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MotoGP, Dall'Igna-Ducati: i miei primi 100 giorni

La riorganizzazione, i test, la GP14 e l'amore per la SBK. Tutte le idee del genio ex Aprilia

Non sono passati nemmeno 100 giorni da quando l'ingegner Gigi Dall'Igna si è messo al timone di Ducati Corse. Un tempo ristrettissimo durante il quale il progettista, oltre a preoccuparsi della riorganizzazione del reparto corse di Borgo Panigale ha dovuto anche affrontare temi tecnici di primaria importanza.

Non solo relativi alla progettazioni della Desmosedici del futuro, ma anche, più banalmente, di come migliorare due progetti - quello della GP13 e della Panigale 1199 - ai quali non ha partecipato nella fase ideativa, ma il cui sviluppo, ora, è sotto la sua responsabilità.

Questo mentre, in entrambi i campionati - MotoGP e Superbike - i regolamenti cambiavano, specie in prospettiva, con la nascita della 'Open' e della 'Evo', con il risultato di dover prendere decisioni altrettanto valide sia per il presente che per il futuro prossimo.

Un lavoro che lo vede ancora in trincea, con l'apertura del mondiale SBK alle porte, così come i test MotoGP di Sepang, ma con l'obbligo di pianificare una strategia in tempi brevissimi per entrambe le categorie che risulti vincente nel più breve tempo possibile.

Molti sono i nodi ancora da sciogliere, per questo abbiamo incontrato Dall'Igna a Borgo Panigale, per capire dove sta andando la Ducati

Gigi Dall'Igna nel corso della sua prima conferenza stampa a ValenciaSe ne è parlato molto le ultime settimane. Pensate veramente di correre in MotoGP con le Open, rinunciando all'elettronica 'Factory' in cambio di 24 litri, 12 motori e gomme più tenere?

IL DILEMMA: OPEN O FACTORY? - "Qualche ragionamento sicuramente è obbligatorio farlo. Non direi che è la nostra priorità numero uno. Il regolamento lascia alcune libertà. La principale per la Ducati è la possibilità di cambiare motore durante l'anno, perché per una azienda che deve far evolvere il motore è una delle più importanti. Realisticamente infatti è poco probabile che il gap del 2013 sia recuperato in due mesi rispetto ad Honda e Yamaha. Il focus di Ducati è lo sviluppo della moto. Le guerre però non le vinci con i regolamenti. Si vince facendo scendere in pista una moto superiore alle altre".

Con gli attuali regolamenti, 20 litri e motori congelati è un problema fare sviluppo.

LE REGOLE - "In realtà dipende da che tipo di modifiche si vogliono fare e dalle tempistiche che si hanno per introdurle. Non tutto dipende dal motore. Ci sono modifiche che sono indipendenti dal motore".

Tutto dunque dipende dalla tempistica con la quale deciderete di aggiornare il motore?

LE EVOLUZIONI - "Esattamente, perché con la configurazione 'Factory' devi punzonare 5 motori che devono restare uguali anche per le modifiche più banali. Penso agli asse a cammes, o all'inerzia degli alberi motore. Questa verità è scolpita nel regolamento Factory".

Il Professor Ovvio dice che una volta fatta la scelta non si cambia. Dunque o si parte con la configurazione 'Open' o con la 'Factory'.

"E' così. Se nel corso dell'anno hai già utilizzato i vantaggi dell'una o dell'altra opzione non puoi tornare indietro".

La scelta per l'una o per l'altra opzione può comportare problemi per la Ducati all'interno della MSMA (l'associazione dei costruttori N.d.R.)?

Cal Crutchlow nel corso del primo test con Ducati a ValenciaLA POLITICA DELLE CASE - "Assolutamente no. La presenza di Ducati all'interno della MSMA è fuori discussione. La Casa decide con quale opzione del regolamento partecipare. Punto".

La differenza risiede anche nell'hardware a disposizione, cioè la centralina unica Magneti Marelli, o è solo un problema di software?

LA CENTRALINA UNICA - "Dal lato hardware non è in assoluto la stessa cosa,  ma la centralina unica è di primo livello. Il software però non è più tuo, dunque non lo puoi gestire".

Avete fatto già prove comparative, in proposito?

"Non tantissime. Il software Dorna è sicuramente meno evoluto rispetto a quello delle Case. Fare una valutazione oggettiva però è ancora presto. Il via preliminare il software non ha problemi intrinseci. O perlomeno a noi non ne ha dati. Troverei strano che ne avesse. In questi mesi comunque non mi sono focalizzato su questo. Il questo momento la priorità è lo sviluppo per consegnare ai piloti la miglior moto possibile. Yonni Hernandez ha effettuato due test, a Valencia e Jerez. E poi noi abbiamo fatto ovviamente delle verifiche in sala prova. Non ho applicato il 100% delle mie energie su questo specifico problema".

Come partirete dunque?

SEPANG 'ZERO' - "Prima del test di Sepang 1 ci sarà un Sepang 'Zero' dal 31 gennaio all'1 febbraio al quale parteciperemo con Michele Pirro. Il test è organizzato dalla Yamaha che presumibilmente proverà con il collaudatore Nakasuka. Credo ci sarà anche la Honda. Michele avrà una GP13 ed una nuova GP14. Per i piloti ufficiali sarà lo stesso: una GP13 ed una GP14 ciascuno".

E' previsto anche un test comparativo con una Open?

"Non è assolutamente previsto. Dobbiamo prima chiudere il gap prestazionale per decidere come fare evolvere la moto. Dobbiamo cercare fin da subito di avvicinarci ai primi. E vedere se la GP14 è migliore della precedente. Cercheremo un assetto di partenza per prime gare. Questo è l'obiettivo".

Quindi la decisione sulla configurazione definitiva con la quale partire a quando si sposta?

DECISIONE DOPO SEPANG 2 - "Bisogna essere pronti per il Qatar. Fino a Sepang 2 c'è tempo per fare evoluzioni abbastanza importanti. Durante l'anno evoluzione poi sarà continua".

A questo punto la decisione importante è se il motore 2014 va bene così.

Yonny Hernandez sulla Ducati GP13 Pramac"In quel caso ci si ripenserà. Non è realistico comunque che Hernandez a Sepang 1 giri con la Open come Dovizioso con la GP14. Tutti i costruttori stanno facendo delle verifiche sulla classe Open. Lo sta facendo la Honda che ha costruito una moto apposta, ed anche la Yamaha che fornisce i motori e le specifiche per il telaio".

Gli appassionati sono divisi. E' colpa del motore o del telaio se la Ducati ha faticato nelle ultime due stagioni? Che idea ti sei fatto?

COLPA DEL MOTORE O DEL TELAIO? - "E' sicuramente vero che una volta disegnato il motore hai sostanzialmente fatto il telaio. L'architettura del motore non è una scelta del motorista ma del telaista. La Ducati sa fare telai, l'ho toccato con mano. Sono più ottimista adesso rispetto a prima di cominciare l'avventura con la Ducati. A Borgo Panigale ho trovato competenze di alto livello in tutti i settori. Il primo problema che ho affrontato è stato quello della organizzazione interna di Ducati Corse. E' l'organizzazione che ti fa fare le cose bene o male ed è stato un punto debole di Ducati negli ultimi anni. Il Team il reparto corse ed il test team devono lavorare di stretto accordo".

Quanto è diversa la GP14 dal prototipo che la ha preceduta?

LA GP14, FIGLIA ILLEGITTIMA - "La GP14 non si può dire che sia nata dalla mia esperienza. L'ho trovata. Ho semplicemente cercato di inserire o modificare delle cose che potevano essere significative dal punto di vista delle prestazioni. Per questo Sepang Zero e 1 sono importanti per capire se sarà possibile chiudere il gap. Dalle prime tre gare, poi, nascerà la base di dati per un nuovo progetto più corposo".

Dunque fino ad oggi in realtà sei rimasto agnostico sui problemi più importanti.

La GP13 ai box di ValenciaL di 90° O V DI 90° - "Diciamo che sono ateo. Aspetto di vedere e valutare i dati dei test e delle prime gare. Per questo se mi si chiede se è meglio un motore a L o a V di 90° non do una risposta…Anche perché vedendo come è montato ora il propulsore non lo si può più definire a L e c'è un brillante esempio di motore a V di 90° dall'altra parte dell'oceano…".

Sembra che il test team avrà un sacco di lavoro da fare. Quale è la situazione?

L'IMPORTANZA DEL COLLAUDATORE - "Nella mia esperienza con un collaudatore puoi fare il 60/70% del lavoro. Puoi sgrezzare la moto, non rifinirla. La restante parte devi farla con i piloti che guideranno la moto in gara. Costringere il collaudatore a girare con certi assetti che non gli sono naturali serve solo a far confusione, non a far fare passi avanti alla moto. Un collaudatore, Pirro, è sufficiente. Anzi, ciò ti costringe a pensare prima alle cose importanti. Ad usare più la testa che le mani".

La Open in questo senso è più favorevole. Ti permette di fare maggiori esperimenti.

I TEST CON GLI 'UFFICIALI' - "Certamente, ma anche con l'opzione Factory si prova abbastanza. Con 19 Gran Premi il pilota ha comunque un tempo a disposizione limitato".

Pirro farà anche i test Superbike?

Michele Pirro ai box di Misano"No,il collaudatore deve dedicarsi ad una moto e deve salire solo su quella. Se dovesse guidare una moto completamente diversa non andrebbe bene. Deve restare concentrato sulla MotoGP. In Superbike direi che utilizzeremo le stesse risorse del 2013. Baiocco in primis. E poi ci sarà un test team dedicato che non ha gli stessi mezzi e risorse della MotoGP ma è comunque strutturato coerentemente con le esigenze della SBK. Una struttura separata. Ciò che cambierà nel 2014 è che ci sarà un amalgama migliore fra i due grandi progetti, MotoGP e SBK. Nella riorganizzazione sto pensando a come trasferire la tecnologia della MotoGP in SBK e viceversa. Ci possono essere delle prove che deciderò di fare, magari, prima in SBK ma che potranno servire anche in MotoGP".

La tua giornata rimane di 24 ore. In quale categoria, fra le due, pensi di incontrare più problemi?

LA SBK E' PIU' FACILE - "La SBK rappresenta per me il recente passato. Ci sono affezionato. E' sicuramente vero però che per Ducati in questo momento è più importante la MotoGP. Per la Ducati la SBK rappresenta la storia. Cercherò di non trascurarla. Sarò presente al 100 per cento delle gare della MotoGP ed al 30% di quelle della Superbike. Al di là della presenza cercherò di portare avanti il più possibile anche la SBK, ovviamente. Nelle riunioni motore più recenti se potessi farti guardare il numero di punti esaminati, MotoGP e Superbike, non sono tanto diversi. Se è vero che l'impegno sulle piste per i prototipi sarà maggiore penso che ci dedicheremo ad entrambe con il medesimo impegno".

Dove ti aspetti di avere risultati più rapidi?

TEST SUPERBIKE POSITIVI - "Devo dire che sono rimasto sorpreso positivamente dagli ultimi test SBK sia dal punto di vista dei risultati, che dei commenti dei piloti. Poiché parliamo poi di piloti che hanno guidato moto valide nel recente passato il fatto che abbiano commentato positivamente secondo me è stato significativo. Potrei essere smentito a fine febbraio ma probabilmente sarà più semplice raggiungere risultati in SBK che MotoGP".

Se la MotoGP va verso la Open la SBK punta alla Evo. Tu faresti entrare subito nel mondiale Battà e le sue Bimota?

IL NODO BIMOTA - "Io credo che la FIM dovrebbe farlo correre. Un costruttore in più da lustro ad un campionato importante quale è la SBK. Va fatta una riflessione, specie sui numeri di omologazione, ma credo sia opportuno. Ed anche da appassionato valuto positivamente questa novità".

Nel 2013 la tua Art-Aprilia ha ottenuto validi risultati quando è stata opposta alla Ducati GP13. Dov'era il suo vantaggio?

Dall'Igna ai box di Aspar con Aleix EspargaròI SUCCESSI DELLA ART - "Ovviamente sono rimasto molto soddisfatto da quel progetto. Per me, ma anche per i miei collaboratori e tutta la struttura. Sicuramente la ART aveva un vantaggio di gomme, ma questo magari non era costante ad ogni Gran Premio. Ci sono stati delle gare in cui non si è sfruttato. Non è sempre vero che avevamo questo vantaggio di pneumatici. Per le condizioni che c'erano la Art ha fatto veramente bene. E' partita anche in quinta posizione al Sachsenring. Un exploit".

Conosci benissimo Jorge Lorenzo e già c'è stata la smentita di un vostro contatto. Ciononostante quale tecnico non lo vorrebbe in squadra?

IL SOGNO DI LORENZO - "Io dico che sono estremamente contento dei piloti che attualmente guideranno la Ducati nel 2014. Il problema in questo momento non sono i piloti. Ho a disposizione i migliori per lo sviluppo. Poi sicuramente Lorenzo, Marquez, sono sicuramente i piloti di riferimento. Credo che sia prematuro fare alcun tipo di previsione o ragionamento. Dobbiamo concentrarci sullo sviluppo della moto, prima di ogni altra cosa".

Rivesti per il momento i panni di dirigente Aprilia e dimmi se avresti far correre Biaggi a Phillip Island? Come sai avrebbe voluto gareggiare nell'apertura stagionale quest'anno.

BIAGGI, UN RIFERIMENTO - "Max è sicuramente un pilota estremamente particolare, oltre che essere un campione. Dal punto di vista mediatico è un riferimento. Può essere che per una casa possa essere importante avere un campione come lui anche sporadicamente nel campionato. Personalmente lo avrei fatto correre".

 

 

 

 

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