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MotoGP, Rossi: Galbusera? mai una scommessa

Valentino carico dopo il 2° posto a Sepang: "corro nel Mondiale da 19 anni, ma non è routine"

Anche se Valentino ha sempre la faccia dell’eterno ragazzo, gli anni non fanno sconti neanche a lui. La stagione che è iniziata oggi a Sepang sarà la diciannovesima per il campionissimo, “quando me lo hanno fatto notare ho provato allo stesso tempo orgoglio e preoccupazione – commenta ridendo – Anche se è da tanto che corro non è diventata una routine per me. Penso che sia lo stesso per la maggior parte dei piloti, lo fai per la passione e per l’adrenalina che senti quando porti al limite la moto”.

Oggi poi è andata bene, secondo tempo a mezzo secondo da Marquez.

Sono soddisfatto, mi sono divertito in sella. Sono contento sia per il secondo posto che per il tempo, sono riuscito a girare subito in 2’00”. Marquez è stato più veloce, ma solo nel finale. Il mio passo non è per nulla male”.

Qual è il segreto di questa prestazione?

Nell’inverno mi sono allenato come al solito, forse un po’ di più. Però non penso sia quello a fare la differenza, piuttosto le novità che mi ha portato la Yamaha mi hanno aiutato in frenata che era il mio punto debole”.

Sono parti che non avevi provato a Valencia?

No, la staccata è stato il mio problema maggiore lo scorso anno e adesso le sensazioni sono migliori, posso guidare meglio. Si tratta solo di dettagli, ma che aiutano, sia in scalata che nel mettere meno in crisi l’anteriore”.

Anche l’effetto Galbusera ha avuto il suo ruolo?

Sono molto contento di Silvano, anche se lavoriamo da poco insieme. Nel box c’è una bella atmosfera e il suo metodo di lavoro mi piace anche se è un po’ diverso da prima. Mi spiace non ci sia più Jeremy, ma avevo bisogno di un cambiamento ed è più facile parlare italiano”.

In molti hanno messo in dubbio la sua scelta.

E’ stata una scommessa solo dall’esterno, io non sono mai stato preoccupato della sua preparazione tecnica, in SBK il livello dell’elettronica è alto”.

Non c’è niente che è andato male oggi?

Stiamo lavorando per la riduzione dei consumi e la moto risulta più difficile da guidare. Soprattutto ai bassi regimi il motore è meno pastoso. Gli ingegneri sono divertiti dalla nuova sfida, per noi piloti è un po’ diverso”.

Hai fatto debuttare anche un nuovo casco.

Sono contentissimo, è una delle grafiche più stupide che abbia mai fatto (ride). L'idea mi è venuta sotto la doccia. È una riedizione di un casco di mio babbo Graziano, una citazione”.

Il morale sembra alto.

“So che dovrò ancora lavorare per essere al livello dei migliori tre ma le motivazioni sono alte. Inoltre a differenza dell’anno scorso non devo più riabituarmi alla M1, mi sento già a casa. Sento che c’è un bel mood”.

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