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SBK, Buell lancia la sfida italo-americana

Il team manager Giulio Bardi: "Molto da imparare. Ad Aragon le prime evoluzioni"

Il debutto di Buell in Superbike non è stato dei più facili. Durante la prima giornata di test a Phillip Island, Geoff May ed Aaron Yates hanno chiuso rispettivamente al 23º e 24º posto, senza nemmeno effettuare un'uscita nel turno pomeridiano. La EBR 1190 RX è un progetto innovativo (bi-cilindrico a V stretta, freno anteriore perimetrale, telaio con serbatoio incorporato), ma pecca inevitabilmente di "inesperienza" al cospetto delle avversarie. Tuttavia, il team manager Giulio Bardi non si perde d'animo.

"Diciamo che per noi è tutto nuovo, non avevamo mai provato prima di oggi e quindi non avevamo nessun dato a disposizione – ha detto Bardi – La base della moto è quella del campionato AMA, ma le specifiche SBK sono fondamentalmente diverse. Ad Aragon dovremmo essere in grado di apportare i primi cambiamenti sostanziali".

Per essere qui in Australia, avete dovuto fare una corsa contro il tempo…

"Le moto sono arrivate il 27 dicembre, e da allora l'intera squadra ha fatto gli straordinari senza mai tirarsi indietro. Abbiamo avuto qualche problema di rodaggio, cosa normale quando debutta una struttura nuova, ma abbiamo fatto uno sforzo enorme per esserci fin dall'inizio e siamo qua soprattutto per imparare. Non pensiamo di sorprendere, ma di collezionare dati importanti".

Com'è nata questa avventura?

"Ho conosciuto Erik Buell a Salt Lake City quando lavoravo per il promoter della serie, ed abbiamo subito instaurato un bel rapporto. Allora il mio incarico comprendeva l'arruolare nuovi team e costruttori, ma poi la voglia di tornare alle mie radici ha preso il sopravvento ed ho pensato che questa fosse un'opportunità da prendere al volo".

Quali sono le difficoltà maggiori che ti aspetti sotto il punto di vista dello sviluppo?

"La base che abbiamo portato qui è tarata su regolamenti tecnici differenti. In AMA le gare sono di 70 km, da effettuare su circuiti con caratteristiche differenti ed un'altra marca di gomme a disposizione. Il confronto regolamentare è l'aspetto più critico, ma questa moto ha ottime potenzialità".

Per esempio, rispetto alla concorrenza?

"Soprattutto la guidabilità. La moto tiene la corda estremamente bene ed è veloce nei cambi di direzione. Inoltre, non ha mai dato problemi di chattering".

Quale sarà il prossimo passo?

"Al momento abbiamo portato alcuni piccoli dettagli. Un serbatoio più capiente (che si estende nel telaietto sottosella oltre che, come nella versione di serie, all'interno del telaio, ndr) per arrivare a 24 litri, e cerchi in alluminio anziché in magnesio. Anche le teste sono elaborate, seppur secondo le specifiche AMA, dove si corre con benzine ed elettronica diverse. Sviluppare il software per la Magneti Marelli sarà fondamentale. Poi abbiamo in cantiere una nuovo cambio e forcellone, dal momento che per ora usiamo quelli di serie".

L'ennesima sfida a stelle e strisce, ma con un forte tocco italiano, è ufficialmente lanciata.

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