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SBK, Ducati: Dall'Igna? L'arma in più

Marinelli: "Guida decisa, ha accelerato lo sviluppo del motore"

Nelle corse, l'assioma che ogni campionato fa storia a sé è ancora più valido se applicato alle singole gare. Spesso, durante il GP, i valori in campo evidenziati da prove e qualifiche vengono stravolti da numerose variabili, come cambiamenti nelle condizioni della pista, scelte tecniche azzardate, o semplici "magie" dei piloti. Eppure, uno sguardo ai cronologici è sempre utile per dare contorni più definiti ai possibili scenari in gara, ed i test della Superbike a Phillip Island hanno indubbiamente portato sugli scudi Ducati, passata da outsider a possibile contendente per la vittoria.

Di sorpresa, viste le performance durante i test privati nel pre-stagione, non si può parlare. La moto di Borgo Panigale aveva già dato i primi segni di vita forti a Jerez, Aragon e Portimão dopo una stagione da dimenticare dal punto di vista dei risultati. A Phillip Island, sono arrivate le prime conferme ufficiali, con Davide Giugliano nel ruolo di trascinatore.

Analizzando i riferimenti dello scorso anno, il giro record in gara appartiene a Laverty, autore sull'Aprilia RSV4 ufficiale di un 1'31.168 in Gara 2. Tale tempo è stato battuto da entrambi i piloti ufficiali, anche se non è dato sapere esattamente con che quantità di carburante nei serbatoi. Un dato più significativo: sia il romano che Davies hanno migliorato i riferimenti del 2013, sia della Panigale che personali. Il miglior tempo in gara per la Ducati appartiene a Carlos Checa, autore di un 1'31.517 nella prima manche, prematuramente interrotta da un incidente alla curva 4. In prova (ma con pneumatici da gara), Giugliano lo ha migliorato di quasi un secondo (1'30.644), Davies di mezzo (1'31.087).

A rincuorare gli uomini di Borgo Panigale, inoltre, entrambi i piloti hanno girato ben più veloce di quanto avessero fatto rispettivamente con Aprilia e BMW lo scorso anno. Nel 2013, il miglior giro in gara di Giugliano fu un 1'31.830, mentre il gallese siglò un 1'31.482.

A detta del responsabile del progetto SBK, l'ingegnere Ernesto Marinelli, dietro al miglioramento si nasconde la mano (e mente) sapiente di Gigi Dall'Igna, nuovo Responsabile Corse.

"Con Dall'Igna mi trovo molto bene – ha dichiarato Marinelli – Il suo ingresso in Ducati ha aiutato innanzitutto a rivisitare le procedure, il lavoro da fare è stato snellito e ottimizzato. Senza stravolgere il reparto corse, Dall'Igna ha impostato una guida decisa e coerente fin dall'inizio, aiutandoci in alcune aree critiche. Ha spinto molto sul lato motore, dove abbiamo accelerato gli step evolutivi".

Ogni truppa ha bisogno sia di generali che di soldati. Le credenziali dei singoli però non bastano per le conquiste. Serve la giusta "chimica" tra tutti gli uomini coinvolti. Ducati sembra vicina a ritrovarla.

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