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SBK, Canepa: la Panigale EVO vi stupirà

"Non è competitiva solo da Stock, anzi. La squadra Althea? Un'arma in più"

Il team Althea, capitanato da Genesio Bevilacqua, ha presentato oggi la Ducati 1199 Panigale EVO con la quale disputerà il prossimo campionato. Con la partenza di Davide Giugliano, talento cresciuto e maturato nei box della squadra di Civita Castellana (VT), sarà un altro italiano, Niccolò Canepa, a cercare di sfruttare al meglio l'infrastruttura del team privato di maggior successo negli ultimi anni (mondiale nel 2011, con Carlos Checa).

"Le squadre EVO fronteggiano grandi incognite, trattandosi di una categoria nuova, a metà tra Stock e SBK – ha dichiarato Canepa – Non mancano piloti veloci, penso ad esempio a Salom, Fabrizio, e Scassa, quindi il gruppo di lavoro farà la differenza. E, sotto questo aspetto, credo di essere messo molto bene".

Vice-campione della Stock1000 al termine di una stagione di rinascita sportiva dopo un brutto infortunio alla gamba, il 25enne genovese si era già messo in mostra sulla 1199 da wild-card in SBK (mancando di pochissimo, ad esempio, la prima fila a Laguna Seca). La continuità tecnica, in questo senso, può rappresentare un'arma in più.

"Questa moto è più simile alla SBK che alla Stock. Sostanzialmente abbiamo già una buona base per la messa a punto, anche con qualche cavallo in meno. A me, come guida, la Panigale è sempre piaciuta. Soprattutto l'avantreno, molto stabile, che ti consente di entrare forte in curva. Nella Stock avevo problemi di aderenza al posteriore dovuti alle gomme (intagliate e dalla mescola più dura, ndr). Facevo più fatica, anche se mettersi in mostra era più facile perché il livello è un po' più basso. Quando l'ho guidata in configurazione SBK, mi sono trovato benissimo".

Rispetto alla "sorella" ufficiale, la Panigale EVO di Althea differisce per motore ed elettronica (stock), mentre la ciclistica è pressoché identica.

"Particolari di ciclistica come sospensioni e link, dischi e pinze dei freni, oltre al serbatoio dalla diversa sagomatura ed il telaietto reggisella a traliccio, saranno gli stessi in dotazione alla squadra ufficiale. Chiaro che per me sarà una moto un po' nuova, e dovremo sfruttare al massimo i due giorni di prove prima della gara".

Come molti altri rivali di categoria, Canepa non è riuscito ad effettuare alcun test durante la pausa invernale. L'italiano non si è comunque annoiato.

"In Australia ci sarà un po' da soffrire, ma purtroppo possiamo fare altrimenti. La moto è stata consegnata con un po' di ritardo, anche perché si tratta di un progetto nuovo, ma comunque non mi sono dimenticato come si guida. Mi sono allenato tutti i giorni, più duramente che mai, tra motocross, enduro, e motard. Sicuramente non sarò affaticato anche se, dopo mesi, alla prima uscita ti sembra di guidare un mostro da mille cavalli. Phillip Island è impegnativa ma mi piace tantissimo, sono carico".


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