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"In MotoGP troppa politica ed elettronica"

Parla Chris Vermeulen: "per lo spettacolo servono gomme meno performanti"

Per Chris Vermeulen le corse sono ormai un capitolo chiuso della sua vita. Dopo un titolo in Supersport ed essere stato l’unico a portare alla vittoria la Suzuki nell’era MotoGP, l’australiano ha dovuto smettere a causa di un importante infortunio al ginocchio destro. Ora fa il papà a tempo pieno di sua figlia Georgia, nata alla fine dello scorso anno, e di tornare in sella non ci pensa proprio, come dichiara in una lunga e interessante intervista a Crash.net.

Se arrivasse un offerta, rifiuterei – afferma – Sono felice a casa, non ho più voglia di viaggiare. Correre mi manca, la cosa che mi piaceva di più fare era sviluppare la moto. Non sono un ‘malato’ di adrenalina, non correvo in moto per la velocità, ma perché ne ero capace. Mi spiace non lavorare più con gli ingegneri e guidare le migliori moto al mondo”.

Ci sono però altri aspetti che Vermeulen non rimpiange per nulla: “non mi manca tutta la politica che gira intorno allo sport – spiega – Penso che la situazione sia peggiorata con molti piloti che devono portare soldi per correre. A volte non sono i migliori ad avere una sella ed è un peccato. Tutto gira intorno alla vendita dei diritti TV e Dorna ha bisogno di piloti dalle varie nazioni, ma spesso corre chi non se lo meriterebbe. Non voglio essere frainteso, ci sono molti buoni piloti nel motomondiale ma forse ce ne sono altri che non dovrebbero essere lì”.

La MotoGP, per Chris, non riesce a essere abbastanza spettacolare. “Le gare non so così eccitanti, è come in Formula 1 dove tutto gira intorno alla tecnologia”, dice. Poi prospetta delle soluzioni per rendere le gare più avvincenti. “Credo che dovrebbero diminuire le prestazioni delle gomme, in modo che tutti riescano ad arrivare al limite più facilmente – continua – Al momento le moto sono sviluppate sulle gomme. Mi ricordo quando ero in Suzuki e introdussero il monogomma, la nostra moto non riusciva a utilizzare quegli pneumatici e dovemmo ridisegnare il telaio per riuscirci”.

Oltre alle coperture, un altro punto fondamentale è l’elettronica. “In MotoGP ha un peso enorme, può trasformare una moto – la sua opinione – Penso che il vantaggio di Honda su Yamaha sia puramente elettronico. Queste due case spendono più dei concorrenti su questo aspetto e gli dà un vantaggio sugli altri. Come pilota mi piacerebbe salire in moto e spegnere tutti i controlli perché non c’è sensazione migliore di avere tutti i cavalli nelle tue mani, ma non bisogna dimenticare che senza elettronica queste moto sarebbero inguidabili ed è essenziale anche per la sicurezza”.

Per me, bisognerebbe avere gomme meno performanti e abbassare il livello dell’elettronica – conclude – Ma è difficile capire come imporre un tale cambiamento. Sarebbe facile dire che Dorna potrebbe farlo, ma nella decisione sono coinvolti i costruttori, che hanno le loro idee. È un gioco di equilibrio”.

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