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Bevilacqua: giusto separare SBK e MotoGP

"In un mondiale di privati, la EVO dovrebbe servire da selezione"

Al termine della prima giornata di test collettivi a Phillip Island, Niccolò Canepa si è imposto come riferimento indiscusso della categoria EVO in sella alla Panigale del team Althea. Con un tempo di 1'31.897, il genovese ha chiuso in undicesima posizione la classifica combinata, a + 1.384 da Eugene Laverty ma anche otto decimi più veloce di David Salom (13º) ed un secondo abbondante più rapido di Sylvain Barrier (15º), i suoi rivali più ravvicinati. Non ha nascosto il proprio entusiasmo il patron Genesio Bevilacqua, che ha raccolto la sfida con ambizione ed entusiasmo.

"Per noi, la EVO è uno stimolo in più – ha detto il manager di Civita Castellana Con questa categoria i team privati possono sviluppare moto per conto proprio e con costi più contenuti. La differenza con la MotoGP ora è enorme, ma mi piace lo spirito".

Dal punto di vista dei team privati, il ragionamento non fa, come si suol dire, una piega. D'altro canto, c'è la possibilità concreta che qualsiasi impegno ufficiale delle Case venga in futuro dirottato verso altri campionati.

"Non ci vedo le Case in prima linea – ha ammesso Bevilacqua – Tuttavia, molti marchi sono già strutturati come team satellite. Tra noi e Ducati resta comunque una collaborazione diretta, con un ingegnere di pista da Borgo Panigale ad accompagnarci alle gare. Non avrei fatto diversamente, e credo che su certe piste ed in determinate condizioni potremo riservare qualche sorpresa".

Il cambiamento in corso, tutt'altro che definito per filo e per segno, sembra epocale.

"Immagino un mondiale interamente di privati, ma la sfida ci piace anche così, nonostante sia più difficile battere gli ufficiali che, per esempio, nel 2010. Della EVO apprezzo soprattutto la possibilità di riprogrammare il futuro. Mi ricolloca nel quadro di un appassionato che lavora con un gruppo e pilota competente, ma senza l'esasperazione tecnica attuale. In passato la SBK era sulla scia della MotoGP per popolarità, mentre ora mi sembra si siano ristabiliti, e giustamente, come due mondi diversi".

In questo contesto, la classe potrebbe servire come "fucina" per la MotoGP, aumentando l'osmosi tra i due campionati, per ora assai limitata.

"La EVO dovrebbe essere una classe di selezione. Non ci vedrei top rider del calibro, per esempio, di Melandri o Biaggi. Ma mi sembra ideale per giovani tra i 24 ed i 27 anni, magari anche offrendo ai primi quattro a fine anno la possibilità di essere in lizza per il motomondiale. Quelli forti, se hanno gli attributi, dovrebbero passare di là".

Intanto, Bevilacqua si coccola il proprio pilota che, in effetti, conosce bene il pacchetto. Con la Panigale, Canepa ha chiuso il campionato Stock1000 in seconda posizione, e brillato a sprazzi in un paio di apparizioni da wild-card.

"Era dalla gara di Jerez dell’ottobre scorso che non salivo in moto e per me oggi era tutto nuovo, dal team alla moto – ha dichiarato CanepaTemevo di aver bisogno di molto più tempo per trovare un buon feeling, invece mi sono sentito subito a mio agio sulla moto, tanto da far segnare dei buoni tempi già questa mattina. Abbiamo lavorato molto sulla moto che, non dimentichiamolo, è completamente nuova ed è l’unica Ducati Evo in pista. Essere già a poco più di un secondo dalla Superbike più veloce ci conforta e ci stimola molto".


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