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SBK, La velocità in testa: i caschi 2014

FOTOGALLERY: le grafiche di Laverty, Giugliano, Melandri, Sykes, etc.

Il casco è da sempre un oggetto di culto nelle corse. Per diversi motivi. Protegge la mente del pilota, ne cela lo sguardo e le espressioni al pubblico adorante, riflette la sua personalità attraverso la scelta di colori, motivi, e disegni.

A Phillip Island, i piloti della Superbike hanno svelato le grafiche per la stagione a venire, tra conferme e novità. Vista la pausa forzata imposta al campionato durante il mese di marzo, perché non ingannare l'attesa analizzando alcuni degli "elmi" più iconici visti "down under"?

SYKES, CASCO CHE VINCE NON SI CAMBIA – Il campione in carica su Kawasaki ha lasciato pressoché invariata la grafica che lo ha accompagnato nel 2013, anno del suo primo titolo iridato. Il britannico ha in testa diversi ideogrammi "generalisti" (ad esempio, forza, successo, coraggio, etc.) su sfondo verde con l'ormai classica fascia centrale rossa. I dettagli cromati danno poi l'ultimo tocco da guerriero dei manga. Al posto della katana, però, a Sykes basta impugnare la leva del gas…

MELANDRI…ANIMALISTA – Il ravennate ha portato in Australia un compagno d'eccezione: il canguro, che "ospita" il consueto riccio portafortuna nel marsupio. I colori dominanti sono il blu e arancio che hanno accompagnato "Macio" in tante stagioni, e la grafica definitiva non dovrebbe scostarsi di molto da questa. Anche i fan, interpellati tramite sondaggio via Twitter, sembrano aver gradito…

GIUGLIANO BANDITO – Il tricolore è ormai il marchio di fabbrica del pilota Ducati, che ha mantenuto sulla nuca la caricatura del bandito siciliano quasi omonimo (dalla storia nebulosa, e da molti ritenuto una sorta di Robin Hood italiano). Con coppola, lupara, e pallottole incamiciate, si può parlare di un assalto al titolo in piena regola…

LAVERTY FIGHTING IRISH – Dopo essere passato da Aprilia (non senza polemiche) a Suzuki, il pilota di Toomebridge ha cambiato leggermente grafica per sottolineare ancora di più la propria eredità irlandese: oltre alla classica striscia verde, è stata aggiunta la caricatura del cosiddetto "fighting Irish", personaggio chiamato a simboleggiare l'indole indomita della popolazione d'oltremanica e famoso soprattutto come mascotte dell'università di Notre Dame. Solo che, al posto del leprecauno, è lo stesso pilota in tuta e stivali che invita gli avversari a farsi sotto…

BEST OF THE REST – C'è chi si affida al classico sponsor senza troppi fronzoli (Jonathan Rea) e chi invece osa con motivi da "Febbre del Sabato Sera" (Niccolò Canepa, anche se la mascotte ricorda "Arancia Meccanica"). L'inglese, comunque, domina. Leon Haslam ed Alex Lowes ci mettono la bandiera (rispettivamente di Inghilterra e Gran Bretagna), Chaz Davies la mischia al leone inglese, mentre Claudio Corti anglicizza il proprio cognome in "Shorts" e fa lo spelling del numero. A voi quali piacciono di più? Scriveteci QUI!

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