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MotoGP, Ducati GP14: uguale... ma meglio

Dovizioso e Crutchlow: "non una rivoluzione, ma punti positivi". Iannone: "subito più veloce"

Non è ancora il giorno della rivoluzione, ma i primi cambiamenti portati da Gigi Dall’Igna stanno entrando nel box della Ducati sotto forma della Desmosedici GP14. Una moto nata sotto le precedente gestione, ma che ha già qualche ‘tocco’ del nuovo responsabile. “Le prime sensazioni che ho avuto sono state buone – conferma Andrea Dovizioso, autore del 12° tempo di giornata – La moto è migliorata in entrata di curva, permette di essere più aggressivi e di chiudere meglio la traiettoria. Punti negativi, invece, rispetto alla precedente non ho trovati”.

C’è un cauto ottimismo, anche se il forlivese mette subito le mani avanti. “La moto non è cambiata troppo, le sue caratteristiche non sono state modificate e i limiti rimasti – sottolinea – Inoltre questo è solo il primo giorno e non siamo riusciti a portare a termine tutto il lavoro in programma. È giusto prendersela con calma e abbiamo ancora due giorni davanti. Oggi con la moto nuova ho fatto appena due uscite, appena 6 o 7 giri tirando presto per dare giudizi più approfonditi”.

Partire bene serve comunque al morale e soprattutto la fiducia in Dall’Igna è grande. “Mi piace come lavora e come ci parliamo – continua Andrea – Inoltre anche nella GP14 c’è un po’ della sua mano, ha accelerato su alcuni punti. Il tempo per fare di più non c’era e altri cambiamenti arriveranno, non credo che faremo tutta la stagione con questa moto”. Sulla possibilità della Open, invece, preferisce non pronunciarsi. “Prima lavoriamo e capiamo la GP14, poi c’è chi ci penserà”.

Anche Cal Crutchlow, non si sbilancia su questo punto. “Esiste una classe Open? – scherza, prima di ridiventare serio – E’ Gigi che ha la situazione sotto controllo, è il nostro leader e come piloti lo seguiremo. Certo potrebbe essere una buona idea, soprattutto in ottica sviluppo. Ma entrambi i regolamenti hanno vantaggio”. Intanto il novello sposo pensa al presente, “questa prima giornata mi è servita per togliersi la ruggine, erano tre mesi che non salivo in moto – racconta – Al mattino ho usato la vecchia moto, nel pomeriggio la nuova”.

La GP14 è piaciuta anche all’inglese. “Non è troppo diversa dalla precedente, si è rifatta il trucco – dice con ironia – ma ha alcuni punti positivi e altri negativi. La GP13 era migliore in frenata, mentre la nuova ha smussato i problemi in entrata di curva e di impennamento. Ma era solo il primo giorno in cui la usavamo ed è normale incontrare qualche problema di gioventù”. La Desmosedici del futuro sarà un’altra “e io mi aspetto un grosso salto in avanti, Dall’Igna sta lavorando – assicura – Venire a provare su questa pista è molto importante, perché ha un’aderenza bassa e questa caratteristica amplifica tutti i problemi”.

Nessun dei due ufficiali è però stato il più veloce sulla Desmosedici, il primato di giornata spetta ad Andrea Iannone autore dell’8° tempo, a 1”252 da Marquez, e più veloce di più un secondo di Dovi e Cal. “Sono ripartito dalla GP13 – spiega il pilota Pramac – con il telaio che usava l’anno scorso Dovizioso. Dopo 7 giri avevo già migliorato i tempi che avevo fatto nel GP, forse in quell’occasione avere corso dopo le Moto2 aveva peggiorato la pista”.

Il miglioramento è continuato con la nuova moto. “Mi sono trovato subito bene – afferma Iannone – Solo della strategia elettronica non ero soddisfatto e in frenata. Siamo tornati sui nostri passi e i tempi sono scesi di un secondo. L’anteriore non è ancora perfetto, ma entrata e velocità in curva sono migliorate. È una moto più facile e amichevole e Dall’Igna ha portato una bella atmosfera in squadra”.

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