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MotoGP, Iannone: sarò felice solo sul podio

"Vedere Marquez vincere è stato duro. Open? bisogna valutare pregi e svantaggi"

Mercoledì Andrea Iannone salirà di nuovo sulla Ducati GP14, nel primo dei tre giorni di test a Sepang. L’obiettivo è quello di continuare sulla strada intrapresa a inizio mese, quando la nuova moto ha portato ottimismo nel box e sui volti dei piloti. Il pilota di Vasto, con un anno di esperienza sulle spalle, vuole giocarsi al meglio le sue carte e sa che forse l’occasione si sta avvicinando. “Anche ripensandoci a freddo, gli scorsi test sono stati molto positivi, non solo per me ma per la Ducati in generale”, afferma.

Sembri ancora sorpreso.

Sinceramente non mi aspettavo un miglioramento così grande in così poco tempo. Sono stupito, ma adesso l’importante sarà riconfermare i progressi fatti”.

Un risultato merito più della tua crescita o di quella della moto?

Nei test di Valencia di fine stagione ero stato il più veloce dei piloti Ducati e anche nelle ultime gare mi ero avvicinato molto ad Andrea e Nicky, soprattutto in Malesia e in Australia. Nella seconda parte dello scorso anno sono cresciuto molto e devo anche ringraziare la Ducati per questo. Quindi direi che un miglioramento da parte mia c’è stato, ma anche la moto ha fatto lo stesso. Non ci sono state enormi modifiche ma hanno comunque funzionato e si è visto”.

La partenza è stata buona, dove vuoi arrivare?

Il mio obiettivo è sempre lo stesso, come ho fatto in 125 e in Moto2, voglio stare con i migliori anche in MotoGP. Non ho mai corso solo per partecipare e non sono felice se finisco una gara nei primi 10, lo sono quando sono sul podio”.

Quindi il 2013 è stato un anno difficile per te, anche mentalmente.

Vedevo Marquez che vinceva e fino all’anno prima ero lì con lui, a giocarci le gare insieme. Era una situazione che mi pesava molto, fino a quando non ho cambiato approccio”.

In che modo?

Ho capito che dovevo modificare i miei riferimenti, in qualche modo rassegnarmi a non potere lottare con i primi. Ho incominciato a confrontarmi solo con i risultati dei miei compagni di marca. E ha funzionato”.

Andrea IannoneSarà così anche quest’anno?

Per me c’è solo un modo per iniziare la stagione ed è quello di considerare tutti alla pari. Io cerco di fare il mio meglio e poi scoprirò il mio livello. Non ci si può mettere dei limiti prima di partire, bisogna provarci sempre”.

In queste settimane prima dei test hai avuto notizie sullo sviluppo dalla Ducati?

“Sono sempre in contatto con il mio ingegnere di pista che è spesso a Borgo Panigale. Non penso che avremo grandi novità, ma abbiamo ancora molto lavoro da fare sulla GP14. Nello scorso test non abbiamo avuto il tempo per affinare l’assetto, dobbiamo migliorare in frenata”.

Avrai anche una Desmosedici in configurazione Open nel box?

Io spero di avere due moto, considerato come ne ho ridotta una la scorsa volta (ride). Della Open non so niente”.

Ma potrebbe essere una possibilità.

Non conosco i piani di Ducati, ripeto, ma è una scelta che deve essere valutata attentamente. Esaspargaró è stato veloce, ma solo per due giri, grazie alla gomma morbida. A noi non interessano questo tipo di prestazioni, anzi l’obiettivo è l’opposto, quello di essere competitivi sul passo”.

Però ci sono anche dei vantaggi.

Sicuramente quello di potere lavorare sul motore. Resta da capire se però l’elettronica Open non possa essere un limite troppo grande”.

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