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SBK, Melandri: Albesiano? È un leader vero

"La partenza di Dall'Igna non ha intaccato il Reparto Corse di Aprilia"

A 31 anni, Marco Melandri è più che mai pronto a dare la caccia al titolo della Superbike. Sfuggitogli di misura nelle tre stagioni fin qui disputate tra le derivate di serie (un secondo, un terzo, ed un quarto posto finali), il traguardo mondiale è, sulla carta, più vicino dopo l'approdo in Aprilia, Casa regina del campionato costruttori. Le prime uscite in prova, dove raramente si cerca il limite, hanno dato riscontri positivi, ed il ravennate è apparso più sereno che mai tra le mura di Noale.

"Ho sensazioni davvero buone – ha spiegato semplicemente Melandri – Non ho nemmeno fretta di iniziare il campionato. Voglio gustarmi ogni giorno da qui a Phillip Island, e capire la moto al meglio".

Che impressione ti fa avere nuovamente un'azienda italiana alle tue spalle?

"È una grande emozione. Credo che un'azienda sia fatta prima di tutto dalle persone che la compongono, e qui ho trovato passione e competenza. La prima volta sono entrato dal retro, e la prima foto che ho visto era mia con la 250 campione nel 2002. Non sai che sorpresa, sono passati più di 10 anni. Ho ottimi ricordi, e tanta fiducia per il futuro".

Che rapporto hai con il nuovo capo, Romano Albesiano?

"Mi piace la sua chiarezza di idee. Ci serve un leader. Inizialmente, giustamente, ascoltava e cercava di capire le dinamiche aziendali, ora ha cominciato a proporre soluzioni sue, interessanti. Quando ho saputo della partenza di Dall'Igna, credevo che il Reparto Corse venisse modificato sostanzialmente. Invece è rimasto forte e compatto".

Qual è il prossimo passo da compiere?

"Andremo a Jerez per due giorni di test, il 5 e 6 febbraio, insieme a Honda e Kawasaki. È importante, soprattutto per continuare nella direzione positiva con l'elettronica imboccata a Portimão".

Sotto questo aspetto, hai esigenze particolari?

"Rispetto a Guintoli, mi piace maggiormente tenere il gas 'in mano', con meno controlli. L'importante è che le strategie deliberate siano ripetibili. Non mi interessa tanto che la moto sia perfetta sul giro secco, preferisco che lo sia su tutto l'arco di gara, dove le condizioni cambiano con il prosieguo dei giri".

Il tempo di Lowes in Portogallo ha stupito, ma di solito i top rider giocano a carte coperte in inverno…

"(ride) Diciamo che quelli più esperti sanno che gli unici punti che si possono rimediare durante la pausa sono quelli del dottore".

Come guardi a Phillip Island?

"È una delle piste più belle in calendario, sia per l'ambiente che per il clima, caldo quando ci andiamo noi. La capacità di adattarsi alle condizioni meteo, molto diverse da quelle in cui abbiamo fatto i test, farà la differenza. In particolare, sarà molto importante la gestione dell'usura delle gomme sull'arco di gara".

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