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Test Sepang: Super Marquez, Rossi prima M1

I TEMPI. Tre Honda nella prima fila virtuale. La Ducati sorride con Iannone

Questa volta Marquez ha fatto lo Stoner. Lo dice il cronometro, che la prima regola delle corse dice che non menta mai. Solo Casey era riuscito a scendere sotto i due minuti a Sepang, nel 2012 quando sulla Honda al primo giorno di test stampò 1’59”607. Il piccolo diavolo si è avvicinato con 1’59”926. Un tempo che riflette tutta la forza del campione del mondo, capace di scavare un piccolo fossato fra lui e gli avversari. Inoltre, Marc non si è neanche risparmiato, completando ben 65 tornate nel caldo malese.

Con Marquez, tutta la Honda esce vincente dal secondo giorno di test, monopolizzando la prima fila virtuale. Con i tempi fatti segnare al mattino Dani Pedrosa e Stefan Bradl gli guardano le spalle, separati l’uno dall’altro di appena 3 millesimi. Più pesante il distacco dal caposquadra, superiore ai 4 decimi anche se di poco. Più in difficoltà Bautista, unico a montare le sospensioni Showa, al 9° posto con un ritardo che sfiora il secondo.

In casa Yamaha, invece, il migliore è ancora una volta Valentino Rossi. A Sepang il Dottore sembra avere trovato il bandolo di una matassa che fino a qualche mese fa sembrava inestricabile. Se il distacco da Super Marc è oltre il mezzo secondo, ben più vicine sono le altre due Honda, poco più di un decimo. Come Dani e Stefan, anche Valentino ha fatto segnare la sua migliore prestazione a inizio turno e nessuno lo ha scavalcato.

Ancora in difficoltà Jorge Lorenzo, la cui sesta posizione è resa più amara dal trovarsi davanti la cugina Open di Aleix Espargaró, anche se solo per una manciata di centesimi. Se le prestazioni dello spagnolo di Forward non sono più una novità, le difficoltà del maiorchino sorprendono. Il distacco da Rossi è di solo un decimo, ma il rivale Marquez è distante più di sei. Ieri lamentava il carattere scorbutico della sua Yamaha e la soluzione non sembra essere arrivata. Alle sue spalle Smith, mentre sta continuando l’apprendistato Pol Espargaró, 10°.

In Ducati i riflettori sono per Iannone, capace di scendere sotto i 2’01” e inserirsi in ottava posizione. Una prestazione che fa ben sperare, considerando che l’anno scorso Dovizioso era riuscito a girare sotto i 2’02”00 solo nei secondi test di Sepang. Leggermente staccati i due ufficiali, 11° Dovizioso e 12° Crutchlow, che pagano rispettivamente 3 e 5 decimi dal pilota di Pramac.

Passando alle Open, zoppica ancora la Honda. Nicky Hayden oggi ha abbassato di più di un secondo il suo riferimento di ieri ma non è andato oltre al 14° posto e il distacco dal primo naviga ancora abbondantemente oltre i due secondi. Piccola soddisfazione, quella di essere davanti ai compagni di classe Edwards ed Hernandez. Anche la Suzuki, alle prese con la centralina Marelli per la prima volta appare in difficoltà e De Puniet è 20° a più di tre secondi, davanti a Redding. Penultimo Abraham, di cui preoccupano le condizioni della spalla.

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