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Moto3, Ambrogio trasforma i piloti in iron man

Allenamento ispirato dai rugbisti. Caponera: "quest'anno vogliamo salire sul podio"

Tra pochi giorni, si farà sul serio negli ultimi test di Jerez e poi in Qatar, per la prima gara dell’anno. Brad Binder e Jules Danilo, piloti del team Ambrogio, tirano un respiro di sollievo: hanno trascorso un inverno speciale, sulle montagne del Mugello, in un training che ha mescolato i modelli di allenamento dei motociclisti a quelli dei rugbisti.

Hanno passato ore in mezzo al fango e in strane attività di fatica, che nemmeno pensavano si potessero immaginare. Tornare in sella alle moto, nella routine del Gran Premio, sarà un sollievo. Con un obiettivo: puntare in alto. Perché dopo tanta fatica, una ricompensa ci deve essere per forza. Lo hanno dichiarato senza mezzi termini domenica pomeriggio, a Firenze, alla presentazione ufficiale della stagione. Ma giusto il tempo di farsi vedere, perché per loro, domenica o non domenica, l'allenamento continuava anche la sera.

Brad BinderSo dove voglio arrivare, in questa stagione: sul podio – ha affermato Brad Binder - Sarà un campionato tra i più difficili degli ultimi anni. Ci sarà da sgomitare, in un quadro di concorrenza fortissima. Il più piccolo errore ti relegherà ai margini. Mi sono rotto le ossa, quest'inverno, in una preparazione così attenta, così intensa come non mai. La pianificazione del lavoro sotto stress mi ha ricordato, ogni giorno, cosa significhi affrontare una gara. Ho capito che un pilota del Motomondiale non si può rilassare mai; mi sono anche convinto che posso fare una bella stagione”.

Anche Jules Danilo è pronto a salire sulla sua Mahindra. “E' bellissimo allenarsi scendendo in mountain bike – ha spiegato - Il brutto è che, prima di scendere, bisogna salire. Per non parlare del resto del programma di training. Non mi era mai capitato di faticare a questo modo: dopo una settimana, per camminare dovevo impegnarmi seriamente... ho raggiunto un livello che non credevo possibile, per me. Non vedo l'ora di affrontare gli ultimi test e, soprattutto, la prima gara, per verificare il nostro potenziale: sarà un campionato emozionante”.

Fiorenzo Caponera, il team manager, non ha nascosto i propri obiettivi: “non abbiamo cercato piloti che fossero già campioni consolidati, ma ragazzi da formare. Farli diventare professionisti è la nostra vocazione; poi, anche vincere, se ci riusciamo. Di sicuro, vogliamo vederli costantemente nei primi dieci, perché trovarsi in quel gruppo significa potersi considerare di diritto tra ed avere raggiunto il primo obiettivo, il professionismo. Quest'anno, siamo intenzionati a compiere un altro passo in avanti e salire il primo scalino del podio. Brad Binder, a diciotto anni appena, è il nostro ‘pilota esperto’. La moto ora la conosce; l'anno scorso ha fatto belle cose, quest'anno deve completare il percorso. Danilo ha gareggiato con noi in due GP, nel 2013, sostituendo un pilota infortunato. Mi ha colpito, per quanto giovane, la dedizione al lavoro: quel suo desiderio di costruire il proprio percorso e inseguire gli obiettivi, passo dopo passo. Sarà quest'anno il nostro rookie, in scia a Brad”.

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