Tu sei qui

MotoGP, Rossi vola ma la Honda detta il ritmo

La RC213V di Pedrosa è più costante. Le Open Yamaha e Ducati convincono. La RCV1000 R arranca

Non fatevi ingannare dal primo tempo di Valentino Rossi, perché è lui il primo a sapere che non basta ancora. Il Dottore questa mattina ha piazzato il migliore crono dei tre giorni di test, è stato l’unico a scendere (anche se di poco) sotto i due minuti, ma il riferimento in pista è un altro. Dani Pedrosa, con un tempo identico a quello di Vale è quello più in forma sul passo.

Le Honda si adattano al meglio alle nuove Bridgestone, croce invece della Yamaha, e il catalano l’ha dimostrato proprio sul ritmo di gara. Dani è stato l’unico a fare una simulazione gara sulla distanza dei venti giri senza mai salire sopra i 2’01”. Un passo di riferimento e una costanza che, per ora, non lascia speranze agli avversari.

Valentino, da parte sua, può tornare a casa con la soddisfazione di una prima posizione meritata e un grande lavoro sulla M1. Il pesarese, protagonista di long run nei giorni precedenti, oggi non ha fatto una simulazione di gara. La sua uscita più lunga è stata di 7 tornate, di cui solo tre sotto i 2’02”, poi ha dovuto fermarsi per problemi alla gomma anteriore. La prestazione assoluta è quindi alla sua portata, ma il ritmo è da migliorare.

Anche perché gli avversari sono molti e le Open fanno paura. Dovizioso non solo ha il terzo tempo di giornata e il terzo assoluto (realizzato con la Factory), ma nonostante una GP14 ancora da sgrezzare ha completato 14 giri (con la Open) partendo dal 2’01” alto per finire con 2’02”. Ancora più incisivo Aleix Espargaró non più solo un fulmine sul giro secco, ma capace di impressionare con 14 giri agli stessi livelli della Ducati. Segno che le Open potrebbero dare qualche grattacapo non solo in qualifica, specialmente ora che la Casa di Borgo Panigale può lavorare su un’elettronica di cui gioveranno tutti.

Lo ha dimostrato anche Crutchlow, anche lui alle prese con qualche long run, mai superiore ai 10 giri, in cui ha tenuto tempi in linea con il suo compagno di squadra. Più in difficoltà invece Andrea Iannone, che non ha provato long run e sembra faticare molto con la D16 nella nuova configurazione dopo i buoni risultati di inizio mese sulla Factory.

In questo quadro manca Jorge Lorenzo, infuriato con le nuove gomme Bridgestone. La spirale negativa in cui si è trovato non accenna a cambiare verso e se Valentino si è tolto il casco prima della 14, il maiorchino ha continuato a girare, segno di problemi da risolvere. Oggi Jorge è riuscito a scendere sotto i 2’01” e anche a fare una parziale simulazione di gara di 14 giri che forse gli ha dato qualche sicurezza in più. Il suo ritmo è tra il 2’01” alto e il 2’02” basso, non certo un risultato che possa restituirgli il sorriso.

Chi continua ad avere problemi è la RCV1000R, la Open in salsa Honda. Nicky Hayden oggi è andato vicino al tempo realizzato ieri, ma senza migliorarlo e il suo distacco dai primi nella classifica di giornata. Mentre le altre Open volano, la moto di Tokyo è ancora sulla pista di rullaggio e la situazione di Redding, Aoyama,e Abraham è ancora peggiore. La Honda ha ancora tre giorni di test in Qatar per cambiare una direzione che sembra portare in un vicolo cieco. Rimane un mistero Edwards, che sulla stessa moto del compagno di squadra, si vede rifilare più di un secondo e mezzo nel confronto.

 

 

Categoria: 

Articoli che potrebbero interessarti