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SBK, Superbike: il countdown ha inizio

Venti giorni all'esordio a Phillip Island. Il bilancio fin qui

Lo zampino del meteo sembra proprio non voler dar tregua ai team Superbike impegnati nei test pre-stagione. Dopo la pioggia caduta a intermittenza ad Almeria e Portimão circa due settimane or sono, le previsioni per i due giorni di prove programmate a Jerez da Kawasaki, Honda e Aprilia, non promettono nulla di buono: 100% di possibilità di pioggia e temperature non superiori ai 15 gradi. Facendo gli scongiuri, proviamo a tirare le somme su quanto visto fin qui.

KAWASAKI DA CACCIATRICE A PREDA – Il titolo conquistato da Tom Sykes a Jerez, arrivato in maniera tutto sommato rocambolesca dopo una stagione di grandi acuti e stecche occasionali, ha coronato definitivamente la crescita della ZX-10R. Si dice però che difendere un bottino sia ancora più difficile che conquistarlo e, nel poker della Superbike, la squadra in verde ha giocato più di ogni altra a carte coperte. I due test in programma  avrebbero dovuto essere in solitaria, salvo l'arrivo di Suzuki ad Almeria e Honda ed Aprilia a Jerez.

Avvistato al salone di Verona, un raggiante Sykes ha dichiarato di sentirsi "in piena forma e più concentrato che mai" sull'obiettivo, ma non mancano gli oppositori, il primo dei quali sarà il compagno di squadra Loris Baz, che ha appena compiuto 21 anni ed ha tutto l'occorrente per trasformarsi da mina vagante a stabile contendente al podio. A suo favore, Sykes (insieme a Guintoli) è l'unico top rider a mantenere la stessa moto e squadra rispetto all'anno precedente. Un vantaggio piccolo, ma che potrebbe rivelarsi decisivo.

APRILIA, HONDA E DUCATI…A NASCONDINO – Nei test di Portimão, Alex Lowes e la sua Suzuki hanno stabilito il primato ufficioso, ma Aprilia, Honda e Ducati hanno, per diversi motivi, celato il loro vero potenziale. Rea e Giugliano sono stati gli unici, oltre al già citato Lowes e Eugene Laverty, a scendere sotto il muro dell'1'43, ma entrambi non hanno potuto eseguire il consueto "time attack" con gomme nuove a causa delle bandiere rosse esposte sul finire dell'ultima giornata (caduta di Lowes ed olio in pista) e ritirate a soli 10 minuti dalla bandiera a scacchi. I distacchi, comunque contenuti entro il mezzo secondo) avrebbero potuto essere nulli. Stesso discorso per Marco Melandri e l'Aprilia, che per l'occasione ha montato propulsori poco "freschi" anche per verificare l'affidabilità su chilometraggi estesi.

SUZUKI...SECONDA GIOVINEZZA – Le considerazioni precedenti non tolgono nulla a quanto di buono mostrato da Suzuki. Dopo aver ottenuto solo due podi lo scorso anno, la GSX-R sembra vivere una seconda giovinezza nelle mani di Lowes e Laverty. Il nuovo cambio ha debuttato senza intoppi, l'elettronica sembra finalmente a livello della concorrenza (grazie anche all'arrivo di Davide Gentile, già al fianco di Laverty in passato) e la ciclistica sarà ulteriormente rivista con l'arrivo del nuovo forcellone preparato da FTR.

A poche settimane dalla "prima" a Phillip Island, sono almeno cinque i costruttori con potenzialità di vincere. Niente male, considerando il ritiro di in forma ufficiale di BMW, autrice di sei vittorie lo scorso anno. Chi è il favorito secondo voi? Scriveteci i vostri commenti QUI!

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