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MotoGP, Qatar: Yamaha davanti, brilla la Open

I TEMPI. Aleix Espargaró precede Smith e Pol. In ritardo Iannone (6°), Petrucci con Aprilia 16°

Le Yamaha dominano in Qatar nella prima giornata di test, ma è una Open a essere davanti a tutti. Aleix Espargaró ha infatti staccato il miglior riferimento nelle prove di Losail facendo segnare 1’55”386. Il record del circuito non è distante, due decimi appena, e lo spagnolo è stato più rapido del miglior giro in gara nel GP dello scorso anno (1’55”445 di Marquez). Il pilota di Forward sta quindi confermando le ottime prestazioni delle prime uscite di Sepang e a stupire – in negativo – è semmai il 7° tempo del suo compagno di squadra Edwards. Colin non riesce ancora ad adattare il suo stile di guida al telaio della M1 (e quello FTR non è ancora pronto) e paga più di un secondo e mezzo nella lista dei tempi.

Incisive anche le altre Yamaha in pista, quelle del team Tech 3. Bradley Smith è riuscito a scendere sotto il 1’56 e il suo tempo (1’55”639) lo mette al secondo posto, a due decimi e mezzo da Aleix. Buon terzo posto per l’altro fratello Espargaró, Pol, distante 0”686 dal capoclassifica.

Alle spalle delle moto di Iwata le due Honda Factory di Bautista e Bradl, che hanno girato con lo stesso tempo al millesimo (1’56”081). Senza i piloti ufficiali, la RC213V sta però deludendo e il ritardo da Aleix sfiora i 7 decimi, anche se Stefan ha dimostrato un buon ritmo. I due ‘privati’ hanno comunque contenuto i danni, mentre più staccato è Andrea Iannone. Il pilota di Vasto è fra quelli che ha passato più tempo in pista (63 giri), ma il cronometro non è stato dalla sua parte con un ritardo di 1”394. Andrea sta comunque portando avanti un lavoro importante sulla GP14, proseguendo lo sviluppo della moto in configurazione Open. Peggio di lui, sulla GP13, Hernandez, 8° a quasi due secondi.

Se Atene piange, Sparta non ride e le Honda Open recitano ancora una volta il ruolo di comprimarie. Hayden non è riuscito ad andare sotto il 1’57”574, che significa 2”188 da Espargaró. Alle sue spalle ci sono Redding (a 2”536) e Aoyama (2”765).

Tanto lavoro da fare anche per Danilo Petrucci alla prima uscita sull’Aprilia. Il ternano deve conoscere la moto, come la squadra, e contemporaneamente portare avanti il lavoro sull’elettronica Marelli, considerando che fino all’anno scorso la moto di Noale usava un sistema proprietario. Petrux ha chiuso la prima giornata in penultima posizione, con un distacco che sfiora i quattro secondi.

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