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SBK, Gara 1: Laverty, vittoria in rimonta

Prima vittoria Suzuki dal 2010. Melandri e Guintoli a podio, 4º Giugliano

Eugene Laverty si è aggiudicato la gara di apertura della Superbike, regalando a Suzuki una vittoria che mancava dal 2010 (con Leon Haslam). Partito male, l'irlandese ha messo in scena una rimonta irresistibile una volta liberatosi dal traffico degli inseguitori, fino a portare l'attacco decisivo alla prima staccata, ad una manciata di giri dal termine.  Sul podio anche Melandri e Guintoli mentre Giugliano, dopo una prima metà all'attacco, è stato costretto ad accontentarsi del quarto posto.

LA CRONACA – Guintoli scatta bene dalla prima fila e si porta in testa davanti a Melandri e Giugliano. Ottimo spunto anche di Rea, che si porta in quarta posizione davanti a Sykes, Davies e Laverty. Brutta partenza per Lowes, che si trova nel traffico e scivola in undicesima posizione.

Davies supera Sykes con un sorpasso preciso alla staccata della curva 10, e si porta in quinta posizione. I primi quattro tentano una mini-fuga, e la distanza tra Guintoli e Davies ammonta a due secondi. Il gallese risponde però con il giro veloce provvisorio, con un 1'30.949 che gli fa recuperare un paio di decimi sui primi, ma Rea resta davanti a lui. Molti i cambi di posizione nel secondo gruppo, con Sykes e Laverty a scambiarsi sorpassi. Al terzo giro, Lowes cade alla prima curva. A terra anche Elias ed Haslam, entrambi alla 12.

La lotta per il quarto posto è senza esclusione di colpi: Rea, Davies, Laverty, Baz e Sykes sono racchiusi in pochi millesimi. La lotta favorisce Guintoli, Melandri, e Giugliano, separati da soli tre decimi ma con tre secondi abbondanti di margine sugli inseguitori. Il trio è l'unico a girare in 1'31 basso, ma esita ad aprire le ostilità.

All'ottavo giro, Laverty comanda il secondo gruppo con un piccolo margine su Rea e Baz, e si mette a caccia dei primi con una serie di giri consecutivi dove recupera mediamente un o quattro di decimi. Sykes e Davies, a loro volta, inseguono a circa mezzo secondo di distanza. Il campione in carica recupera, mettendosi in lotta con Baz e Rea per il quinto posto, mentre il gallese non riesce a tenere il passo.

A metà gara, Laverty ha praticamente ripreso i primi tre. Giugliano prova allora a rispondere e passa Melandri alla staccata della curva 4. Non sbaglia, perché anche Laverty "buca" il ravennate nel giro di poche curve. Il pilota Aprilia appare leggermente in crisi, e al 12º giro è un secondo più lento dei primi tre.

Laverty è inarrestabile, gira nuovamente tre decimi più veloce degli avversari e si porta in seconda posizione, a caccia di Guintoli. Anche Melandri tenta una reazione, e passa Giugliano per riportarsi virtualmente sul podio. Il distacco dai primi due è però di mezzo secondo quando mancano soli sette giri al termine. In nona posizione, Canepa guida un terzetto di EVO davanti a Salom e Allerton (sostituto di Barrier).

L'attacco di Laverty arriva tra la prima e la seconda curva, e l'irlandese passa Guintoli senza intoppi, prendendo subito otto decimi di vantaggio. Giugliano, in crisi con le gomme, perde invece terreno, girando un secondo più lento.

Nelle ultime tornate, Laverty continua a martellare giri in 1'31 basso, arrivando ad accumulare quasi tre secondi di vantaggio, mentre Melandri riesce a passare il compagno di squadra alla staccata dell'Honda airpin e centrare la seconda posizione. Quarto posto per Giugliano, poi Baz, Rea, e Sykes. Salom, nono, si aggiudica il primato nella EVO per pochi millesimi su Canepa. Tredicesimo posto per Claudio Corti su MV Agusta.

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