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SBK, Australia, Laverty: paradiso e inferno

"Gara perfetta, potevo fare il bis". La caviglia frena Lowes: "non riuscivo a cambiare"

Nella gara di apertura della SBK a Phillip Island, Eugene Laverty ha centrato una vittoria storica. Innanzitutto, ha riportato la Suzuki in vetta al podio, dove mancava dal 2010 a Kyalami con Leon Haslam, ma è anche riuscito nella difficile impresa di vincere due gare consecutive su moto diverse (fece doppietta a Jerez nella GP di chiusura con Aprilia nel 2013).

"Ho pensato a questa possibilità un milione di volte – ha commentato – È stato come vivere un sogno. La Suzuki non vinceva da 94 GP. Avevo promesso alla squadra che la striscia negativa non sarebbe arrivata a 100, ma non credevo onestamente di riuscire a interromperla così in fretta. Essere così indietro dopo la partenza e riuscire a rimontare e vincere è stato fantastico. È stata una gara perfetta".

Sfortunatamente per lui, al trionfo ha fatto seguito una rottura del motore in Gara 2, aggravata dal fatto che quest'anno i motori siano contingentati (otto a stagione per i piloti SBK, sei per i piloti EVO).

"Non è certo una situazione ideale. Se avessi almeno rotto più vicino al traguardo, avrei potuto spingere la moto ai box (entro i 5 minuti regolamentari, ndr) e prendere punti. Ero in una buona posizione per puntare al bis. La pista era abbastanza scivolosa, ma in alcuni parti riuscivo ad essere più veloce dell'Aprilia ed ero sicuro di poter sorpassare Guintoli nonostante il deficit nella velocità di punta".

Lottando a stretto contatto con i rivali, Laverty ha anche avuto modo di osservare pregi e difetti delle rispettive moto.

"Guintoli aveva il passo migliore, ed il grip posteriore delle Kawasaki consentiva a Sykes e Baz di uscire molto forte dalle curve, mentre l'agilità è il punto forte della mia Suzuki. È stato un fine settimana di alti e bassi ma, se mi avessero detto che avrei vinto la prima, ci avrei messo la firma. Questa squadra ha lavorato sodo per prendermi con loro, ed ha mantenuto le promesse dal punto di vista tecnico".

Deluso Alex Lowes che, dopo essere stato il più veloce nei test, ha pagato a caro prezzo una caduta in prova al venerdì che lo ha lasciato con una caviglia malconcia.

"Ho spinto al massimo ma non avevo molto da dare – ha detto l'esordiente – Gli errori in gara sono dovuti al piede infortunato. Mi hanno fatto un'iniezione di anti-dolorifico, ma ho perso sensibilità e non riuscivo a cambiare le marce in modo appropriato. Dopo il passo trovato nei test, sono sicuro che avrei potuto puntare al podio, se non di più".


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