le altre ho sempre lavorato sullo sviluppo. La cosa più importante è rimanere clami, valutare bene ogni modifica e capire i problemi a fondo. Inoltre avere ben presente i tempi necessari”.

Allora qual è il segreto del miglioramento nei test?

Ho fatto solo il mio lavoro e preferisco sempre muovere il cervello prima delle mani. Ogni mossa deve avere un motivo. Devo poi ammettere di avere trovato grandi competenze tecniche in Ducati e anche umanamente i rapporti sono perfetti”.

Quando vedremo la nuova moto?

Ho ancora bisogno di due o tre mesi per capire a fondo la Desmosedici, poi inizierò a lavorare per il futuro”.

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