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SBK, Laverty: Melandri? Non è un bersaglio

"Entrambi forti sulla distanza, ma per vincere devo battere tutti"

Suzuki non è una meteora. Questo è, in riassunto, il responso degli ultimi test pre-stagione alla vigilia della gara di apertura a Phillip Island. Eugene Laverty ed Alex Lowes, già sugli scudi nelle prove invernali, hanno chiuso rispettivamente con il secondo e terzo tempo nella classifica combinata, piegati di misura solo da Tom Sykes.

Lowes ha rafforzato la propria candidatura a rookie dell'anno con un 1'30.528 trovato al mattino della seconda giornata, mentre Laverty ha dato il meglio in uscita dai blocchi con un 1'30.513 nel primo turno, rimanendo peraltro l'unico pilota in pista capace di mettere a referto uno o più giri sotto 1'31 in tutte e quattro le sessioni. Ci sono tutte le premesse per una gara da protagonisti.

"Phillip Island è una pista che si addice alla Suzuki, sia a livello di telaio che di elettronica – ha analizzato LavertyPerò è strana. Puoi trovare la giusta direzione ed essere veloce fin dall'inizio, per poi spendere cinque giorni per limare solo un paio di decimi".

Il pilota di Toomebridge appare più forte, concentrato e sereno che mai dopo un inverno a dir poco travagliato.

"Oggi nelle ultime due uscite abbiamo fatto un passo avanti considerevole. Con la gomma nuova avevo fatto un 1'31.3, per poi rientrare e, sempre con la stessa, arrivare ad 1'30.8. Mezzo secondo non è poco. Non credevo di poter fare un salto così grande con una sola modifica alla moto".

Le aspettative per l'esordio in campionato, a questo punto, non possono che essere elevate.

"Siamo in dieci piloti e cinque marche in grado di giocarci la vittoria – ha aggiunto Laverty – Per quanto mi ricordi, non si era mai creata una situazione simile. Posso solo essere contento di rientrare in questo novero. So solo che sto ancora imparando i limiti della moto, non sono ancora sicuro di quale sia il suo potenziale definitivo".

La battaglia al vertice probabilmente metterà Laverty contro Melandri, suo sostituto in Aprilia. Il vice-campione non sembra però avere particolari propositi di rivalsa.

"Sia Suzuki che Aprilia si comportano molto bene sul finale della distanza di gara, quindi potremmo giocarcela noi due. Ma non ho il dente avvelenato o particolari sentimenti di vendetta. Vincere è l'unica cosa che conta, e per farlo devi battere tutti".

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