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SBK, La FIM abbassa le quote per omologazione

Si passa da 2000 a 1000 unità in due anni. Quota di apertura resta 125

L'atteso cambio del regolamento della SBK per quanto riguarda le quote minime di produzione necessarie per ricevere l'omologazione FIM è stato comunicato in concomitanza con il round di apertura a Phillip Island.

Se il testo 2013 parlava di 125 moto alla prima ispezione, 1000 alla fine del primo anno di competizione e 2000 alla fine di quello successivo (articolo 1.2.1), ora il numero minimo di unità è stato abbassato a 250 entro la fine del primo anno e 1000 entro la fine del secondo anno. Invariata la quota di apertura (125), che però non dovrebbe rappresentare un ostacolo anche per i costruttori più piccoli.

Sparito, rispetto al testo precedente, l'obbligo di raggiungere le 500 unità entro il 30 giugno dell'anno in cui viene ricevuta l'omologazione. Pare non sia stata, almeno per ora, accolta la proposta di un introdurre un tetto al prezzo dei modelli omologabili. Tale misura, consentirebbe di arginare la possibilità di competere con "limited edition" di modelli già esistenti, alterando sostanzialmente il livello della competizione ed aggirando le filosofie basilari del regolamento. Anzi, a ben vedere, la riduzione delle quote minime di produzione sembra favorire esattamente questo scenario.

Proprio oggi era in programma una riunione tra le varie Case ed il Direttore Tecnico Scott Smart riguardo al regolamento 2015. Visti i tempi di pubblicazione di quello attuale nella sua forma definitiva, meglio cominciare con largo anticipo.

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