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SBK, Laverty, sfida a distanza con Melandri

Equilibrio nei tempi, ma l'irlandese è primo. Seguono il ravennate e Giugliano

I test privati della Superbike a Portimão hanno riservato lo stesso copione di ieri, pista bagnata al mattino e condizioni in miglioramento solo dopo la pausa pranzo. Con un'eccezione: l'arrivo di Suzuki, che si è aggiunta ad Honda, Ducati e Aprilia facendo subito la voce grossa. Ha stupito Alex Lowes, esordiente in classe regina dopo aver vinto il titolo della BSB, che si è spinto sotto il muro di 1'44 in una pista a lui sconosciuta. Il più veloce è stato però il suo compagno di squadra Eugene Laverty, che con un 1'43.490 ha preceduto in una sfida ricca di significati Marco Melandri, suo successore in Aprilia, staccato di poco più di un decimo.

"Sono contento perché per la prima volta non abbiamo avuto inconvenienti tecnici ed ho potuto guidare forte – ha detto l'irlandese – L'elettronica è l'area sulla quale dobbiamo concentrarci, ma stiamo raccogliendo molti dati e spero che presto siano abbastanza per farla funzionare al meglio. Sul bagnato ho faticato fino all'ultima uscita, dove ho limato un secondo e mezzo. Sull'asciutto ci manca ancora qualcosa sul passo. Mi sembra che Melandri fosse più regolare".

Dopo il divorzio con Aprilia, che ha preferito proprio il ravennate a lui, si potrebbe pensare che Laverty abbia nella propria ex-squadra un bersaglio. Sarebbe però un errore, ha confessato il pilota di Toomebridge.

"Non ho ragione di provare amarezza a questo punto – ha dichiarato – Si è trattato solo di affari. Farei un errore se pensassi che l'Aprilia o Melandri siano il mio unico avversario. Devo battere tutti per vincere una gara".

L'equilibrio, comunque, regna sovrano. Oltre a Suzuki, anche Aprilia, Ducati ed Honda sono state in grado di scendere sotto l'1'44. Sul podio virtuale, oltre a Melandri, è salito nuovamente anche Davide Giugliano. Il romano, solo un decimo più lento del connazionale, sta ancora lavorando su prove comparative volte a stabilire un assetto di base per la sua Panigale. Rimanendo nel Bel Paese, è rimasto più attardato Claudio Corti sulla MV Agusta, alle prese con problemi di "gioventù" che, per quanto normali, dovranno essere risolti in fretta.

Sesto tempo per Jonathan Rea, impegnato in prove di assetto per trovare il bilanciamento ottimale al posteriore – ha lamentato problemi di sottosterzo – oltre che ovviamente che nello sviluppo della nuova elettronica della sua Honda.

Domani l'ultimo giorno di prove.

I tempi ufficiosi:

Laverty (Suzuki) 1'43.4

Melandri (Aprilia) 1'43.6

Giugliano (Ducati) 1'43.7

A. Lowes (Suzuki) 1'43.7

Davies (Ducati) 1'43.8

Rea (Honda) 1'43.9

Haslam (Honda) 1'44.4

Barrier (BMW Evo) 1'45.1

Guarnoni (Kawasaki Evo) 1'45.6

Hofmann (Aprilia, tester) 1'45.7

Corti (MV Agusta) 1'46.0

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