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MotoGP, Sepang: il 2014 ai blocchi di partenza

Tutti i temi dei test: Yamaha contro Honda, Rossi e Galbusera, il dilemma Ducati e le Open

Il letargo è finalmente arrivato al termine e i primi a uscire dalle grotte – pardon, garage– sono stati i collaudatori di Ducati, Honda e Yamaha. Pirro insieme ai suoi colleghi con gli occhi a mandorla hanno già varcato i cancelli di Sepang e indossato tuta e casco, molti tecnici delle squadre stanno già preparando moto e box per l’arrivo dei piloti atteso a ore. Quando lunedì in Italia sarà ancora notte, Marquez, Rossi, Lorenzo e soci inaugureranno con una sgasata il nuovo campionato.

POCHE NOVITA’, MENO CONSUMI – Il regolamento non è sostanzialmente cambiato e le due moto di riferimento, RC213V e Yamaha, non saranno oggetto di rivoluzioni. Le attenzioni degli ingegneri dell’inverno si sono concentrate soprattutto sui consumi, perché le gare dovranno essere portate a termine con un litro (da 21 a 20) di carburante in meno. Considerando che più di un pilota lo scorso anno in alcune piste non riusciva a completare il giro di onore (ricordate Rossi e Crutchlow?), l’impresa è tutt’altro che facile, soprattutto senza sacrificare le prestazioni.

Anche senza novità eclatanti, Yamaha e Honda nasconderanno comunque sotto le carene affinamenti importanti. Soprattutto a Iwata, i progettisti hanno avuto il loro bel da fare per migliorare la M1 soprattutto in frenata, vero punto di forza della moto rivale. Anche il seamless introdotto lo scorso anno aveva ancora importanti margini di sviluppo e Lorenzo ha più volte sottolineato come fosse necessario migliorare la Yamaha per potere lottare ad armi pari con Marquez. Accontentarlo sarà fondamentale non solo in ottica 2014, ma anche per parlare del rinnovo del contratto.

Valentino Rossi e Silvano GalbuseraSQUADRA CHE (NON) VINCE, SI CAMBIA – Nessuno dei piloti di punta ha cambiato casacca e quindi moto, ma se non avranno i problemi derivanti dall’abituarsi a un nuovo mezzo, qualcuno dovrà conoscere i nuovi innesti in squadra. Il caso più esemplare è quello di Valentino Rossi che, dopo oltre un decennio di convivenza nel box, ha detto addio al suo capotecnico Jeremy Burgess. Al suo posto è arrivato Silvano Galbusera, già al suo fianco nei test di Valencia. I due dovranno imparare a lavorare insieme e con il resto della squadra e per farlo non avranno che nove giorni. Il Dottore ha scommesso su di lui per cercare la soluzione ai problemi dell’ultimo anno e il compito del tecnico sarà tutt’altro che semplice.

Anche Marquez sarà accolto da una squadra parzialmente rimaneggiata. Non potrà più contare sull’esperienza di tecnici di lungo corso come Bruno Leoni, Filippo Brunetti e Giulio Nava e sul mago dell’elettronica Cristian Gabarrini. Troverà al loro posto i suoi vecchi ‘compari’ della Moto2, persone capaci ma vergini di MotoGP. Una mossa rischiosa, ma Marc voleva una ‘famiglia’ accanto a sé e difficilmente sembra sbagliare. Qualche nuovo innesto anche per Lorenzo, ma solo per due meccanici, quindi per lui le cose non cambieranno molto.

Cal Crutchlow sulla DucatiIL DILEMMA DUCATI – Se per i giapponesi si tratterà di affinare dei progetti vincenti, i test di Ducati saranno decisivi. Dall’Igna in una manciata di mesi non ha potuto disegnare da zero una nuova Desmosedici, ma solo ‘correggere’ in corsa il progetto già avviato. In Malesia non si vedrà la moto definitiva e neanche a inizio campionato. Sarà un’altra stagione di sviluppo e bisognerà decidere come affrontarla. La scelta è tre continuare con lo status Factory, che assicurerebbe maggior prestigio per l’immagine, o scegliere per la Open. Quest’ultima permetterebbe maggiori interventi durante la stagione, l’ideale per chi deve ‘rifare’ una moto.

I problemi della D16 sono ben noti a tecnici e piloti, ora bisogna valutare i progressi fatti nell’inverno e aggiustare il tiro. Dall’Igna sarà al comando dell’armata e avrà finalmente tutto il tempo di verificare sul campo il metodo di lavoro e fare i cambiamenti che servono. Dovizioso, Iannone e Crutchlow dovranno stringere i denti, ancora per un po' di tempo.

Aleix EspargaróOPEN E DEBUTTANTI – La curiosità più grande riguarda le Open. Alla prima di Valencia Yamaha aveva impressionato e Honda un po’ deluso. Tre mesi sono serviti ai tecnici di Tokyo per affinare il progetto e Hayden, Abraham, Aoyama e Redding potranno metterlo alla frusta. In Spagna la M1 di Forward era ancora un prototipo, in Malesia la vedremo nella sua veste definitiva e sia Espargaró che Edwards sembrano essere convinti del suo potenziale. Mancherà l’Aprilia. L’accordo con Iodaracing è praticamente fatto, ma bisognerà aspettare fine mese per vedere Petrucci e Camier sulla moto di Noale, che comunque non avrà ancora la nuova distribuzione a valvole pneumatiche che debutterà nel corso della stagione.

A debuttare ci sarà anche una pattuglia di giovani leve. Per Redding sarà la prima volta sulla RCV1000R senza acciacchi e in tanti si aspettano sorprese dall’inglese. Pol Espargaró, invece, aveva già fatto scintille a Valencia e Sepang sarà il banco prova ideale per valutare il suo affiatamento con la Yamaha. I riflettori saranno puntati anche su Smith, Bradl e Bautista, piloti con ormai esperienza in MotoGP e chiamati a quell’ultimo passo che gli permetterebbe di inserirsi nella lotta fra spagnoli.

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