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MotoGP, Alonso: la Open avvantaggia Ducati

In Qatar una riunione con i team Open per impedire alla Rossa di usare il nuovo software

Si dice che a pensar male si fa peccato, ma ci si prende quasi sempre. Vale anche per il motomondiale e la nuova idea della Factory 2, da qualcuno già ribattezzata ‘la regola anti-Ducati’. Del resto è palese che la nuova norma, partorita a una manciata di giorni dall’inizio del campionato, sia una specie di assicurazione ai danni della Casa bolognese, che non ha fatto altro che aderire a un regolamento accettato da tutti e pubblicato mesi fa. Ezpeleta ha affermato che la Ducati fosse stata avvertita per tempo e persino d’accordo sul cambio regolamentare, in verità la proposta è arrivata a Borgo Panigale da pochissimo e per ora i vertici non vogliono sbilanciarsi prima di averla esaminata a dovere.

Intanto il Direttore Tecnico del campionato Corrado Cecchinelli ha programmato per oggi a Losail (dove è presente anche Gigi Dall’Igna) una riunione con tutti i team Open. Lo scopo è quello di impedire alla Ducati di utilizzare il nuovo software portato a Sepang. Una versione più evoluta, che secondo il promoter le altre squadre non sarebbero pronte a utilizzare. Peccato che sia stata la stessa Dorna a dare precedentemente l’OK alla sua introduzione.

Come se non bastasse la confusione attuale che sta alimentando le critiche, Javier Alonso, Direttore Generale Area Eventi di Dorna, ammette candidamente come il bersaglio della Factory 2 sia proprio la Ducati. "Abbiamo analizzato i due test in Malesia ed era evidente che, specialmente a Sepang 2, la seconda versione sviluppata dalla Magneti Marelli offre prestazioni straordinarie – ha detto il manager - Ma la realtà è che in questo momento, l'unico costruttore pronto per questo tipo di software è Ducati. Questo può generare una serie di vantaggi, unitamente alle norme tecniche a disposizione per la Open, che sono il motivo per cui abbiamo avanzato questa proposta sul tavolo della GP Commission, per evitare che un costruttore possa arrivare ad avere un vantaggio eccessivo".

Un’affermazione che fa sorridere, in quanto è stata – come da regolamento – la stessa Dorna prima a prevedere la possibilità di modificare il software e poi ad approvare la nuova versione. Tutto secondo le regole, che però adesso non vanno più bene.

Javier Alonso"Come campionato, quello che vogliamo è che tutti sfruttino al massimo le più alte tecnologie che siamo in grado di offrir loro, tra cui questo software, ma capiamo anche, per quanto evinto dai team privati, che tuttavia non sono ancora pronti a utilizzare il software completo – ha continuato - Ovviamente la scorsa stagione Ducati non era al livello di Honda e Yamaha, e hanno così cercato una soluzione nel rispetto delle regole per migliorare la loro posizione in griglia e in gara. Ma abbiamo capito che alla fine non sarebbe giusto prendere troppo vantaggio e finir col vincere con più armi rispetto agli altri produttori. Pensiamo quindi che questa proposta che abbiamo messo sul tavolo sia quella giusta".

La dialettica della Dorna qui incomincia a fare acqua da tutte le parti. Se non avessero voluto che le Case si schierassero nella Open – che invece è l’obiettivo dichiarato per il futuro – avrebbero potuto prevederlo nel regolamento. Invece di farlo, stanno chiudendo la proverbiale stalla quando i buoi sono ormai scappati. Parlare di ‘giusto’ o ‘sbagliato’ non ha senso, meglio sarebbe riferirsi alla correttezza dal punto di vista del regolamento e Ducati è inattaccabile da questo punto di vista. Tanto più che anche Honda e Yamaha avrebbero potuto passare in corsa alla Open. Come avrebbero potuto collaborare per lo sviluppo del software, considerato che l’invito era stato rivolto anche a loro.

Il castello di carte crolla completamente quando Alonso afferma che l’impegno di Dorna è quello di “cercare di sviluppare il miglior software possibile e che le Case capiscano quanto sia valido per le loro moto. Di fatto, quello che stiamo facendo è chiedere il supporto diretto delle stesse Case nel sviluppare questo software. Il nostro approccio è come dire 'sentite, abbiamo questo software, qualora voi riteniate si possa migliorare, noi vi mettiamo a disposizione la tecnologia, il know-how, lo andremo ad applicare in concreto, l'unica cosa che chiediamo è che tale miglioria venga utilizzata dagli altri concorrenti'. Ogni volta che si può migliorare qualcosa, noi vogliamo migliorarla”.

Gigi Dall'Igna e Andrea IannoneIl cortocircuito ormai è completo. Da una parte si chiede alle Case un aiuto per lo sviluppo, poi quando un’azienda come Ducati risponde alla chiamata, si cerca di penalizzarla. Tutto senza conoscere neanche quali siano le reali prestazioni della Rossa, che in versione Open ha girato per appena una giornata e mezza in Malesia e per tre in Australia, ma in questo caso impegnata in un lavoro per la Bridgestone. Un processo alle intenzioni quello messo in piedi, che per ora ha avuto il solo risultato di gettare un po’ di ridicolo sul campionato MotoGP.

Le Open erano state presentate – anche – come il mezzo per attirare nuove Case nel campionato. Un osservatore esterno che vede il modus operandi di Dorna probabilmente tirerà le proprie conclusioni da sé. Il libro dei regolamenti sembra essere diventato una banderuola da girare dove tira il vento, soprattutto quando arriva da Tokyo. La voglia adesso è solo che si accenda la prima luce verde della stagione e magari accorgersi nella notte del Qatar che tutto è stato un sogno. Sarebbe bello, ma così non è.

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